Aquilonia: l’antica Carbonara

Dopo aver parlato di Lacedonia proseguiamo il nostro viaggio sulla linea ferroviaria Avellino-Rocchetta e scendiamo dal treno ad Aquilonia.

In posizione di dominio sulla Valle dell’Ofanto, alle falde orientali del Monte Agnone, a destra del torrente Osento, che confluisce nell’Ofanto, Aquilonia è un tranquillissimo paese dell’Irpinia la cui economia trae il suo sostentamento dal settore primario, con raccolti agricoli legati sostanzialmente a tre prodotti (uva, legumi, olive) ed all’allevamento, che può usufruire di notevoli spazi lasciati al pascolo. Ciò spiega perchè il territorio comunale sia assolutamente incontaminato ed il paesaggio incantevole.

L’odierno centro abitato non è antico, essendo stato realizzato a seguito della distruzione, da parte del terremoto del 23 luglio 1930, del vecchio paese, ora denominato Aquilonia vecchia, in precedenza già detto Carbonara, situato poco distante dal nuovo insediamento. Nel territorio comunale rientra anche una grande parte del Lago artificiale di San Pietro, dove è possibile praticare la pesca sportiva, attività all’area aperta e scampagnate.

Lago San Pietro

Il paese sorge a 750 metri sul livello del mare ed ospita poco più di 2.000 Aquilonesi, con una tendenza demografica drammaticamente negativa. Il Santo Patrono è S. Vito Martire, festeggiato il 15 giugno, con fuochi pirotecnici. Altri eventi da ricordare sono la Fiera Nostra (2 ottobre) ed il Presepe vivente (dicembre). Aquilonia si raggiunge agevolmente da Avellino percorrendo l’Autostrada A16 Napoli-Bari, uscendo al casello di Lacedonia e proseguendo per Aquilonia. In alternativa, è possibile raggiungere il Fondovalle Ufita, cercando di imboccare una delle tante interpoderali che, alla fine, conducono ad Aquilonia. Vi è anche la possibilità di seguire la Strada Statale Ofantina, superando Lioni, proseguendo per Calitri, deviando per Aquilonia prima di giungere a Monteverde.

Oltre al già citato Lago di San Pietro ed alle aree fluviali del fiume Ofanto e del Torrente Osento, le bellezze naturalistiche ed ambientali che offre Aquilonia sono numerose. Delimitano, infatti, il suo territorio, i boschi del Monte Arcangelo (metri 865) e del Monte Mattina (911 metri).

La nostra visita guidata, parte dalla storia di Aquilonia. Non solo è remota la frequentazione del territorio di Aquilonia, risalendo al IV secolo A.C. i ritrovamenti archeologici effettuati in località Groneggiante, ma vi è abbondanza di materiale archeologico sia in altri siti (Contrada Castelvetere, Contrada Mattina), che in riferimento ad epoche posteriori (Romani).

Il territorio di Aquilonia doveva essere coperto di vasti e folti boschi, oggi scomparsi a causa dello sfruttamento agricolo del suolo. La conferma da un lato, è etimologica, derivando il nome del paese dal latino, col significato di “bruna, oscura”, in riferimento ai boschi scomparsi, dall’altro, è economica, visto che lo sfruttamento del legno dei boschi per la produzione del carbone aveva fatto chiamare il paese “Carbonara”.

Di tale paese, derivato dall’aggregazione di Casali divisi per lungo tempo, si ebbe menzione per la prima volta in un documento del 1078, quando le milizie di Roberto il Guiscardo rasero al suolo il suo castello.

Tra i vari feudatari che si sono succeduti nel possesso di Aquilonia ricordiamo i Cotigni, i Del Balzo, i Caracciolo e gli Imperiale di S. Angelo dei Lombardi. Il 21 ottobre del 1860 ad Aquilonia si verificò una sanguinosa reazione antiliberale, che causò diverse vittime e provocò una durissima repressione. Nel 1862, per far dimenticare il nome Carbonara legato a tali tristi vicende, lo si sostituì con “Aquilonia”, ritenendo, erroneamente, che il paese fosse sorto sulle rovine dell’antica Aquilonia, dove, nel 293 A.C. la Lega Sannita venne duramente sconfitta dai Romani.

Tuttavia, l’Aquilonia di cui si parla, non è l’attuale Aquilonia, visto che il tremendo terremoto del 23 luglio 1930 la distrusse, perciò è detta vecchia, oggi abbandonata, di cui restano in piedi sia i ruderi di edifici civili del XIX secolo con bei portali in pietra, che ruderi di edifici religiosi. Dell’antico borgo di Aquilonia vecchia si sono oggi riscoperte le strade selciate, si sono rizzate le murature delle case, senza però completarle di modo che resti a perenne ricordo del crudele destino che colpì Aquilonia e i suoi abitanti.

Aquilonia-Carbonara, la città vecchia

L’antica Carbonara era una città sannita fortificata, coinvolta nelle guerre contro la civiltà romana che alla fine ebbe la meglio; il paese viveva di economia pastorale basata sullo sfruttamento dei pascoli e dei boschi. Nei secoli del dominio romano, il paese sopravvisse come municipio e ne seguì le vicende storiche fino alla sua decadenza ed all’arrivo dei popoli del nord Europa, quando, per difendersi, si arricchì di una rocca fortificata e divenne, insieme ai suoi casali, un centro militare a presidio della vallata dell’Osento e dell’Ofanto.

la Vecchia Carbonara-Aquilonia

Nella nuova Aquilonia possiamo ammirare la piccola Chiesa dell’Immacolata che presenta un bellissimo portale d’ingresso in pietra. Al vertice del triangolo, si trovano scolpite le immagini della Vergine e del Bambin Gesù. Sotto a tali immagini, sulla stessa linea vi sono cinque sculturette: ai lati, due fiori, al centro un calice. Inoltre, due lapidi di epoca diversa, una più recente ed una più antica, sono sovrapposte e riportano entrambe iscrizioni in latino. Si tratta di un moderno edificio religioso, che chiude un lato della centrale piazza, su cui si trova anche il Municipio, ed il cui centro è occupato dal Monumento ai Caduti, circondato da giardini e da una fontana. La piazza è il cuore della vita amministrativa e civile della nuova Aquilonia.

Volgendo le spalle alla Chiesa, guardando sulla destra, si vede una discesa. Se la si imbocca, a poche centinaia di metri, si raggiunge la Chiesa o Abbazia di S. Vito. Ubicata ad ovest del paese, la Chiesa o Abbazia di S. Vito trarrebbe le sue origini nella metà del XIII secolo, anche se numerosi interventi successivi hanno inciso significativamente sulla struttura originaria. L’edificio religioso presenta una facciata a capanna, caratterizzata da un portale squadrato, con architrave centrale, su cui insiste un’ampia finestra rettangolare. Lateralmente, la Chiesa presenta possenti contrafforti. Affianca la Chiesa, una imponente Torre campanaria, che si sviluppa su tre distinti livelli, terminando con una cuspide piramidale. All’interno, tra le varie opere d’arte si segnalano alcune tele interessanti e sculture varie. Di fronte alla Chiesa di S. Vito, in discesa, si sviluppa uno spazio verde. Sul lato sinistro, si erge maestosa una quercia secolare. In posizione centrale, a chiudere tale spazio, si trova una croce in metallo su una base in pietra.

Chiesa di San Vito

Il Museo Etnografico di Aquilonia è composto da 50 vani che si estendono su 1.500 metri quadrati, in cui sono riprodotti con dovizia di particolari elementi ed aspetti della vita passata di Aquilonia. All’interno del Museo Etnografico “Beniamino Tartaglia” si trova una bellissima biblioteca con migliaia di volumi e documenti storici. Nel Museo si custodiscono dei reperti rinvenuti nella Contrada Mattina.

Nel territorio di Aquilonia viene prevalentemente coltivato il grano e infatti si produce un grano denominato Senatore Cappelli. Poi abbiamo vino, orzo, mais, olive (e quindi olio) e zucche. La pastorizia è un’altra delle risorse del territorio (Ovini – Suini – Bovini), che porta alla produzione lattiero – casearia con  mozzarelle, caciocavalli e nodini. Vengono prodotti inoltre salumi come la salsiccia e la sopressata.

Prevalentemente il turismo ad Aquilonia è di carattere estivo ma nel corso del tempo, anche se ancora con numeri non paragonabili alle zone turistiche vere e proprie, si stanno intensificando le presenze anche durante l’anno. Infatti durante l’anno vengono organizzate manifestazioni culturali, sociali e sportive, non mancano appuntamenti estivi tra cui il più importante è sicuramente la notte del grano che si tiene durante il mese di Agosto; poi abbiamo il palio delle contrade (con la corse delle carrozze). La Festa del Santo Patrono, San Vito Martire, si svolge nel mese di giugno (fiera, riti religiosi  e concerti).

Qui in fondo all’articolo potete visionare questo video caricato su youtube dal Circolo del Viaggiatore Lioni, dove possiamo fare un tour completo immaginario del paese.

Lasciamo Carbonara-Aquilonia e saliamo nuovamente sul treno immaginario Rocchetta S.A.-Avellino per scendere giovedì prossimo alla prossima fermata, cioè a Calitri, la Positano d’Irpinia.