Alluvione a Benevento: la Solidarietà Ultras, oltre ogni rivalità

Sulle divise di calcio, nella selva di sponsor che ormai infestano come la peggior gramigna le maglie che amiamo e abbiamo amato, spicca un prodotto particolare, in una targhetta posta sulla spalla che reca la scritta “Rispetto”. Evidentemente la volontà di imporre questo prodotto (o questo valore che appare tale nel business del pallone) è tanto forte da farlo pubblicizzare praticamente da ogni calciatore e nei tabelloni a bordo campo. La domanda effettiva, per chi vuole porsela, è: rispetto per chi? E da chi?

Ogni membro del mondo calcistico, dai dirigenti ai tifosi (in scala d’importanza crescente), è tenuto al rispetto dello sport, della maglia e dell’avversario. Ma basta ripensare ai casi più recenti di partite truccate, di errori arbitrali, di commenti sarcastici di (anche ex) giocatori e giornalisti, di tifosi “poligami”, alcuni dei quali siedono anche su poltrone in alto, per rendersi conto che questo valore non è condiviso da tutti. Quel che preoccupa di più gli apprensivi ascoltatori di telegiornali è però la mancanza di rispetto dei tifosi verso gli avversari, in alcuni casi, bisogna dirlo, ben lontani dal sano agonismo anche crudo e volgare che dovrebbe essere presente in ogni sostenitore: ricordiamo come la sponda bianconera di Torino espose striscioni ben poco “simpatici” ricordando ai granata la tragedia di Superga, episodio che non può essere in alcun modo scusato.

Ovviamente non si può fare di tutta l’erba un fascio: il politicante o giornalastro di turno dirà (o farà intendere, sottigliezze del loro mestiere) che nessun rispetto è mostrato dai tifosi, soprattutto verso i rivali di sempre. Purtroppo per lui dovrà ricredersi, senza neanche troppo sforzo, semplicemente osservando ciò che è successo intorno alla situazione, ancora tragica, che sta vivendo la provincia beneventana. Anche in questo caso gli ultras hanno mostrato la loro sensibilità ai problemi della loro gente, e la Curva Sud Benevento ha rinunciato alla trasferta delicata di Matera per restare ad aiutare la propria città a rialzarsi, attivandosi immediatamente per i soccorsi (questo per far capire che gli ultras non sono solo dei fanatici appassionati di calcio, che fanno di un fuorigioco un caso di Stato, ma sono soprattutto una realtà sociale, e un tempo di primo piano). In questa loro battaglia nobile non sono stati soli, e in momenti come questi più dei beni materiali ciò che serve di più è non sentirsi soli, lasciati a se stessi. L’aiuto è arrivato presto, tra gli altri, dagli amici del Savoia, dai “quasi amici” di Salerno e anche dai rivali di Caserta, di Nocera e di Avellino.

Il popolo irpino sa bene cosa sia la sofferenza, porta dentro una grande ferita che spacca la terra, e ha voluto dimostrare la sua vicinanza ai rivali di sempre con uno striscione apparso venerdì sera nel sentito scontro col Brescia e con numerose iniziative di supporto sia come gruppi organizzati e club che come singoli, mostrandosi di fatto “vicini al popolo sannita”, oltre ogni rivalità e campanilismo.
“Nonostante la tempesta, non abbassiamo mai la testa”: neanche Benevento l’ha abbassata, né l’abbasserà. Ma l’emergenza non è finita, la tempesta imperversa ancora; non possiamo già dimenticare, perché come hanno detto i casertani “una tragedia non ha colori”: nel fango siamo tutti uguali.

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