Assalto alla Cittadella per rastrellare i tre punti

Cari amici,
scrivo questa Rastrellata in “ritiro” in Veneto già da un paio di giorni. È andata così: dopo quattro trasferte consecutive ho dovuto porre rimedio ai disagi inflitti alla famiglia con una breve visita nel paese di mia moglie, nel Trevigiano. Poi, cosa volete, una volta lì Cittadella è un passo (seguendo l’antica Via Postumia ci si arriva in poco più di mezz’ora) dritto per dritto, e quindi anche oggi ci sarò: e fanno cinque.

Sabato con un gruppetto degli splendidi amici dell’Avellino Club Roma ci siamo portati allo storico quartiere romano della Garbatella, e dopo una partitella di calcetto e un boccone mangiato in zona mi hanno affidato il glorioso stendardo da portare oggi al Tombolato, dove mi raggiungerà anche il Barone (Ferdinando Barone) uno fra i più agguerriti esponenti del nostro club (della sede distaccata di Latina) che si porterà a Cittadella con la fidanzata Lexya. In arrivo da Milano insieme a Luigi Storti ritroverò invece il caro Michele Coppola che, rientrato nel capoluogo lombardo dopo lo stage di studio a Roma, non ha perso le buone abitudini, e per venire incontro alla mia imbranataggine operativa mi ha fatto lui il biglietto: ci vedremo quindi ai tornelli (comunicazione di servizio), e me lo consegnerà. Storie di ordinaria amicizia, nate andando appresso all’Avellino, che è una storia di amicizia a sua volta come mi capita spesso di teorizzare, e dobbiamo ringraziare il mister che ci consente di poter vivere questa passione come una festa, una passione che ci riconcilia con la vita, con i suoi aspetti più significativi.

Avellino Club Roma

Quel che per fortuna non siamo, ad Avellino, ma abbiamo rischiato di tornare ad essere, lo abbiamo visto di nuovo questa settimana nelle cronache provenienti dalla vicina Benevento, dove la Salernitana si è aggiudicata il derby e non è che la cosa ci abbia riempito di gioia. Appena il tempo, a Benevento, di archiviare l’incredibile caso di Felice Evacuo (messo sotto accusa per aver salutato gli ex tifosi della Nocerina ) ed eccovi di fronte al nuovo caso dello sfogo senza freni di Marco Mancosu: “Non c’è più niente! Siamo rimasti soli”, dice il calciatore sannita, prendendosela con tutto l’ambiente, stampa e pubblico compresi. Abbiamo deriso per questo i nostri cugini, dimenticando che solo qualche anno fa non eravamo messi tanto meglio, ad Avellino, per autolesionismo. E che solo un anno fa, mettendo in discussione Rastelli ci stavamo ricadendo di nuovo, nella spirale dell’autodistruzione.
Lunga vita, quindi al mister, e non vorremmo apparire stucchevoli e ripetitivi, visto che i tre o quattro che ci seguono sanno bene come la pensiamo.

Il calcio di oggi, privo di grandi risorse, ha nella programmazione e nella continuità la sua ricetta magica: fondamentale quindi è investire su un progetto e su un allenatore e finalmente la lezione pare che l’abbiamo mandata a memoria anche noi. Oggi a Cittadella troveremo una società che, con pochi mezzi, ha da tempo fatto sua questa lezione con il tecnico Claudio Foscarini che è saldamente alla guida del Cittadella da ben 8 anni, essendo partita già dal 2003 la sua avventura con i veneti iniziando dalle giovanili, per poi affermarsi come allenatore della prima squadra due anni dopo.

Linea verde Sport

Giocheremo oggi, in posticipo, in uno stranissima serata di martedì di metà autunno per via della incredibile vicenda della concomitanza, domenica, con la Fiera Franca di Cittadella, roba da sagra paesana più che da campionato di serie B, ma pazienza. In settimana mi sono sentito molto sollevato dal pieno chiarimento fra Marco Ingino e il mister dopo l’accusa a Linea Verde Sport di condotta di gara presuntuosa a Siena che aveva fatto arrabbiare il mister.

Eccessiva l’accusa, eccessiva la reazione di Rastelli: l’importante ai miei occhi è che fra uno dei giornalisti che stimo di più e l’allenatore, di cui sono addirittura un fan, il chiarimento sia avvenuto pienamente, perché un po’ di imbarazzo questa vicenda me l’aveva creato. Perché al di là dell’eccesso terminologico, sul piano tattico Rastelli sa bene che in trasferta qualcosa nell’atteggiamento va cambiato: basti pensare che a Siena abbiamo avuto, a fronte di ben 16 calci d’angolo, pochissime occasioni da goal (al di là della imbarazzante condotta di gara dell’arbitro Chiffi) e pur avendo avuto a lungo il pallino del gioco in mano abbiamo lasciato praterie ai nostri avversari, e rischiato persino in certi momenti un passivo maggiore.

Massimo Rastelli

Siamo pronti a scommettere che oggi sarà una gara diversa,molto più ragionata da una parte e dall’altra. Accorti loro, con 5 importanti assenze (gli attaccanti Donnarumma e Montini, e Lora, oltre agli squalificati Coly e Lacamera), accorti noi con altrettanti 5 infortunati, il portiere Terracciano, il bomber Castaldo e la “roccia” Fabbro, oltre ai due lungodegenti Togni e Abero. Una gara che vivrà probabilmente di alcune fiammate e noi speriamo che l’Avellino possa essere stavolta più cinico rispetto alle altre 4 gare in trasferta in cui a fronte di ottime gare abbiamo portato a casa soli 2 punti.

Se oggi dovesse arrivare il terzo potremmo accontentarci, ma tutti noi abbiamo in serbo la speranza che in un colpo solo possiamo più che raddoppiare il nostro bottino esterno, realizzando la prima vittoria e acciuffando così il Cesena – fattosi raggiungere dal Novara al 90° – al terzo posto. Se poi la nuova divisa che oggi esordisce dovesse portare buono mi sa che sarà difficile disfarsene in futuro.

D’altronde ha ragione Rastelli: non è che Seculin, Soncin e Peccarisi chiamati a subentrare possano ritenersi rincalzi. Anche se il mister ha un dubbio ancora, in queste ore: per via di una difesa tutta diffidata, sarebbe orientato di far giocare De Vito, per tenere al riparo dal rischio squalifica almeno un jolly come Bittante in vista della gara col Palermo.

Dunque, sperando di azzeccare di nuovo l’intero undici come la scorsa settimana, la formazione potrebbe essere questa:
Seculin; Izzo, Peccarisi, Pisacane; Zappacosta, D’Angelo, Arini, Schiavon, De Vito; Soncin, Galabinov.
Alla prossima, e Forza lupi.

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