Attacchi ingiustificati alla società: l’hobby dell’estate avellinese

Più si lasciano andare a critiche ed illazioni, più l’Avellino vince. Più mettono in giro falsità, atte a destabilizzare l’ambiente, più i biancoverdi scalano campionati. Walter Taccone e l’As Avellino hanno ormai imparato a convivere con la voglia di protagonismo di alcuni personaggi e/o di alcune testate (siano esse online, televisive o cartacee) che, puntualmente, vanno a caccia di celebrità, sfidandosi “a chi la spara più grossa”. E’ così ormai da anni.

Sin dalla sua nascita, l’As Avellino 1912 ha dovuto fare i conti con chi – per scelta personale, per tenersi buone delle simpatie o su commissione del proprio editore – si è divertito nel lanciare continui (ed ingiustificati) attacchi nei confronti nella neonata società. Prima la questione del logo – al grido di “questo non sarà mai l’Avellino” – poi le beghe interne alla società, infine voci infondate sulla vicenda stadio, su un fantasioso rischio iscrizione e sulla possibilità di partire con penalizzazioni. Voci, poi, puntualmente rivelatesi infondate.

I CAMERAMEN DI TELE + AL LAVORO DURANTE UNA PARTITA DI CALCIO GIOCATA ALLO STADIO DELLE ALPI

Ai detrattori della prima ora, se ne sono via via aggiunti degli altri: dagli opportunisti dell’ultimo momento, che si sono avvicinati alle sorti dell’Avellino solo dopo la promozione in serie B, a chi invece, svolgendo di giorno un altro lavoro, ha scoperto solo di recente le funzionalità dei Social Network, cominciando a prenderci gusto.

Li potremmo suddividere ipoteticamente in quattro grandi categorie. Eccole di seguito:

GLI OPPORTUNISTI. Quando l’Avellino, questo Avellino, calcava gli impolverati campi della serie D prima, della Seconda Divisione poi, l’attenzione dei più era rivolta ad altro. Magari bistrattando l’attuale società e prendendo le distanze dall’As. Poi, quando la ruota ha cominciato a girare, con i biancoverdi che nel giro di quattro anni sono passati dalla serie D alla serie B, improvvisamente tutti sono svegliati. Chi, appena qualche mese fa attaccava spudoratamente Taccone&Co per la vicenda logo, continuando a rimarcare le differenze con l’Us, oggi dedica speciali, reportage ed intere sezioni dedicate ai Lupi. Ripescando qualche titolo di giornale o di qualche portale web (o magari di qualche locandina davanti alle edicole) di appena un paio di anni fa, il nome Avellino era volutamente (e marcatamente) preceduto dalla sigla As. Proprio per volerne prendere le distanze. Oggi quella sigla davanti al nome Avellino è scomparsa.Eppure la squadra è la stessa. Remare contro, adesso, non va più di moda. Se non è opportunismo questo…

I RITARDATARI. Se gli fate i nomi di Majella e Panatteri, di Apuzzo e Bruno (ma forse anche del più recente Stigliano), probabilmente vi guarderanno straniti perché non sanno chi sono. Personaggi catapultati nel mondo dell’informazione, particolarmente attivi sui social network, che si sono avvicinati all’Avellino solo da marzo in poi. Si respirava aria di promozione e non si poteva restare a guardare. Oggi, dopo aver dimenticato i Lupi negli ultimi quattro anni, si scoprono quotidianamente al fianco della squadra. Magari solo per usufruire dell’accredito per l’accesso alla tribuna stampa, pur non collaborando per alcuna testata registrata. E appena c’è l’occasione, via con la steccata alla società. O a qualche componente della squadra. Come nel caso di Alessandro Fabbro, cui è stato ricordato (ce n’era bisogno?) e reso pubblico l’episodio della lite negli spogliatoi con Biancolino. E per fortuna che appena qualche giorno prima si era conquistata la serie B.

taccone e de vito

GLI STAKANOVISTI. Criticavano Sibilia, poi Pugliese. Ora fanno lo stesso con Taccone, così come in precedenza avevano fatto con Iacovacci. Si è polemici a prescindere, nonostante i risultati. Anche in caso di vittoria (o addirittura di “trionfo”) si cerca sempre di individuare qualche lato oscuro, diventando voce fuori dal coro. Per una semplice antipatia personale o perché non si ha accesso alle notizie in anteprima. Per una scelta, sempre personale, legata alla storia (e al logo) di questa società. O, magari, perché commissionati dal proprio editore…

GLI INAFFIDABILI. Il web dà la possibilità a tutti di esprimersi. Con i social network, poi, ogni notizia può essere diffusa ed amplificata in maniera fino a poco tempo fa impensabile. E’ sufficiente, così, condividere un link per mettere in agitazione centinaia (o migliaia) di tifosi nel giro di pochi minuti. L’ultimo caso? Un ipotetico problema (inventato) legato all’arrivo del portiere Seculin in biancoverde. Un articolo fuorviante, alcune considerazioni che evidenziavano dubbi e perplessità mai esistite e campanello d’allarme tra i tifosi, con le notizie che in un attimo passano dal web alla strada, alla “vita reale”. Basta poco per creare equivoci, incomprensioni, malcontenti. Proprio come nel caso di Seculin. Il giorno dopo (ieri) era regolarmente in ritiro a Castel di Sangro, dove si è aggregato con i suoi nuovi compagni di squadra.

Leggi anche -> Avellino Calcio, anche i media sul carro dei vincitori

Leggi anche -> Avellino, un mese vissuto tra inutili allarmismi e falsi scoop