Atalanta-Avellino, comunque vada…restiamo quarti

Cari amici,
in vista di questo turno di Coppa Italia con l’Atalanta, conoscendo il suo tratto signorile, mi sono rivolto, lunedì, su Twitter, al presidente della Lega di B Andrea Abodi per cercare di capire qualcosa di più di questo pasticciaccio che ha vietato ai tifosi avellinesi questa festa dello sport da tempo programmata a Bergamo. Abodi mi ha risposto che avrebbe verificato con l’Osservatorio, perché «le decisioni devono essere ragionevoli, motivate e … spiegate». Ieri poi è tornato sull’argomento con le idee più chiare e il suo scetticismo è aumentato: «Decisione presa dai vertici del Ministero, considerato il rischio collegato alla tifoseria della squadra ospitante. Mah! Il contrario di quello che servirebbe. Dovrebbe pagare chi sbaglia !!!», ha sbottato Abodi su Twitter.
Ora, si può discettare sul fatto che tale presa di posizione sia stata tardiva, ma di sicuro va elogiato Abodi per averci messo la faccia. E, pur volendosi considerare proporzionata e motivata la scelta dell’Osservatorio sugli eventi sportivi a danno dell’Atalanta non si capisce perché penalizzare anche la squadra ospite, ma soprattutto non si capisce perché far partire subito la restrizione senza darsi quel minimo di margine a favore di chi aveva già acquistato il biglietto e programmato la trasferta.

Abodi


Comunque tocca ora farsene una ragione, e non sbagliare indirizzo nel protestare: è la politica che – sia pur d’intesa con il mondo dello sport – dovrebbe trovare soluzioni meno repressive e più inclusive interrompendo questa spirale delle assurdità che continua ad allontanare la gente dallo stadio, soprattutto le famiglie e i bambini, la cui presenza differenzia un campo di battaglia da una festa dello sport, e guarda caso siamo qui proprio a parlare di una festa dello sport che non è stato possibile realizzare.

Tornando al calcio giocato, si soffrirà davanti alle televisioni e sarà festa comunque nel vedere un’altra volta la nostra squadra far capolino nella serie superiore, dopo la sfida dello scorso anno con la Juventus. Altra piccola perla che ci regala questo Avellino. Ma la nostra gente non è mai contenta. Ho trascorso la serata di sabato a discettare con tifosi delusi e polemici contro il mister per questo pareggio a reti inviolate di Chiavari. Confesso di essermi arrabbiato molto. Diceva giustamente l’amico Felice D’Aliasi che se uno arrivasse dall’Australia ignaro delle sorti dell’Avellino e sentisse queste polemiche, sulla squadra che segna poco, se non lo fa Castaldo; sul fatto che manca uno che batte le punizioni; sul fatto che mancano i tiratori dal limite, si farebbe l’idea di una squadra sull’orlo del precipizio. Qualcuno dovrebbe invece spiegare a questo tifoso ignaro che viene dall’Australia che si sta criticando una squadra quarta in classifica, in lizza ancora per due obiettivi, già a metà strada del cammino salvezza, con una società pronta ad andare sul mercato per rafforzarsi.

Parliamo inoltre, nello specifico, di un terreno di gioco, quello di Chiavari, dove ci hanno rimesso le penne Carpi e Frosinone. Si d’accordo, è stata una partita scialba, ma addormentare una partita è merito, non colpa, per una squadra che gioca fuori. Su Facebook nell’intervallo, sabato, mi ero lanciato in un auspicio fiducioso per il secondo tempo. Ero certo che Castaldo sarebbe entrato e forse anche Comi, oltre ad Angeli, se non fosse capitato quel brutto infortunio a Bittante, e se siamo rimasti in dieci è perché dopo la prima sostituzione obbligata il mister non ha rinunciato ai due cambi preventivati, chiaramente ispirati al tentativo di far sua la gara, Senonché l’ulteriore infortunio a Visconti, con le tre sostituzioni già esperite, ci ha costretto a prendere per buono il pareggio che stava ormai maturando. Il tutto senza correre praticamente rischi nell’arco dell’intera gara.

Virtus Entella - Avellino

Vorrei ricordare a chi lo ha dimenticato che un mese e mezzo fa, di scena a Bari, era il 18 ottobre, abbiamo perso 4 a 2, subendo quindi 4 goal in soli 90 minuti. Da allora qualcosa deve essere stato messo a posto se nelle successive sette gare di goal ne abbiamo presi in tutto tre, di meno quindi che in quella gara sola di Bari. Ora, abbiamo avuto partite in cui ci ha detto bene come Catania, Carpi e Modena, in cui abbiamo tesaurizzato al massimo gli episodi a favore, poi sono capitate delle gare più sfortunate, ma siamo ancora lì. Ebbene, confesso che sabato sera ho tratto delle riflessioni amare da queste incredibili polemiche. Ho pensato che forse questa piazza, o almeno la parte più ipercritica e presuntuosa, meriterebbe di stare dove stavamo prima che questo mister prendesse per mano i nostri colori. Se Rastelli non avesse centrato contro ogni speranza con i suoi atleti la promozione diretta, se una volta saliti, sopraffatti come le altre volte dalle solite polemiche e improvvisazioni, fossimo tornati indietro come nei cinque casi precedenti, ora staremmo lì, nell’arena di una Lega pro difficilissima, dietro Benevento, Salernitana e Juve Stabia. E molti degli scienziati che pensano di saperne di più del mister che ci ha portato fin qui lì meriterebbero di stare, meriterebbero una società come il Latina o come il Benevento che puntando tutto sui nomi e spendendo il doppio di noi ora sono dietro di noi. Perché sono gli stessi, costoro, che criticano i Bittante e gli Arrighini dimostrando di non capire nulla degli equilibri su cui si regge in campo e fuori di una squadra come l’Avellino.

Massimo Rastelli Allenatore

 

Avevo pensato, lo confesso, di chiudere la rubrica con questa puntata, in bellezza, da quarti in classifica e in corsa ancora su due obiettivi. Una rubrica che difende un mister con tutti questi numeri dalla sua parte è ormai inutile, ho pensato, tanto se il popolo ha dura cervice (come dice Marco Ingino evocando una parabola evangelica) non sarà una rubrica rastelliana a fargli cambiare idea. E tanto questo mister ha spalle piuttosto forti per difendersi da solo. Poco ci manca, anzi, che sia lui a consolarci dalle critiche rivolte a lui.
Poi però abbiamo deciso, in omaggio ai pochi fedelissimi che ci seguono da sempre, che non era giusto chiudere così, senza preavviso. Ma, lo diciamo, ci saremo ancora per poco, fino alla pausa di fine anno. Tanto, ripeto, il mister vive benissimo anche senza la Rastrellata, perché queste critiche che a noi fanno tanto male a lui non lo sfiorano nemmeno, che su Facebook ha scelto di non starci, pensando solo a lavorare con il suo meraviglioso staff cui non saremo mai abbastanza grati.

E veniamo quindi alla formazione. Impossibile da indovinare, ma ci proviamo lo stesso. In porta immaginiamo possa avere una chance Frattali, in difesa pensiamo possa toccare a Fabbro, con Ely, mentre a centrocampo pensiamo possano esserci D’Angelo e Angeli, con Soumaré dietro le punte, e avanti scommettiamo su un Castaldo che parte di nuovo dalla panchina. Quindi. FRATTALI, PETRICCIUOLO, ELY, FABBRO, PISACANE, D’ANGELO, KONE, ANGELI, SOUMARE’, ARRIGHINI e COMI.
Alla prossima, con un grande saluto al caro Davide Zappacosta.

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