A Terni tu vulive a Pizza

Cari amici,
e caro mister. Qua non si dorme niente. Ormai qui a Roma ci siamo presi il compito di fare da supporto al reparto infermeria distaccato nella Capitale e il compito lo portiamo avanti con diligenza. Stasera, quindi, pizza con gli infortunati Benoite Ladriere e Armando Izzo, in cura a Villa Stuart, e dopo Saracinesca Pietro Terracciano sono loro i nuovi soci onorari – si spera per poco – del club della Capitale. L’avviso l’avevo dato mercoledì su Facebook: «Ropporimani pizza co latr’ieri», ho scritto. Hanno risposto in tanti. Eravamo più di venti, stanotte. Ore piccole, poi, per consegnare questa Rastrellata, qualche ora di sonno e si parte per Terni.

Però voglio tranquillizzare il mister e anche il direttore Enzo De Vito: i ragazzi sono stati irreprensibili. Fattasi una “certa”, come dicono a Roma, saltata la pizza per ragioni di dieta, i due atleti si sono fermati con noi per le foto di rito e ci hanno presto salutato dandoci appuntamento alla prossima. Izzo ha avuto modo di raccontarci qualche retroscena della strategia che caratterizza gli esterni della nostra difesa a tre, e cioè lui e Fabio Pisacane, una tattica “persuasiva” sugli avversari che sortisce gli effetti che tutti conosciamo. L’operazione al menisco è andata bene, Armando è entrato e uscito con i suoi piedi senza l’ausilio di stampelle e fra tre settimane dovrebbe già essere aggregato di nuovo alla squadra, mentre il belga ci ha parlato di solo un paio si settimane.

Angelo Picariello con Ladriere e Izzo
C’era il pienone al Carroccio nella saletta riservataci, ci siamo dovuti stringere ed è spuntato fra noi una new entry che si è ritagliato un ruolo di interprete. Parlo di Michael Xenakis, un americano a Roma. Lui è di New York, studia qui, abita con degli avellinesi e ha abbracciato la causa ormai da un anno – tu capisci, mister, quanti guai stai causando con questo Avellino -, si è già fatto Latina e Siena e domani sarà a Terni. Gli ho chiesto se si è fatto la tessera del tifoso ma mi ha risposto con un sorrisetto, si vede che gli fanno il biglietto esibendo direttamente il passaporto diplomatico. Un gran personaggio davvero, in ogni caso. Mi ha salutato alla avellinese: «Ciao, professò». Ormai è naturalizzato.

Tifoso americano Avellino Club Roma
Io per questa volta, anche se vado in trasferta con i miei amici di Roma – appuntamento per i 4 equipaggi che convergono dai vari punti della Capitale fissato alla 12 e 30 all’uscita di Fiano Romano – me ne andrò in tribuna stampa, disertando la curva. Ma non è per vigliaccheria. È che sto con il piccolo Ivan e come ho più volte avuto la possibilità di constatare esiste un vero e proprio vuoto normativo per i bambini nel cervellotico dispositivo che regola l’ingresso nel settore ospiti. Ditemi che senso ha chiedere la tessera del tifoso a un bimbo di 5 anni e mezzo, eppure vi assicuro che non c’è un modo legale per farlo entrare salvo affidarsi al buon cuore dello stewart al tornello, che però agisce a suo rischio e pericolo e non si può certo pretendere.
Ma a proposito di Ivan è successa una cosa divertente. La mamma della sua amichetta Diana si è stranita perché ha sentito la bambina tornare a casa e dire “lupi lupi”. La signora Tiziana si è spaventata, è vero che ad Ostia ci sono stati allagamenti, ma che i lupi potessero essere scesi fino al mare sembrava strano. «Ma chi ti ha detto che ci sono i lupi?», ha chiesto alla piccola «Ivan!». Allora lei ha iniziato a capire a che lupi si riferisse. Ivan deve aver spiegato a Diana delle difficoltà che incontra a completare le figurine dei lupi. Così gli sto dando una mano. Ci siamo divisi i compiti. Lui ha detto che vuole incollare solo le figurine grandi, e quelle della B le lascia a me che sono più complicate. Tranne – manco a dirlo – quelle dei lupi che lui cerca ad ogni bustina, ma con scarsi risultati, e che quando escono vuole incollare lui. Ci stiamo organizzando allora con gli scambi. Ivan cerca il “capo” come lo chiama lui, il mister. Pare che il collega di Avvenire Gianni Santamaria, tifoso del Latina, lo abbia ripetuto e in nome del fair play redazionale me lo cederebbe volentieri. Alla pizza il collega Antonio Savarese mi ha portato intanto la figurina di Bittante, Zappacosta e Millesi, mentre il coautore Antonello Candelmo mi fa sapere da Avellino che mi tiene stipato Saracinesca Terracciano. Resta però lo scudetto, che è “difficile”, spero che non si debba imbandire un’asta per procurarselo come avvenne per il logo.
Resta solo una raccomandazione da fare al “capo”, ossia al mister. Ivan –come detto – si scoccia di appiccicare le foto piccoline. Vediamo di accontentarlo, allora, per l’anno prossimo, che con le foto grandi viene più facile. Mettiamo presto in saccoccia questi 12 punti che mancano e poi diamoci tutti da fare per passare nella prima parte dell’album Panini.
Si va a Terni con grande consapevolezza della forza e della forma dell’avversario – il loro Zito ci sarebbe servito come il pane, e voleva anche venire – ma anche con rinnovata fiducia nei nostri mezzi. Stiamo risalendo. Chiacchierando con il mental coach Pietro Bianco mi sono confermato nella mia idea: la riscossa con il tostissimo Latina, quel pallone che a momenti finiva in porta sospinto da tutti e undici i lupi affamati, il Pitone tornato a suonare la carica, Ciano che rappresenta già l’arma in più, sono tutti elementi che sul piano psicologico hanno segnato la svolta, ne sono convinto, dopo un periodo di appannamento che è certamente dettato dall’esigenza di richiamare la preparazione in vista di una – si prevede – lunga cavalcata in primavera.

Samuele Pizza Avellino
Venendo alla formazione potrebbero esserci alcune novità. In difesa l’impiego di Peccarisi e Fabbro insieme appare complicato salvo a passare alla difesa a 4 che pure è stata provata in settimana. Ma la soluzione più naturale per non cambiare modulo potrebbe essere l’inserimento del mancino Decarli sulla sinistra, lo spostamento di Pisacane a destra con Fabbro centrale. A centrocampo il prescelto al posto dello squalificato Schiavon potrebbe essere il neo-acquisto Samuele Pizza. L’ex capitano del Viareggio è arrivato con lo spirito giusto, si è subito inserito bene, Rastelli conta molto su di lui e quale occasione migliore di questa per metterlo alla prova. Rastelli, tu vulive a Pizza, direbbe lo zio del nostro Luca Fierro, ed eccoti accontentato.
Dunque potrebbe essere così: TERRACCIANO, PISACANE, FABBRO, DECARLI, ZAPPACOSTA, D’ANGELO, ARINI,PIZZA, BITTANTE, CASTALDO, GALABINOV.
Forza lupi. Cercheremo di vincere, suona la carica Rastelli. Ma alla luce dell’ennesimo risultato favorevole con il pari nell’anticipo fra Lanciano e Cesena anche il pareggio sarebbe utile per mantenere il terzo posto.