Andretta (Avellino), la terra natìa di Francesco Tedesco

Riprendiamo il nostro treno Rocchetta-Avellino e, dopo aver visitato Calitri, la Positano d’Irpinia, e saltati i paesi di cui già vi ho raccontato, cioè Cairano, il pese dei coppoloni, e Conza della Campania, l’Antica Compsa, eccoci giunti ad Andretta.

Sopra un ameno colle, su cui si distende, in posizione assai ventilata che rende l’aria più che salubre, in posizione di dominio della Valle dell’Ofanto, Andretta è un centro agricolo di montagna, il cui territorio, fertilissimo, produce cereali ed uva da vino. In tempi recenti, sono state avviate alcune attività piccolo-imprenditoriali (vestiario, arredamento) che assorbono anche forza lavoro dei paesi del circondario. Il tipico panorama delle aree preappenniniche è coperto anche da boschi e piccole valli solcate da diversi corsi d’acqua, tributari del fiume Ofanto, i torrenti Sarda, Mulino e Orata.

Il territorio andrettese è letteralmente una miniera di reperti archeologici, risalenti ad epoche remotissime. Diverse sono le fonti, tra cui famosa è quella dei Pioppi, una sorgente d’acqua ferruginosa. L’abbondanza di verde ed acque spiega la numerosità della selvaggina presente nel territorio. Dal punto di vista paesaggistico notevole è il Belvedere Airola e caratteristico è il Presepe Permanente realizzato sulla rupe ovest di detto Monte. In passato, da diverse cave di pietra veniva estratto il materiale utilizzato per la realizzazione di tanti edifici andrettesi, pubblici e privati.

tramonto su Andretta

Andretta sorge a 850 metri di altezza e patisce, come tutta l’Irpinia di una tendenza demografica drammaticamente negativa. Se anticamente il primo Protettore era S. Michele Arcangelo ed il secondo era S. Antonio da Padova, festeggiato all’inizio di settembre ed il terzo era Santa Filomena, che si festeggiava l’ultima domenica di agosto, oggi il Santo Protettore di Andretta è S. Antonio, in sostanza, promosso rispetto al passato. Tra i protettori del paese si ricordano anche S. Rocco e S. Pasquale Baylon (17 maggio), anche se vi è chi ritiene che S. Erberto (20 agosto) abbia, in passato, svolto un importante ruolo. Tanti gli altri eventi, che soprattutto d’estate allietano il ritorno degli emigrati, tra cui ricordiamo la Fiera dell’Incoronata (ultima domenica aprile), la Fiera della Madonna del Mattino (ultimi sabato e domenica maggio), la Fiera di S. Giovanni (23 e 24 giugno), la Festa della Madonna dell’Assunta (15 agosto), la Festa della Madonna dell’Immacolata (8 dicembre).

Chiesa dell'Annunziata

Già si è detto dei boschi e della copiosità delle acque, sia fluviali che sorgentizie e del Monte Airola. In aggiunta, ricordiamo che il territorio di Andretta è costellato da montagne, tra cui ricordiamo il Monte Serrone (784 metri), che delimita il territorio comunale a meridione, il Monte Mattine (868 metri), confine occidentale comunale, il Monte Mattina (875 metri) nell’area settentrionale di Andretta. La zona del Torrente Orata ha formato oggetto di un’azione di rimboschimento denominata Ripaspaccata. In passato, il suolo andrettese forniva pietra da gesso di qualità mediocre, mentre, il sottosuolo disvelava depositi di torba.

La frequentazione del territorio comunale di Andretta è remota, anzi remotissima e riccamente documentata da un punto di vista archeologico, con reperti distribuiti tra tutte le varie Contrade che costituiscono il territorio comunale. La traccia più antica che si conosca risale al sito Paleolitico di Pero Spaccone, dove durante degli scavi in una grotta, nella zona atriale, venne individuata, sul suolo, una grande chiazza d’ocra ritenuta risalente al periodo 32000-31000 A.C. Al Paleolitico inferiore risalirebbe un ciottolo, i cui intacchi consecutivi che vennero ricavati su entrambe le facce, permisero la realizzazione di un utensile tagliente. Un ulteriore intacco, in corrispondenza del pollice della mano destra, serviva per meglio agevolare la presa. Al Neolitico antico (6000-4000 A.C.) si fanno risalire un labbro di vaso a forma aperta (scodellone) decorato a serpentelli (con cannuccia) ritrovato a Bosco S. Giovanni-Vallescura ed un labbro di scodellone decorato a tacche, rinvenuto nei pressi della Fontana di Cervino.

La presenza umana sistematica e più consistente si fa risalire all’Età del Bronzo finale (I millennio A.C.), come testimoniato dai reperti archeologici rinvenuti in località Cervino. Nella stessa località si insediarono prima gli Hirpini (IV secolo A.C.) e poi i Romani. Di epoca tardo-romana, sono una villa rustica rinvenuta in località Bosco S. Giovanni ed alcuni reperti archeologici databili II-IV secolo D.C. ritrovati nella Contrada Toppa Schiavi. All’abbondanza di materiale preistorico e quasi-storico (e di conseguenti informazioni da essi ritraibili, sia pur con margini di incertezza), fa riscontro, per il periodo successivo alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, una sorta di “buio” circa la storia dell’antica Andreikta, visto che non vi sono dati certi sul periodo di edificazione del borgo medioevale, che avvolse un castrum, tardo-longobardo o normanno, afferente alla potente Compsa. Con molta probabilità, però, la nascita del borgo di Andretta va ricollegata alla disgregazione dello Stato Normanno, quando questo divenne un feudo distinto dai suoi castelli e casali.

Del Castello, la cui origine tardo-longobarda o normanna è disputata, resta soltanto il sito, nel punto più elevato di Andretta, da cui si gode un fantastico panorama. Sulle fondamenta di una delle torri del Castello sarebbe stata edificata la Torre campanaria della Chiesa Madre dedicata a S. Maria Assunta.

Campanile della Chiesa dell'AssuntaOsservando Andretta da lontano, si nota il centro abitato sovrastato dalla cupola cuspidale che sovrasta il campanile della Chiesa Madre, dedicata a S. Maria Assunta. Avvicinandosi, guardando la Chiesa a distanza ravvicinata, si viene colpiti dalla posizione sopraelevata dell’edificio religioso rispetto alla strada, essendo la Chiesa situata su di un terrazzamento. L’attuale impianto della Chiesa differisce da quello originario (XVI secolo), ad una sola navata. La facciata della Chiesa Madre di Santa Maria Assunta presenta un  bel portale in pietra e un frontone architravato oltre a  due finestre quadrangolari. Come accadde in passato per tanti edifici religiosi, la Chiesa venne utilizzata per seppellire i morti, tanto che ancora oggi il terreno ne è pieno. L’imponente campanile della Chiesa Madre di Santa Maria Assunta è separato fisicamente dall’edificio religioso da una stradina. All’interno della Chiesa Madre, dei quattro altari, quello maggiore, in marmo policrono, è sovrastato dalla statua lignea della Vergine (XIX secolo). Sono presenti sette cappelle munite di sepolture. L’abside presenta una forma semicircolare ed ha due grandi finestre che forniscono luce al magnifico Coro ligneo del XVIII secolo.

La Chiesa dell’Annunziata che vediamo oggi, risalente al XVIII secolo, è difforme dall’edificio religioso originale, in virtù dei tanti lavori e modificazioni che ha subito nel corso dei secoli.

Assai triste si presenta l’attuale struttura della Chiesa di S. Maria del Carmine, ubicata in una curva ristretta e quindi in posizione scarsamente soleggiata. Sembra in non eccelso stato di conservazione, nonostante restauro eseguito a seguito del terremoto del 1980. Alla Chiesa venne annesso un Convento dei Padri Carmelitani, chiuso il 6 gennaio 1655 da Monsignor Fabrizio Campana, col trasferimento della gestione delle relative entrate all’Episcopio di S. Andrea di Conza.

Chiesa dell'IncoronatellaAll’ingresso del paese si trova la Chiesa dell’Incoronatella, un piccolo edificio religioso, denominato con un vezzeggiativo probabilmente a cagione delle sue dimensioni assai minute. Presenta una facciata assai elementare, corredata da un piccolo portale d’ingresso in pietra. L’edificio religioso si affaccia su un vasto spazio, adibito attualmente a parcheggio dei veicoli.

Nelle immediate vicinanze di Andretta, e visibile da questa, lungo la Strada Statale 91, si trova un agglomerato sorto attorno al Santuario della Stella Mattutina, anche detto della Vergine Stella del Mattino. Si tratta di una struttura religiosa annessa al vecchio Convento fondato dai padri Cistercensi nel XVI secolo. Le origini del Santuario, però, sono sicuramente anteriori, e forse di molto, visto che la sua esistenza è già provata documentalmente sin dalla seconda metà del XV secolo, quando il Santuario venne ampliato per ordine del vescovo di Canosa e Rapolla, Monsignor Malizia Gesualdo.

Andretta diede i natali a Francesco Tedesco (Andretta 11 marzo 1853 – Roma 9 maggio 1921) che fu Ministro del governo Giolitti durante il Regno dei Sabaudo e prese parte al Consiglio della Corona, quale Ministro del Tesoro. In suo onore, Andretta il 4 novembre 1903, quando il Tedesco venne nominato per la prima volta Ministro, gli intestò la via adiacente alla casa natia.  Il Consiglio Comunale, in data 6 aprile 1910, gli intitolò, inoltre, un’apposita Piazza. Venne realizzata anche una statua, opera di Giovanni Nicolini, la cui realizzazione fu finanziata dagli Andrettesi, anche emigrati in America. La stata venne “scoperta” ed inaugurata il 10 agosto 1913. Il piedistallo in pietra venne realizzato da Francesco D’Angola di S. Andrea di Conza.  Sulle pareti esterne del palazzo in cui nacque Francesco Tedesco si trova una lapide che testualmente recita: “A Francesco Tedesco che dedicò la vita al servizio del Paese con altissima competenza, con instancabile attività, con fervida passione, con esemplare probità nel centenario della nascita in questa casa. Andretta, interprete del sentimento di riconoscenza degli italiani, con materno orgoglio, questa lapide consacra per rievocarne l’opera,  per celebrarne le virtù, per eternarne il ricordo, per additarne l’esempio”.

Chiesa di Santa Maria Assunta

Nel centro storico di Andretta, seguendo la strada principale, ad un certo punto, si apre una piazzetta, chiusa da un lato dalla Chiesa dell’Annunziata. Accanto a tale edificio religioso, si trova una bella palazzina, nota come Palazzo Di Guglielmo, che presenta un bel portale d’ingresso. Su tale facciata insiste una lapide che recita quanto segue: “in questa casa Giovanni Di Guglielmo (1886-1961), scienziato clinico ematologo di fama internazionale, mosse i primi passi nell’apprendimento scolastico, sotto la severa guida dello zio ispettore Carmine Scarano, educato nel prestigioso Liceo Colletta di Avellino, discente dell’ateneo partenopeo in cui attinse poi i vertici più alti, allievo della scuola del ferrata, caposcuola anch’egli nel campo ematologico docente nelle università di Messina, Siena, Pavia, Modena, Catania, Napoli e Roma, ha legato il suo nome ad una malattia eritemica, candidato al premio nobel per la medicina,  maestro ed educatore insigne, onore dell’Irpinia e dell’Italia, Andretta che si onora di averlo tra i suoi figli, memore lo ricorda alle generazioni future. Amministrazione Comunale di Andretta, Pro-loco Andretta. 09-10-1988”.

Al lato della Scuola elementare di Andretta, precisamente all’angolo che guarda verso il Monumento ai Caduti, nel XVI secolo venne eretta una colonna sormontata da una croce, entrambe in pietra, nota come Obelisco delle Croci. Le ragioni della sua costruzione ci derivano dall’Acocella: nel 1576, alle orecchie dell’Arcivescovo giunsero delle voci che lo informavano che negli orti in prossimità della Cappella di S. Pietro, si “commettevano di sera atti immondi”. Pertanto, tale Arcivescovo ordinò la realizzazione di una Croce nel punto più malfamato, onde porre fine alle “nefandezze”.

Seguendo la Strada Statale 91, prima di entrare ad Andretta, ad un incrocio con una stradina proveniente dalla montagna, si trova la Fontana dei Pioppi, nota per le sue acque ferruginose. Venne realizzata nel 1900, per volontà dell’Andrettese Ministro Francesco Tedesco. Altre fontane sono disseminate nel territorio di Andretta, tra cui merita menzione la Fontana del Pisciolo.fontana dei pioppi

Situato nel palazzo del Municipio, nei locali terranei, in Via Libertà, il Museo di Andretta occupa una superficie di circa 130 metri quadrati, in cui sono esposti oltre 1000 pezzi distribuiti tra le stanze del falegname, del ciabattino, del cappellaio, del maniscalco, ecc, con attrezzi agricoli, ed oggetti della vita quotidiana della civiltà contadina. Di estremo interesse è una piccola sezione dedicata all’archeologia ed alla storia di Andretta, con annessa biblioteca comunale.

Degno di nota è il Belvedere Airola, da cui si gode un fantastico panorama che spazia sull’ampio circondario, con i diversi paesi e le valli dei torrenti Sarda ed Orato, la Valle dell’Ofanto ed una porzione di Puglia. In delle cavità naturali, situate sulla rupe ovest del Monte Airola, sono state riposte le statue della Madonna di Fatima, di Lourdes e dei pastori, con la realizzazione di un presepe permanente, con una cappellina. Lungo il percorso, dei quadri di bronzo riproducono la Passione di Gesù. Altri elementi religiosi completano il quadro.

Con un saluto dal vostro Irpinauta, lasciamo la bella Andretta per risalire sul nostro treno in direzione Avellino e ritrovarci giovedì prossimo alla prossima meta non visitata, cioè Morra De Sanctis.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI