Angiulli in Versilia, ma Papà Vincenzo sarà sempre un “Lupo”

Si è chiusa qui, dunque, l’avventura di Federico Angiulli in maglia biancoverde. Rescissione contrattuale, annuncio ufficiale che tarda ad arrivare (anche a cose fatte) ed un affettuoso saluto sulla sua fanpage ufficiale su Facebook per salutare il popolo irpino.

Sono bastate poche ore per metter fine ad un’avventura durata due anni, caratterizzata da tante gioie (promozione dalla Lega Pro, debutto in serie B e diversi minuti contro la Juventus) ma anche da qualche delusione. Soprattutto nell’ultimo periodo, quando il “Fez” ha capito di non rientrare nel progetto del nuovo Avellino. E così ha preferito ripartire dalla Lega Pro, con il club biancoverde che non ha incassato neanche un quattrino da questa operazione di calciomercato.

Federico Angiulli Avellino-Juventus

Tra l’incredulità di buona parte dei tifosi che, prima sui social network e poi nel sondaggio lanciato da Avellino-Calcio.it, hanno espresso tutta la loro disapprovazione. Più che altro non si capisce la ragione di questo divorzio. E’ stato Rastelli a volerlo, avendolo conosciuto ai tempi del Pergocrema, ed è stato sempre l’allenatore a chiedere la sua riconferma lo scorso gennaio, durante la sessione invernale del calciomercato. Ora, improvvisamente, non c’è più bisogno di lui.

Angiulli ha sempre accettato ogni decisione di società ed allenatore, anche quando il papà Vincenzo o addirittura l’intera famiglia si sobbarcavano migliaia di chilometri in giro per l’Italia, senza neanche vederlo entrare in campo.

juary e angiulli

Ecco, papà Vincenzo (per gli amici “Fezzone“): come si fa a non pensare a lui parlando di suo figlio? Come dimenticare il legame che si è venuto a creare tra lui e l’ambiente? Le partenze con i ragazzi del Club Milano, il diluvio di Catanzaro, l’emozione per il debutto in serie B, l’ingresso in campo a Torino, la trasferta in volo per Trapani o in macchina per Reggio Calabria, il suo negozio diventato punto d’incontro dei tifosi nel cuore della città. Per due anni non è stato il classico “padre di un calciatore”, ma un vero sostenitore dei Lupi, partecipando attivamente a tutte le iniziative promosse dai tifosi di Milano (e non solo). Ecco perché leggere il suo messaggio alle 3 del mattino, che annunciava la cessione di suo figlio, è stato come un colpo al cuore.

angiulli1

Una brava persona, corretta, rispettosa ed educata, che ha subito preso a cuore le sorti dell’Avellino (e, più in generale, di tutta l’Irpinia), trascinando con sé spesso moglie e figlia. Per loro sono stati due anni molto intensi, in cui hanno conosciuto cosa sa offrire il popolo avellinese in termini di affetto, calore e simpatia. Ed anche per questo, da Viareggio o da Milano, continueranno a tifare l’Avellino. Con papà Vincenzo sempre in prima fila, ad informarsi su forum, gruppi e fanpage, come se in Irpinia ci fosse nato. E, anche per questo, è entrato nelle simpatie di tutto il pubblico biancoverde che, sia in casa che in trasferta, lo fermava puntualmente per chiedergli: “Ma vui siti o’ padre ‘e Angiulli?“.

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