A Novara giù la Saracinesca per la serie A

Cari amici,
dove eravamo rimasti? Non si dovrebbe mai stare senza calcio giocato per un mese intero. La testa va per fatti suoi e, più e più volte, come Eduardo nelle “Voci di dentro” mi è capitato di alzarmi la mattina senza riuscire a capire se quello che avevo in mente era vero o me l’ero sognato. Mi sono alzato con la bella sensazione che ti regalano a volte i sogni. Mi sono sognato, pensate un po’, che l’Avellino al termine del girone di andata aveva 37 punti, era terza e il presidente Taccone era impazzito, aveva detto che ora si punta alla serie A. Mi ero fatto tutto un film, mi ero detto: “Allora avevo ragione dopo solo due partite ad andare a incontrare Mario Piga per parlare di strane analogie…”. Ma che mi vado a inventare, ho pensato… Mi sono portato quindi verso il televisore provando compassione verso me stesso: che cosa non ci si inventa per tornare indietro all’adolescenza, a quei 17 anni che avevo quando fui preso di peso sulle spalle, sulle gradinate di Genova, dal compagno di scuola pallavolista, cosicché passai così, circa due metri più su degli altri, sulle spalle del corpulento amico che saltellava – per ottemeparare a una promessa fatta – gli attimi finali di quella partita che ci portò nella massima serie. Accendo quindi il televisore con la mente affollata da questi pensieri su cui potrebbe lavorare bene il mental coach del nostro club di Roma Giovanni Stornaiuolo, e con il cuore in gola per il presagio della disillusione, pigio 210 su Televideo e… Macché, è tutto vero, non siamo su Scherzi a parte, ma alla prima di ritorno del campionato di Serie B Eurobet 2013-2014.
Ora, non vi vorrei infliggere di nuovo la tiritera sulle ragioni che mi hanno portato a concepire questa rubrica. O invece sì, un tagliando si impone a metà del cammino, le voglio ribadire a beneficio dei tre o quattro lettori che si sono aggiunti strada facendo ai 3-4 iniziali. La nostra convinzione era ed è che questo mister sia in grado, rastrellando il terreno da tutte le inutili contese di sui siamo specialisti, di tirare fuori il meglio delle nostre potenzialità a sostegno di questi colori, avendo la rarissima capacità di conoscere fatti, antefatti e situazioni dell’ambiente senza farsene condizionare più di tanto. Mi ero quindi dato un programma triennale, in linea con il contratto del mister. Senonché lui si è portato avanti col lavoro: mai immaginavo già a questo punto, al giro di boa, di vedere la salvezza a portata di mano lasciando licenza di uccidere alla nostra fertile immaginazione circa l’obiettivo finale. I meriti di questo mister, per fortuna, sono ora sotto gli occhi di tutti, tanto da rendere persino superflua – o forse no, chissà – una rubrica di chiaro stampo agiografico come questa. Tanto da poterci permettere persino qualche digressione critica visto che ora tutti lo osannano. Siamo convinti, infatti, che qualche piccola pecca guardando a ritroso nel girone di andata la si possa trovare, nelle sue scelte, con riferimento specificamente alla formazione iniziale di Crotone e alla gestione un po’ tardiva dei cambi a Latina e a Siena. Inezie. Rastelli è come quei ciclisti da corse a tappe. C’è quello che vince le corse in linea, in un giorno solo, lui invece va giudicato alla fine, sui grandi numeri e per questo girone di andata va già applaudito a scena aperta per come ha fatto fruttare le potenzialità del gruppo, persino a fronte del mancato apporto – sin qui – di quelli che dovevano essere i due innesti più importanti sulla formazione dello scorso anno, ossia Togni e Abero.
Un mese di riflessioni e bilanci, di noia in definitiva, interrotta da una bella notizia. Domenica scorsa mi ha telefonato il coautore Antonello Candelmo chiedendomi lui quel che io non osavo chiedergli io, e cioè se volevamo fare a cambio di figurine Panini, con la pietosa bugia di voler giovare alla raccolta dei nostri piccoli Ivan e Walter, quando invece l’unico vero obiettivo nostro è quello di completare la paginetta che dopo anni di anonimato i nostri eroi in bianco verde si sono riconquistati, dai tempi in cui Daniele Miceli ci raccontava di Adrano, Milazzo, Castrovillari e Hinterreggio. Pensieri ed elucubrazioni, calcio e fantacalcio, così si è andati avanti per quattro settimane. Non si sapeva nemmeno come ingannare il tempo salvo fra tante chiacchiere di mercato con scarso fondamento.
Poi il nostro mercato ha preso forma con gli innesti del centrocampista belga Benoit Ladrière, del difensore under 21 svizzero Saulo Decarli, e della punta di movimento Camillo Ciano, scuola Napoli, un pallino del ds Enzo De Vito, subito entrato nelle grazie del mister. Dispiace per Ladrière che aveva subito dato l’impressione di poter fare la caso nostro e speriamo che possa presto confermarlo. Mi pare comunque che per caratteristiche tecniche, ma anche per il positivo approccio al gruppo manifestati da tutti e tre si sia andati nella direzione giusta. Perché, come più volte si è sostenuto, si tratta di potenziare senza scompaginare, aggiungere senza togliere.

millesi

Sotto questo profilo grande apprensione ha suscitato nel sottoscritto l’ipotesi per fortuna scongiurata di un abbandono di Ciccio Millesi. Il capitano beneficia per quanto mi riguarda di un’istintiva ma profonda simpatia che mi prende per le persone di poche parole abituate a far parlare i gesti e i fatti concreti. Ma sbaglia la società se ritenesse che la marginalizzazione di figure come la sua possa essere priva di conseguenze sul gruppo. Se fosse andato via facendo prevalere un’ottica mercantile di rottamazione – trascurando l’abnegazione, la storia, il carisma, ma anche l’apporto tecnico che questo calciatore ancora esprime – che cosa avrebbero potuto pensare i vari Zappacosta, Izzo, Arini che hanno fior di squadre di serie A alle calcagna, se avessero voluto ragionare con la stessa logica mercantile? Questo gruppo granitico è ora unito da un sogno, già costruito in parte e da completare insieme, portando ciascuno il proprio mattone. Sono convinto che Ciccio nonostante la delusione per il mancato rinnovo del contratto, per l’amore che porta ai nostri colori non si sia ritenuto in grado – al pari del Pitone Biancolino – di apprendere dalla tv possibili grandi notizie provenienti da Avellino in primavera. In quel momento non si rassegnerebbe mai all’idea di non essere sul pullman scoperto che festeggia lungo le strade della città: ha fatto due conti con la propria storia più che con il suo portafogli e – buttando giù qualche boccone amaro – ha promesso a se stesso e al mister di remare nella stessa direzione. Io credo che la società non possa restare insensibile a simili atteggiamenti, anche se si tratterà di fare un sacrificio, qualche idea ce l’ho, ne parlerò lunedì sera a Linea Verde Sport su Itv, o su Youtube per chi segue da fuori Avellino.
La mia convinzione comunque che il più grande acquisto, l’acquisto numero 1 in tutti i sensi, possa essere rappresentato dal ritorno fra i pali di Pietro Terracciano, un atleta che ci aveva abituato troppo bene, ma che a Roma ho imparato a conoscere da vicino anche come un uomo di grande maturità e attaccamento ai nostri colori, a dispetto della giovane età e della formula del prestito che lo lega precariamente ad essi. Gli ho sentito dire delle cose molto affettuose, e proferire grandi attestati di stima, verso il compagno Andrea Seculin che ha come unica colpa quella di essere un essere umano che ha dovuto prendere il posto di un extraterrestre. Forza Pietro, quindi, abbassa di nuovo la Saracinesca, come ci avevi abituato, e nessun sogno ci ha precluso.

Seculin e Terracciano
Venendo alla formazione dicono che sia molto difficile questa settimana, ma io opto per l’idea più semplice, una sorta di formazione tipo con il possibile subentro nella ripresa di un veterano (con il Pitone in grande spolvero che si propone anche lui) o dei neo acquisti. Ma credo che sia presto per il cambio di modulo che il mister ha provato, con Ciano dietro le punte, ipotesi che potrebbe al massimo provare nella ripresa se la squadra mostrasse di aver avuto un buon approccio con la ripresa agonistica e se la vittoria si dovesse dimostrare cosa fattibile, sì da doverci provare con più coraggio. Ma attenti al Novara che mister Calori sta riportando pian piano ai rendimenti attesi ad inizio campionato, e con il neo acquisto Sansovini avanti potrebbe essere in grado di sopperire alla scarsa prolificità che l’ha frenata nel girone di andata. Anche per questo ipotizzo uno schieramento collaudato da parte del mister. Resta solo il dubbio in difesa legato a Fabbro, non ancora al meglio, che potrebbe essere sostituito da Decarli.
Quindi: TERRACCIANO, IZZO, FABBRO, PISACANE; ZAPPACOSTA, D’ANGELO, ARINI, SCHIAVON, BITTANTE, CASTALDO, GALABINOV.
Grazie, forzalupi e alla prossima.