Amarcord Avellino Serie B: il calciomercato della stagione 2003 (Zeman)

L’Avellino in vista del prossimo campionato di serie B, che la vedrà partecipe a distanza di soli 4 anni dal fallimento del 2009, vuole evitare gli errori fatti nel passato, senza programmazione tecnica, ma soprattutto senza alcuna stabilità societaria, che ovviamente ha sempre avuto la risposta sui calciatori che mai hanno potuto dare il massimo.

Per un’amarcord delle sessioni di calciomercato dopo le ultime promozioni, partiamo da quella del 2003, dopo la famosa partita di Crotone, con oltre 10.000 avellinesi al seguito: dopo l’entusiasmo di quella inaspettata promozione, i tifosi irpini hanno dovuto mandare giù bocconi amari per ben 46 giornate, viste le 24 squadre che partecipavano alla serie B.

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Nell’estate del 2003 infatti, Casillo attuò quella che può dirsi una vera rivoluzione, mandando via il presidente Iannarone, e chiamando Tedeschi, ma soprattutto affidandosi al duo che aveva fatto cose incredibili nel Foggia agli inizi degli anni ’90: Zeman e il direttore sportivo, Pavone, due che nonostante il blasone mai hanno convinto i tifosi irpini, fin dall’inizio della loro esperienza avellinese. Già alla presentazione del boemo, l’ex re del grano partì col piede sbagliato, annunciando “di non aver paura di contestazioni e attacchi da parte di bombaroli”, cosa che sembrava alquanto fuori luogo, visto l’entusiasmo crescente della piazza.

Nel ritiro estivo di Brunico, arriveranno tanti giovani interessanti: Nocerino dalla Juventus, Contini da L’Aquila, Moretti dal Martina e Sardo dalla Salernitana, oltre a qualche elemento di esperienza come Stroppa, che arrivava dall’Alzano e che assieme a Kutuzov, in prestito dal Milan, avrebbe dovuto garantire esperienza. Non mancano durante quella sessione sicuramente le voci, ma soprattutto gli episodi molto curiosi: pochi ricorderanno la vicenda Molinari, difensore che ora milita nella Salernitana, che fu acquistato dal Teramo, salvo poi essere ceduto dopo una settimana perché ritenuto inadatto al gioco di Zeman.

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Lo scetticismo dei tifosi inizia ad aleggiare quando è evidente che molti della vecchia guardia come Biancolino, Vastola, Cinelli e altri ancora avrebbero avuto poco spazio o sarebbero addirittura stati venduti nel corso della stagione: i supporters, che già non digerirono l’addio al tecnico Vullo, non perdonarono al boemo l’epurazione avvenuta dopo poche giornate dall’inizio ufficiale della stagione nei confronti di Cinelli, Biancolino, De Simone, Vastola, Vianello, Morfù e il giovane Maietta, con Capparella unico superstite rispecchiando per caratteristiche quello che chiedeva Zeman ai giocatori, costringendo addirittura alcuni di essi, tra cui il Pitone e Cinelli ad allenarsi con la Primavera.

Alla fine la stagione si concluse con una retrocessione amara, ma ciò che tutti ricorderanno fu l’ostinazione di Casillo nel voler continuare ad affondare con Zeman: per rispondere a coloro, che poi sarebbero stati coinvolti nello scandalo Calciopoli, che gli dicevano di esonerare il tecnico, poco gradito a questi personaggi, per salvare i Lupi, anche se il patron non prese mai in considerazione l’idea di esonero nonostante le tante contestazioni, in primis quella dopo la sconfitta interna col Bari quando i tifosi arrivarono ad occupare lo spiazzale antistante lo stadio Partenio per bloccare i calciatori. Alla fine in molti, vedendo che diversi calciatori di quella squadra ora militano stabilmente in serie A, sono sicuri che con un cambio di allenatore, la squadra biancoverde si sarebbe salvata, ma ormai è storia del passato.

ACQUISTI: Kutuzov (Sporting Lisbona), Contini (L’Aquila), Moretti (Martina Franca), Sardo (Salernitana), Stroppa (Alzano), Maietta (Juventus), Carnevali (Nocerina), Ferraresi (Sora), Tisci (Lanciano), Fusco (Battipagliese), Bagalini (Teramo), D’Andrea (Viterbese), Alfano (Gladiator), Palo( Juventus), Placentino (Montreal Impact); A GENNAIO: Sorrentino (Parma), Manca (Martina), Di Cesare (Chelsea).