Aggressione Luca Toni, il duro comunicato dell’Us Avellino

La macchina dove viaggiava la dirigenza del Verona (Fonte Avellino Today)

Finalmente l’Us Avellino si schiera al fianco dei propri tifosi, ormai da giorni nel mirino dell’opinione pubblica e dei media nazionali per il pre Avellino-Verona, quando – nei pressi dello stadio Partenio – il presidente e il dirigente gialloblù, Maurizio Setti e Luca Toni, sono rimasti vittime di quello che loro stessi hanno definito un agguato.

Proprio per “quell’agguato”, otto persone – nonostante la Questura non abbia ancora individuato la mano che ha lanciato la bottiglia che ha poi distrutto il vetro dell’auto di Setti – sono state denunciate e daspate.

E proprio al fianco di quelle otto persone, tutti simboli della Curva Sud di Avellino, è scesa in campo la società. “L’U.S. Avellino, in merito ai provvedimenti adottati nei confronti di otto tifosi e agli ulteriori provvedimenti al vaglio del Casms – chiusura settore ospiti in occasione di Cittadella-Avellino e della curva sud per la partita Avellino-Vicenza – ribadisce – si legge in una nota – la ferma condanna in merito all’episodio di violenza registratosi sabato scorso prima di Avellino-Verona”.

E per la prima volta, la società mette un “però”. “Al tempo stesso – chiarisce l’Us Avellino – questa società esprime forte rammarico per i contorni che sta assumendo una vicenda che rischia di penalizzare l’intera tifoseria biancoverde la cui immagine finisce per emergere in maniera del tutto distorta, rispetto al gesto compiuto da un singolo individuo. Un episodio che, seppure isolato, lede l’immagine di una città e di una tifoseria che si è sempre distinta per il suo comportamento generoso, civile e corretto, in ogni occasione”.

Luca Toni

La stessa società, che già sabato – durante la gara – aveva stigmatizzato l’aggressione a Setti e Toni – ricorda che il “recente deprecabile episodio è lontano dalla filosofia di assoluta sportività che questo club e i sostenitori dell’Avellino hanno sempre dimostrato: promuovere i valori più autentici dello sport, dal rispetto dell’avversario al rifiuto più totale di qualsiasi forma di violenza”.

Perché quella avellinese, il messaggio della società, è “una tifoseria capace di incitare la squadra sempre e dovunque” e non di certo una tifoseria fatta di ultras violenti e guerriglieri.

“Pertanto – sottolinea l’Us Avellino – non può e non deve passare un’immagine distorta della stragrande tifoseria biancoverde rispetto al gesto deprecabile ma isolato, ampiamente condannato da tutti”.

Quindi, ecco l’appello: “Giunga da parte di questa società un accorato appello alle Istituzioni affinché si consideri il sempre meritevole comportamento dei sostenitori dell’Avellino con l’obiettivo di non penalizzare un’intera tifoseria, isolando i singoli autori dell’episodio”.

Presidente Verona Setti

Autori che, invece, come nel caso dei cori dei tifosi veronesi – gli ormai classici “Terroni” e “Terremotati” – non sono mai stati individuati. “Ci si domanda – la richiesta provocatoria della società – “quali dovrebbero essere allora i provvedimenti da adottare nei confronti della tifoseria veronese che, per l’intera partita di sabato scorso, anziché sostenere la propria squadra, ha intonato cori offensivi e di pessimo gusto, facendo riferimento al disastro del terremoto in Irpinia del 1980, una ferita aperta per le nostre popolazioni”.

“Un atteggiamento – la bordata finale, probabilmente diretta anche allo stesso Luca Toni, presente a fine partita davanti a tutte le tv nazionali e locali – che non ha sollevato le coscienze delle istituzioni ma soprattutto dei dirigenti della squadra ospite i quali non hanno sentito il dovere di scusarsi per cori e parole che fanno male quanto un atto di violenza”.