Ariano Irpino, la città del Tricolle vestita d’arte

Nel nostro viaggio in Irpinia oggi ci spostiamo ad Ariano Irpino, grazie alla richiesta del mio amico arianese Emanuele Prebenna, il quale mi ha segnalato che questa cittadina vanta un curioso primato: è il comune più esteso della Campania, con i suoi 185,52 km². Questa cittadina conta più 20.000 abitanti ed è il secondo centro demografico dell’Irpinia, dopo Avellino, da cui dista circa 50 km. Per parlare in maniera esaustiva di questa città ci vorrebbero più settimane ma cercherò di dire tante cose interessanti, sperando che gli arianesi, persone calorose, generose e molto ospitali, perdoneranno le mie mancanze.

Il nome Ariano deriva probabilmente dal latino Ara Iani, un altare realizzato in onore del dio Giano. Altre ipotesi lo fanno risalire al nome di persona latino Arrius a cui si aggiunge il suffisso anus che indica appartenenza, oppure alla parola aryale, luogo incolto.

Ariano Irpino si trova nell’Appennino campano, sul confine tra Campania e Puglia, in una posizione quasi equidistante tra i mari Tirreno ed Adriatico. Il territorio ha un’altitudine che varia tra i 179 e gli 811 metri sul livello del mare, tra piccole valli e rilievi scoscesi. Il centro cittadino sorge su tre colli, il Calvario, il Castello e il San Bartolomeo, i quali vanno a formare un rilievo montuoso a forma di sella che tocca gli 817 metri d’altezza sulla sommità del castello. Per via di tale conformazione orografica Ariano è anche conosciuta col nome di Città del Tricolle.

Veduta di Ariano Irpino
Veduta di Ariano Irpino

Il centro storico si sviluppa in una posizione sopraelevata rispetto alle valli circostanti. Dai punti più panoramici del centro, in particolare dal Castello e dalla Villa comunale, è possibile ammirare ad ovest i massicci del Taburno e del Partenio, a sud la Baronia di Vico, il Vulture e l’altopiano del Formicoso, ad est l’Appennino Dauno e a nord i Monti del Matese e la Valle del Fortore. Il territorio è attraversato da due torrenti, il Cervaro e la Fiumarella, mentre i fiumi Ufita e Miscano lo lambiscono.

Dopo l’Unità d’Italia fu sede della sottoprefettura fino al 1926. Nel 1868, la città entrò ufficialmente a far parte della Puglia, acquistando la denominazione di Ariano di Puglia che durò fino al 1930, quando ripassò a far parte della Campania, cambiando così definitivamente il proprio nome in Ariano Irpino. Proprio nel 1930 la cittadina viene violentemente colpita dal terremoto del Vulture. Altro sisma di rilievo è quello del 1962, il cui epicentro viene localizzato nei pressi della città. In quest’occasione fu danneggiato circa l’ottanta per cento degli edifici. Meno violenti sono stati invece gli effetti dovuti al sisma del 1980, il quale provocò danni solo alle strutture più fatiscenti, oltre che ad alcuni monumenti tra cui il campanile del duomo crollato nella centrale piazza Plebiscito.

Nel centro storico di Ariano Irpino si trovano diverse chiese o edifici religiosi, più o meno antichi. Quasi tutti sono andati incontro nel corso dei secoli ad opere di restauro o ricostruzione, più o meno fedele, a causa dei frequenti terremoti che hanno scosso il Tricolle. La Cattedrale di Ariano si presenta in stile romanico con la classica pianta a croce latina ed è intitolata all’Assunzione di Maria SS. in Cielo ed a Sant’Ottone Frangipane, principale protettore della città. Nel 1984 ha ottenuto da Giovanni Paolo II il titolo di Basilica Minore.

La Cattedrale di Ariano Irpino
La Cattedrale di Ariano Irpino

Poi troviamo la Chiesa di S. Michele Arcangelo, eretta originariamente nell’XI secolo, per poi essere rivista nel XVI secolo e infine ricostruita nel 1742. La Chiesa di S. Maria del Loreto si trova al di fuori del centro storico, su una rupe al di sotto del castello. Venne eretta alla fine del Quattrocento pochi anni dopo il più famoso santuario mariano in provincia di Ancona, cui idealmente si collega. Abbiamo anche il Santuario di Valleluogo, che  si trova tra Ariano e Montecalvo Irpino, nel luogo di un’apparizione mariana. Secondo una leggenda nel Basso Medioevo la Madonna apparve ad una pastorella sordomuta, la figlia del proprietario del mulino edificato presso il torrente che solcava il fondo della valle, ora ridotto a piccolo ruscello. La Vergine guarì la bambina e chiese di edificare una cappella nel luogo dell’apparizione. La richiesta fu subito esaudita con il contributo di generose elargizioni. Divenuto meta di pellegrinaggio, la festa viene celebrata il giorno della Pentecoste. Possiamo poi ammirare la Chiesa di S. Pietro de’ Reclusis, la Chiesa di S.Agostino, in piazza Garibaldi, la Chiesa di San Pietro, quella  del Carmine, di S. Giovanni Battista, di S. Andrea e di S. Anna.

Ariano Irpino vanta anche numerosi Palazzi storici tra cui Palazzo Anzani, del XVII secolo,  nel centro storico della città, che ospita il Museo Archeologico; Palazzo Forte del XV secolo,  sede della Sottoprefettura di Ariano fino al 1926, che ospita oggi il Museo Civico ed il Centro Europeo di Studi Normanni; Palazzo Bevere-Gambacorta, risalente agli inizi del Settecento; Palazzo De Miranda; Palazzo della Duchessa.

Un patrimonio della città di Ariano è rappresentato dai Carpini, le fontane che i viaggiatori incontravano lungo la Strada Regia delle Puglie, la lunga arteria che collegava Napoli alla Terra di Capitanata (l’odierna provincia di Foggia). Nel territorio, quindi, si possono ancora ammirare alcune di queste fontane, una combinazione di arte, storia e ingegno della società rurale. Le principali fontane giunte fino ai giorni nostri sono: la Fontana di Camporeale, il Carpino della Pila, la Fontana della Maddalena e il Carpino della Tetta.

Il Castello di Ariano Irpino
Il Castello di Ariano Irpino

Possiamo ammirare anche Il Castello di Ariano Irpino, che sorge sulla sommità dell’omonimo colle, nella zona più alta e panoramica del territorio cittadino. Edificato in una posizione strategica e di difficile accesso, crocevia tra il Sannio, l’Irpinia e la Puglia,  il Castello domina le valli dell’Ufita, del Miscano e del Cervaro.  Sul colle Castello troviamo anche la Villa comunale, realizzata nel 1876, che oggi si estende su 10.000 mq circa ed è ricoperta da una vegetazione lussureggiante tra prati, fiori, arbusti e piante ad alto fusto: tra questi meritano una menzione i secolari Cedri del Libano; di fatto si tratta dell’unica area verde del centro cittadino, nonché il parco più bello dell’Irpinia e uno dei più apprezzati della Campania.

All’interno del Castello é situato il Museo della Civiltà Normanna ed è costituito da un’importante raccolta di monete normanno-sveve e da un fondo di altre monete medievali. Fanno inoltre parte del patrimonio museale pergamene, cinquecentine, incisioni, un piatto argenteo di evangelario e materiali lapidei.

Il Museo Civico e della Ceramica invece, come detto in precedenza, si trova a Palazzo Forte. All’interno si può ammirare una raccolta di ceramica locale risalente al XVII e XVIII secolo ad uso domestico o ornamentale ed una donazione privata di ceramiche meridionali-adriatiche risalente al IV-V secolo a.C. Il Museo Archeologico è ospitato dal Palazzo Anzani e vi si trovano reperti archeologici rinvenuti nell’insediamento sulla collina della Starza, corredi funebri ritrovati nelle tombe a tumulo di un insediamento sannitico di Casalbore ed altri oggetti d’interesse storico rinvenuti nel territorio di Ariano. Il Museo Degli Argenti ha sede nell’ex Tesoreria della Cattedrale dell’Assunta e conserva tra i vari oggetti, le Sacre Spine della corona di Cristo e la statua in argento del Santo Patrono della città.

Il Museo Diocesano ospita, tra l’altro, la Biblioteca Diocesana che conta circa 10.000 opere e l’archivio storico della Curia Vescovile. Non meno ricca è la Biblioteca Comunale P.S. Mancini, che si  trova nel centro storico della città e comprende 20.000 volumi circa, nonché stampe che vanno dal Cinquecento al Settecento.

Fiore all’occhiello dell’artigianato locale è la produzione della maiolica arianese, apprezzata in Campania, nel resto d’Italia e persino all’estero. Della maiolica di Ariano Irpino si hanno esemplari risalenti già al XIII secolo.

La Villa Comunale di Ariano Irpino
La Villa Comunale di Ariano Irpino

La cucina arianese rispecchia le tradizioni contadine e pastorali del luogo. I piatti principali si preparano con prodotti poveri, soprattutto verdure; la carne più utilizzata è quella di maiale, di cui praticamente viene sfruttato ogni scarto per gli usi più vari, dal lardo all’osso del prosciutto, mentre le poche pietanze di pesce sono a base di baccalà. I condimenti per eccellenza sono olio d’oliva locale, cui è stato accordata la Protezione Nazionale Transitoria in vista del DOP, e la sugna. Tipica dell’arianese è la pasta casereccia cucinata con verdure o ragù. I formati più tradizionali sono i Cicatielli, di forma allungata con un’incavatura all’interno ed i Cavaiuóli, ravioli con ricotta di forma circolare. Tra i primi piatti caratteristici di questa parte dell’Appennino si possono citare la minesta mmaritata, verdura bollita con pollo e prosciutto; làjne ‘e fasùli, fettuccine all’uovo con fagioli; il cardone, cardo a pezzetti cotto in brodo di gallina con polpettine di carne ed uova, pietanza tipica delle festività; la ciambòtta, uno stufato a base di verdure stagione come patate, pomodori, fagiolini, aglio e sedano. Tra i secondi piatti si possono ricordare, tra gli altri, i mugliatiélli, involtini di interiora e frattaglie di agnello, avvolti con l’intestino; lo  spizzatino Arianese, carne di vitello a tocchetti con salsa di pomodoro; la pizza cu li cécole, una pizza di pane con pezzettini di lardo di maiale disciolto; il fritticiello, soffritto con interiora di maiale, o agnello, patate e peperoni all’aceto, che in  passato era un tipico piatto invernale; le cime e baccalà, baccalà cotto con cime di rapa. Per quanto riguarda i dolci, infine, il casatiello, tipico del periodo pasquale; i malati, tarallucci di pasta bolliti nel vino cotto.

Ariano Irpino è facilmente raggiungibile attraverso l’autostrada A16 Napoli-Bari, dall’uscita di Grottaminarda. Le principali direttrici stradali che attraversano il territorio sono la Strada Statale 90 delle Puglie e  la Strada Statale 90 Bis, Benevento – Savignano Irpino, che collegano la Campania con la Puglia. La città ha anche una propria stazione ferroviaria posta sulla linea Napoli-Foggia, in località Ariano Scalo. La città ed i comuni limitrofi sono interessati dal progetto Alta Capacità Napoli Bari, che prevede l’ammodernamento ed il raddoppio della linea ferroviaria esistente. L’opera prevede una nuova stazione, che sarà denominata  “Irpinia” e che sostituirà quella ora esistente, ubicata tra i comuni di Ariano Irpino, Flumeri e Grottaminarda, al servizio di tutta la Valle dell’Ufìta, la cui realizzazione dovrebbe portare sviluppo e nuovi stimoli al territorio.

Ariano è una città dove si vive bene ed in modo semplice. L’annotazione principale riguarda la qualità della vita ed è da sottolineare la tranquillità della zona rispetto al ritmo frenetico delle grandi città: qui il traffico e l’inquinamento hanno indici di valutazione molto bassi e il fattore criminalità è un parametro irrilevante, come quasi tutta l’Irpinia.

Come di consueto, di seguito vi segnalo anche due video su Ariano Irpino. Il primo è di Irpinia FlyCam Service e si intitola “Ariano, uno sguardo dal cielo”, nel quale si possono ammirare le immagini del Tricolle nei punti più caratteristici, girate dall’alto. Nel secondo, invece, intitolato “Ariano Irpino….sulla scìa del tempo”, possiamo ammirare varie immagini di Ariano Irpino di ieri e di oggi.

Lasciando il Tricolle, vi mando un saluto irpino, dandovi appuntamento a giovedì prossimo in un’altra bella località della nostra terra.

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