Aiello del Sabato, la piccola Svizzera d’Irpinia

Dopo aver parlato della Festa dell’Artigianato e dell’Agricoltura di Lauro, in svolgimento nel prossimo fine settimana, ci ritroviamo nuovamente oggi con l’Irpinauta e iniziamo il nostro tour nella Valle del Sabato, partendo da Aiello del Sabato.

panorama-AielloAiello del Sabato conta circa 4.000 abitanti. Il termine deriva dal latino agellus, diminutivo di ager (campo). L’aggiunta del nome “Sabato” è dovuta alla presenza di diversi comuni e frazioni omonimi e deriva dal fiume Sabato, che percorre la bassa Irpinia in direzione nord congiungendosi poi al Calore Irpino all’altezza di Benevento, ma che curiosamente non attraversa né lambisce il territorio comunale, scorrendo poco più di 1 km ad est dello stesso. Il territorio comunale di Aiello si colloca in una zona collinare, ricca di vegetazione e sorgenti d’acqua, immediatamente a sudest del capoluogo, dal cui centro cittadino dista circa 4 km; in particolare, il centro storico occupa una collina di circa 440 metri d’altitudine, che domina da un lato l’intera città di Avellino e dall’altro l’alta valle del fiume Sabato. Questa amena e ridente cittadina, infoltita di verde per la sua abbondante flora, è definita da molti visitatori e turisti “un piccolo lembo di Svizzera”. E’ circondata a Nord-Est dal Tuoro di Chiusano, dal Taburno, dal Terminio e dal Cervialto; ad Ovest dal Partenio e dal Vallatrone.

Ad Aiello del Sabato dal 2008, solitamente nella prima settimana di agosto, si svolge nel centro storico del paese il reality show medievale Favolarte. Lo spettacolo, che vede le quattro principesse (rappresentanti delle quattro contrade aiellesi) rinchiuse dalla regina tra le mura di un castello per 72 ore, prende spunto dalla visita della Regina Giovanna I di Napoli, la quale, secondo la tradizione, dimorò ad Aiello per 25 giorni nel Palazzo Ricciardelli, di cui parlerò più avanti. Dal 2003, il primo weekend di settembre si svolge il Fiano Music Festival, evento enogastronomico che abbina alla degustazione dei vini tipici della tradizione irpina (Fiano di Avellino DOCG in primis) prodotti dalle migliori cantine della zona, concerti swing-jazz e manifestazioni artistiche di vario genere. Il festival, svolto in collaborazione con Slow Food e numerose associazioni locali, dall’ottava edizione (2010) viene ospitato nelle ampie sale del nuovo centro sociale. Infine, per iniziativa del Gruppo Giovanile Aiello “Universitas Aielli”, con il patrocinio del Comune, dal 2007 il primo weekend di ottobre la cittadina ospita una rassegna culturale e gastronomica della nocciola, della noce e della castagna, prodotti tipici dell’intero territorio irpino.

Chiesa-San-Sebastiano-aielloLa chiesa di Santa Maria d’Agello, o Santa Maria della Neve o, semplicemente, chiesa di S. Maria è un edificio religioso che, nel 1197, apparteneva ai monaci di Montevergine, da cui è stata a lungo gestita. La chiesa è affiancata dal grande campanile. All’interno, si possono ammirare dei dipinti di Francesco Guarino risalenti al XVII secolo. La bella chiesa di S. Sebastiano Martire si trova non lontano dalla chiesa di S. Maria della Neve. Essa presenta sul portale d’ingresso in pietra una breve iscrizione, dedicata al Santo, che termina con l’indicazione dell’anno 1830.

Fiano-di-AvellinoPalazzo Ricciardelli è uno storico palazzo situato nel centro di Aiello del Sabato che ha subito nel tempo varie modifiche dovute ai diversi utilizzi. Nasce come proprietà appartenente ai monaci benedettini dell’Abbazia di Montevergine. L’adiacenza con la Chiesa di San Sebastiano con la quale ha costituito e costituisce un solo corpo, ne è una prova evidente. Internamente il palazzo è diviso dalla chiesa da un chiostro, sotto il quale esiste un passaggio di collegamento. Detto passaggio veniva utilizzato dalle suore per entrare direttamente nella chiesa senza essere viste in pubblico. A suo tempo la Regina Giovanna detta la pazza, soggiornò per qualche tempo, trovando piacevole e riservata l’abitazione. Più recentemente, l’immobile fu acquistato dalla famiglia Ricciardelli, il cui stemma è visibile sul grande portone di ingresso. Negli anni quaranta l’immobile fu locato ai carabinieri, che ne fecero una caserma. Il passaggio fu murato, per ragioni di sicurezza, durante la Seconda Guerra Mondiale. I Ricciardelli, successivamente vendettero l’intera proprietà alla famiglia De Ciuceis che tutt’ora la detiene. Nonostante gli ingenti danni inferti dai terremoti nel corso dei secoli, e particolarmente, dall’ultimo del 23 novembre 1980, la struttura creatasi tra il XVII ed il XVIII secolo è ancora salda e abitabile. E’ un piacere ammirare il cortile interno, la scala con i marmi originali, le nicchie, il giardino interno (ex chiostro), i portali, la pietra lavorata sapientemente. Il Palazzo Parisi invece è stato modernizzato finendo per far perdere alla struttura le originarie caratteristiche estetiche.

L’appuntamento con l’Irpinauta è come di consueto per giovedì prossimo. Ci ritroveremo sempre nella Valle del Sabato e, in particolare, a Manocalzati.

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