Atalanta, Polito s’allontana dopo la brutta prova con il Chievo. E l’Avellino?

E’ nato a Napoli nel 1979 Ciro Polito, ma il suo cuore è biancoverde. Lo dichiarò qualche anno fa, quando i partenopei e gli irpini si apprestavano a disputare la finale play off di Serie C1, e lui, intervistato pochi giorni prima, senza dubbio alcuno dichiarò: “Sono napoletano, ma amo tantissimo l’Avellino, spero che i lupi vincano i play off”.

Come andò a finire, quella finale, lo sappiamo tutti, ciò che invece appare meno chiaro è il motivo di tanta passione verso la piazza irpina da parte di Polito. Per capirlo basta sfogliare un album di figurine, e leggere che dal 2000 al 2002 il portiere partenopeo ha vestito la casacca biancoverde, in un’avventura che ha contribuito fortemente al suo lancio nel calcio che conta.

ciro polito

Oggi, dopo undici anni passati a girare un bel pò di squadre, Polito fa da secondo a Consigli nell’Atalanta, ma secondo gli ultimi rumors la sua avventura orobica sta per volgere al termine: a 34 anni suonati la sua unica priorità è quella di giocare, magari in una piazza che lo conosca e lo apprezzi.

Ecco quindi che spunta l’ipotesi Avellino, squadra che da tempo è in cerca di un portiere, date le partenze ormai sicure di Fumagalli e Orlandi: i buoni rapporti con l’Atalanta potrebbero permettere a De Vito di assicurarsi le prestazioni di Polito a un prezzo esiguo, andando quindi a rinforzare l’organico senza intaccare i parametri economici imposti da Taccone.

Nell’incontro di ieri pomeriggio tra Atalanta e Chievo, finito col risultato di 2-2, Polito è stato schierato dal primo minuto dal tecnico Colantuono, ma ha deluso abbondantemente le aspettative rendendosi protagonista di una brutta prestazione, con pesanti responsabilità sui due gol subiti. Che sia la goccia che ha fatto traboccare il vaso? Ecco il video del secondo gol dei clivensi, con l’estremo difensore napoletano che ha qualche responsabilità anche in occasione dell’1-0. Nel primo tempo, invece, si era “messo in mostra” per un’uscita sconsiderata, seguita da un salvataggio sulla linea da parte di un suo compagno di squadra.

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