Altavilla Irpina (Avellino): ambientazione ideale di opere letterarie e cinematografiche

Ridente cittadina nel cuore della verde Irpinia, a mt. 340 sul livello del mare, Altavilla Irpina è ubicata nella media valle del fiume Sabato, in una favorevole posizione geografica, baricentrica rispetto ai capoluoghi di Avellino e Benevento, da entrambi i quali dista solo circa 18 km.

Visto da nord-ovest, l’abitato si impone sulla valle del Sabato con una caratteristica conformazione morfologica, riportata anche nello stemma rappresentativo del paese. Il nucleo più antico è, difatti, distribuito su tre colli: Torone, Ripe e Foresta che si protendono con ripide pendenze sul fondovalle del fiume Sabato. A sud, invece, la prevalenza di depositi limosi e argillosi consente un raccordo graduale, lievemente inclinato verso Monte Toro (m. 566), quota topografica più elevata del comprensorio comunale. Il punto topografico più depresso è posto a quota 205 metri sul livello del mare, in località Ponte dei Santi, in prossimità della locale ed oramai ex stazione ferroviaria. Qui scorre il fiume Sabato, le cui sponde segnano il confine con le campagne di Tufo, Chianche e Chianchetelle, mentre all’interno scorre il torrente Vellola, formato a sua volta da altri due torrentelli minori, San Martino o Druidi, San Giulio o Tronti. Il clima non è molto rigido d’inverno ed è piuttosto fresco d’estate; i colli che circondano il paese lo riparano quasi completamente dai venti, tranne che nella parte occidentale, dove arriva il vento di ponente dalla Valle Caudina. Spesso è presente la nebbia e, quindi, una certa umidità. Nel territorio altavillese vi sono diverse sorgenti di acqua potabile; qualche sorgente di acqua sulfurea è ricordata dagli anziani.

Particolare di Altavilla
Particolare di Altavilla

Dalle scoperte archeologiche e dalla relativa documentazione è possibile affermare che il territorio altavillese fu abitato dal IV secolo a.C. al VI d.C. con una possibile e interrotta frequentazione continuatasi fino ai giorni nostri. Tracce di strutture insediative da cui provengono gran parte dei materiali recuperati ed esposti nel Museo Civico, sono state individuate in località Monte Toro, Chianche, Belvedere, Pincera, Spilacita, Bagnara, Campo dei Santi e Ortolano. Certamente anche ai dominatori Romani doveva essere ben nota l’importanza strategica del territorio di Altavilla proprio perché, situata sulla strada che da Abellinum (odierna Atripalda) portava a Beneventum (odierna Benevento), costituiva una validissima difesa naturale a guardia delle valli circostanti. Di questo furono ben consapevoli più tardi i Longobardi, a cui si deve il carattere urbanistico castrense del primo nucleo abitato del paese.

Le origini di Altavilla sono certamente antiche: addirittura, vi è chi ritiene che Virgilio  l’abbia menzionata nell’Eneide, col nome di Poetilia. Certamente, molto più tardi, nel 1882 Giovanni Verga vi ci ambientò il romanzo Il marito di Elena.

Suggestivo scorcio di Altavilla Irpina
Suggestivo scorcio di Altavilla Irpina

Il centro è menzionato per la prima volta col nome di Altacauda in alcuni passi delle cronache della prima metà del XII secolo, registrate da Falcone Beneventano e Alessandro Telesino e dal noto Catalogus Baronum. Una pergamena dell’Archivio di Montevergine del 1200 già riporta il toponimo di Altavilla. Nel marzo del 1134 l’abitato fu distrutto dal normanno Ruggero II, quando signore di Altacauda era Raone de Fraineta, subfeudatario del conte Rainulfo I di Avellino e suo alleato. Più tardi lo stesso Ruggero II ordinò agli abitanti del luogo l’edificazione di un nuovo circuito murario e di altre strutture difensive. Dal 1180 al 1238 il feudo fu in possesso di Riccardo, Rao ed Emma de Fraineta. Nel 1232, infatti, i tre fratelli sono ancora menzionati in un diploma dell’imperatore Federico II conservato presso l’Archivio di Montevergine. Verso la fine dello stesso secolo il paese fu donato da Roberto D’Angiò a Bartolomeo De Capua e fino al 1792, quando passò al demanio regio per mancanza di successori. Il paese fu saccheggiato dai Francesi nel 1799. Successivamente fu danneggiato dalle alluvioni del 1875 e 1878. Con decreto regio del 1862 al nome Altavilla viene aggiunto Irpina. Nel 1866 la scoperta delle miniere di zolfo diede un grande impulso all’economia locale e determinò un aumento della popolazione, nonostante l’alto numero delle vittime dovuto al colera del 1887, durante il quale si distinse per profondo amore cristiano e totale spirito di abnegazione il Santo, amatissimo e venerato cittadino di Altavilla, Padre Alberico Crescitelli, insignito di medaglia di bronzo per la meritevole opera.

Panorama di Altavilla Irpina
Panorama di Altavilla Irpina

Nel secondo dopoguerra, dalla ridotta attività delle miniere derivò un calo demografico ed economico che portò inesorabilmente all’emigrazione. Anticamente il paese era circondato da Mura Normanne, infatti, in piazza F.lli Severini, già piazza Tiglio, sono ancora visibili i resti di una torre del XII sec. ed altre testimonianze alto medioevali permangono nel centro storico.

Altavilla rientra nella zona DOCG del vino Greco di Tufo. Tra i prodotti della terra nocciole, noci, mele (tra cui mela Bianca e mela Annurca) e uva. I Piatti Tipici tradizionali altavillesi sono: i Fusilli, conditi normalmente con ragù di carne oppure con un ragù di fianchetto o di migliatielli,; la Minestra maritata; i Migliatielli, involtini di carne fatti con l’intestino dell’agnello, il fegato, il polmone ed il cuore; il Fianchetto, ottenuto da un pezzo di carne ottenuto dalla parte della pancia del manzo o dell’agnello; la pizza piena; la pizza con la ricotta; i biscotti con le nocciole.

Collegiata di San Pellegrino
Collegiata di San Pellegrino

Ad Altavilla Irpina possiamo ammirare il Palazzo comitale (sec. XV-XVI), la Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta (sec. XVIII), la Chiesa della SS.ma Annunziata (sec. XIV- XV), le Miniere di zolfo, il Museo della Gente senza Storia, il Museo nella casa natale di Sant’Alberico Crescitelli.

Varie sono le manifestazioni che si tengono nel comune di Altavilla, la maggior parte a carattere religioso: il 20 maggio, San Bernardino da Siena Santo Patrono del paese; il 13 giugno, Sant’Antonio; il 16 luglio, la Madonna del Carmine sul colle Torone, presso la chiesetta della Beata Vergine del Carmelo, in concomitanza con la Sagra della Collinetta; il 21 luglio, si festeggia Sant’Alberico Crescitelli, missionario altavillese, martirizzato in Cina nel Novecento e canonizzato il 1º ottobre 2000 da Papa Giovanni Paolo II; il 18 agosto, si svolge il Palio dell’Anguria, corso caratteristicamente a pelo d’asino, durante una sfilata storica commemorativa del breve soggiorno di Costanza di Chiaromonte nel XV secolo; infine, il 24-25 agosto si festeggia San Pellegrino Martire, con la sfilata delle tradizionali squadre di battenti.

Altavilla Irpina viene menzionata nel film Lucky Luciano diretto da Francesco Rosi e, come già accennato in precedenza, una parte del romanzo Il marito di Elena” di Giovanni Verga è ambientato ad Altavilla.

Il prossimo appuntamento con l’Irpinauta, come da tappa del Giro d’Italia, è Grottolella.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI