A Reggio per passare il tornello della A

Cari amici,
è stato un Natale all’insegna dei lupi. Ho fatto il viaggio di rientro da Roma ad Avellino con il collega Andrea Covotta, e nel tragitto si è parlato solo di questo. Poi sono riuscito a fare un salto al campo di Torrette per dare gli auguri alla truppa in partenza per Reggio e il Rastrellatore ha avuto anche un breve incontro con il mister, documentato da tanto di foto.

Colloquio Picariello e Mister Rastelli
Mister Rastelli con Angelo Picariello

Con Covotta in comune abbiamo l’esigenza di procurarci il pane – lui al Tg2, io ad Avvenire – occupandoci di politica, ma anche la passione di dedicarci poi a cose più serie, come il pallone. Eravamo stati insieme quest’estate, a Castel di Sangro. Forse – che dici? – avevamo qualche ragione a chiedere di essere più clementi con questa società e questa squadra, ma l’importante alla fine non è aver ragione – che si sa di chi è la ragione – l’importante è che questo sogno possa andare avanti più a lungo possibile e, non si sa mai, alla fine anche realizzarsi.

Avevamo detto che la partita col Modena sarebbe stata decisiva, e così è stato. Avessimo pareggiato, come pure abbiamo rischiato che accedesse, staremmo qui a parlare di una squadra che non riesce più a vincere da un mese e mezzo, che non riesce a ritrovarsi, che deve stare attenta a non scivolare indietro… Invece con questi tre punti – sofferti ma non certo immeritati – ecco che anche le ottime partite di Spezia e Trapani e i relativi due punti ne escono valorizzati. Bene ha fatto allora Taccone a soli 17 punti dall’obiettivo salvezza, fissato a quota 50, a dire che ormai siamo in ballo e bisogna ballare. Perché è chiaro, se se fosse per l’obiettivo minimo basterebbe andare a Reggio per un misero punticino, invece ora bisognerà osare per provare a portare a casa l’intera posta.

Covotta ha scritto un bel libro (“Quando giocavamo in serie A”) che alla luce dei fatti andrebbe prontamente ristampato, mi appello in tal senso all’editore Gianni Festa. Si tratta di un viaggio nella memoria fra sport, politica e racconti di vita vissuta dei dieci anni in serie A. Mi aveva incuriosito nel leggerlo questa sua abitudine, da raro arianese appassionato dei colori biancoverdi, di parcheggiare la macchina nell’area di servizio Irpinia dell’autostrada per correre allo stadio. Avevo capito però che la cosa fosse finalizzata a raggiungere al più presto il Partenio, mi ha spiegato invece che funzionava diversamente.

Si arrivava fino ad Avellino Ovest, ci si voltava indietro e si parcheggiava già in direzione ritorno, per poter fare pronto rientro dopo la partita nella città del Tricolle beffando il traffico di fine gara e trovarsi pronti davanti al video all’appuntamento con 90° minuto con Paolo Valenti in studio, Luigi Necco in collegamento e immancabile sfondo di tifosi avellinesi con l’amico Pino Capozzi presenza fissa – vero, coautore Antonello Candelmo? – per il consueto saluto di fine collegamento con l’amico e compianto Valenti che, da studio, con un sorrisetto tollerava quel piccolo disturbo autorizzato. La fretta di quel parcheggio in autostrada, insomma era tutta legata al dopo gara, non certo alla gara in sé.

Così, per non allungare i tempi di viaggio alla famiglia Covotta ho pensato di fare come lui, un caffè all’area di servizio e ho continuato a piedi come faceva lui, permettendo a loro di proseguire fino a Grottaminarda senza dover uscire dall’autostrada. Andrea però mi ha voluto accompagnare fino al tornello, per vedere se l’uscita a piedi fosse ancora praticabile, e ho percepito un sospiro in lui nel vedere che tutto era rimasto intatto: il tornello della serie A, dopo 25 anni, era ancora lì.

Cose d’altri tempi, che però potrebbero tornare. E per Natale il nostro pensiero va a chi soffre. Andando dietro alla mia inguaribile voglia di scherzare anche con le cose serie, mi verrebbe da mandare un pensiero anche agli amici beneventani e salernitani che soffrono (eccome se soffrono…) nel vedere i cugini avellinesi lassù in alto mentre loro non ci riescono nemmeno col calcio minore. Ma, accantonato lo sfottò e gli scherzi, nel giorno di Natale questo miracolo del calcio Avellino ci interroga sul serio, nel pieno di una grande difficoltà che la città e la Provincia vivono sul terreno politico e sociale.

Maurizio Montesi, fortissimo centrocampista romano degli anni della promozione vicino alle posizioni dell’estrema sinistra al pari di Ezio Galasso, rilasciò una celebre intervista – ricordata da Andrea nel suoi libro – nella quale ci faceva neri, dipingendoci come gente che in nome del pallone è disposta a farsi scivolare addosso di tutto, in grado di trovare i soldi per lo stadio e di farsi mancare l’essenziale. Un po’ aveva ragione, io stesso come amministratore del tempo sono certo a un certo punto, in epoca successiva, di aver votato lo storno di fondi inizialmente previsti per l’edilizia cimiteriale per permettere l’ampliamento dello stadio.

Non era un illecito e come consiglio comunale prescindendo dal colore politico si ritenne in questo modo di assecondare quella che per la collettività che amministravamo era una assoluta priorità. Ma questo Avellino è differente da quello. Intanto la città vive con maggiore distacco rispetto ad allora questo bellissimo fenomeno sportivo. E l’atteggiamento della politica cittadina è un po’ proiezione di questo. Come si può dimenticare il campo spelacchiato che l’amministrazione comunale – forse anche per via del passaggio della gestione commissariale da cui si veniva – ha fatto trovare ad inizio campionato, e come dimenticare la corsa contro il tempo per adeguare l’impianto a spese della società?

Non credo, in ogni caso, che questa squadra sia una droga con cui lenire le mille difficoltà che la città vive, come Montesi sosteneva al tempo, credo semmai che sia uno stimolo per tutti a fare bene, dimostrando come anche ad Avellino si possa realizzare, con poco, qualcosa di buono se il pettegolezzo, la maldicenza e le divisioni vengono messi da parte facendo emergere il meglio che questa comunità è in grado di dare. Non credo, insomma, che il messaggio del Natale sia estraneo ai valori che fanno grande l’Avellino, io perlomeno la penso così sperando di non apparire Alice nel paese delle meraviglie.

A Roma noi lo sperimentiamo, l’amore per la nostra squadra è fattore di grande concordia fra noi e ci ha accompagnato in questi giorni anche nelle nostre famiglie, come dimostra la splendida foto di Ottavio Picillo con sciarpa a tavola. In questo la continuità fra questa squadra e quella che ci diede tante soddisfazioni nel 1978 è evidente, non è la prima volta che ci capita di notarlo. Ci vengono incontro gli splendidi auguri di Natale che Mario Piga ha inviato ai tifosi su Facebook. L’autore dello storico goal promozione di Genova che questa estate – alle prime buone avvisaglie d’inizio campionato – eravamo andati a trovare alla Maddalena insieme al fratello gemello Marco, ci indicò la strada da seguire, che mette d’accordo le diverse ambizioni enunciate da Rastelli e Taccone: l’umiltà e lo spirito di gruppo.

Buoni per salvarsi senza affanni, come chiede il mister, ma anche per tentare l’impresa della promozione, come auspica il presidente. Scrive Mario Piga: «Complimenti alla squadra, allo staff tecnico e alla società che hanno regalato questo meraviglioso Natale ai tifosi e alla città di avellino. Mi permetto di fare qualche raccomandazione, se capiterà qualche momento difficile, e io mi auguro di no, perché questo campionato è difficilissimo (vedi Palermo- Empoli-PESCARA) sarete fondamentali voi tifosi come facevate ai nostri tempi, perché questa squadra merita tanto, mai critiche distruttive aiutano solo gli avversari ma grande incoraggiamento a questo gruppo. AUGURANDO A TUTTI UN FELICE E SERENO NATALE,VI ABBRACCIO FORTE ….E SEMPRE FORZA LUPIIIIIIIIIIIIIII».

gemelli marco mario piga
Che grande. Ebbene, dalla veloce visita che ho fatto alla squadra in partenza per Reggio ho tratto solo impressioni positive. Ho saputo che il chiarimento fra il mister e il Pitone Biancolino c’è stato, così come è avvenuto con il mio amico e collega Marco Ingino che ne aveva preso le difese per il mancato impiego contro la Juve. Io penso che il Pitone sia stato trattato più che bene l’anno scorso chiedendo il bravo Zigoni a non intaccare le gerarchie, ma quest’anno forse si doveva essere più chiari con quello che è stato ed è un autentico monumento del calcio Avellino. Quale che sia lo sbocco finale di questa vicenda io spero che si realizzi nel rispetto reciproco, come è giusto che sia.

Ho incontrato Catello Porfido e Franco Iannuzzi, a Torrette, ho visto i due capitifosi della Sud determinati, ho visto Franco fare un eloquente segno del pollice a Romulo Togni che ancora faceva esercizi per recuperare la condizione. E pur non sapendo anche in questo caso come andrà a finire, è bene che il pubblico incoraggi tutti, specie chi è più in difficoltà, ma tutti tutti. Ho visto tutti determinati, chi gioca e chi gioca meno, ho salutato anche Saracinesca Terracciano, che mi ha confermato che per lui se ne parla dopo la pausa di gennaio, e sono certo che si rivelerà il nostro valore aggiunto. Poi il guerriero di Ascea D’Angelo si è fatto la foto con il mio Ivan per la gioia della comune amica asceota-ostiense Nella Rizzo.

Angelo D'Angelo con Ivan
Il capitano Angelo D’Angelo con il piccolo Ivan

Su Facebook mi sono subito rivenduto la foto con Rastelli che concordava con me la formazione, qualche amico spione gliel’ha subito girata, compresa la mia vanteria. So che il mister in viaggio verso Reggio ne ha riso… In ogni caso ora è d’obbligo indovinare la formazione di nuovo, come domenica scorsa. In fondo potrebbe essere anche facile: il mister ha detto chiaramente che con tante partite ravvicinate gli diventa praticamente impossibile provare a cambiare qualcosa, e quindi l’undici iniziale potrebbe essere pari pari quello di domenica: SECULIN, IZZO, PECCARISI, PISACANE, ZAPPACOSTA, D’ANGELO, ARINI, SCHIAVON, BITTANTE, CASTALDO, GALABINOV.
Chiudo con un ringraziamento per i nostri atleti costretti a vivere il Natale quest’anno in viaggio verso Reggio, dove tocca loro tenere desto un sogno e dove li raggiungerà una folta schiera di lupi al seguito, fra cui i nostri del club Roma. Ma intanto grazie per questo splendido Natale che ci avete regalato!

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