Avellino 2002/03: il ritorno del Lupo in Serie B

Tanti, troppi anni erano passati da quel 24 giugno 1995 quando, all’Adriatico di Pescara, l’Avellino di Boniek ebbe la meglio del Gualdo solo dopo i calci di rigori. L’illusione delle Serie B, durata un solo anno, poi il mesto ritorno in C1, categoria che l’Avellino ha mantenuto per sette lunghissimi anni. Stagioni anonime, che hanno visto i verdi d’Irpinia disputare campionati del tutto deludenti, senza mai lottare per il vertice della classifica, escluso il quarto posto del 2000/01. Anche la stagione 2002/03 non parte sotto la buona stella, infatti, le parole dette da Casillo ad inizio anno non lasciano spazio all’immaginazione: “Vendo i pezzi pregiati e punto su un gruppo giovane”.  Dopo il buoni risultati ottenuti nella stagione appena conclusa, il patron dà il benservito ad Auteri e dopo il mancato accordo con Marino e il rifiuto di Bollini, ecco arrivare Ficcadenti: il più giovane allenatore dell’intera Serie C. Il nuovo tecnico, infatti, ha alle spalle una sola esperienza in panchina, peraltro conclusa con una retrocessione in serie D alla guida del Fiorenzuola. La campagna acquisti non fa registrare nomi eclatanti: Petrazzuolo, Di Sauro, Parisi, Vastola, Morfù, Vianello e Pellicori più un nutrito numeri di calciatori in prova (tra cui il figlio di Ramon Diaz). Pochi, invece, i riconfermati partiti per il ritiro di Castel del Piano:  Ignoffo (promosso capitano), Puleo, Cinelli, Diè (riscattato dal Benevento), Pisciotta, Visone e Abate.

Non manca nemmeno il primo “caso” stagionale, infatti, poco prima della partenza per il ritiro, Polito, Bucaro e Corallo vengono invitati a rimanere a casa: non rientrano nei piani della società. Ma i colpi di scena in casa irpina non tardano ad arrivare, dopo un pre-campionato fatto più di ombre che di luci, l’Avellino esonera Ficcadenti il cui contratto, nonostante fosse stato firmato, non era ancora stato depositato in Lega. Alla base dell’esonero una presunta lite con il responsabile dell’area tecnica Di Somma: “L’Avellino ha bisogno di un allenatore vero, meglio cambiare subito”. Ficcadenti, invece, accusa la società: “Lo dicessero che hanno sbagliato a prendermi”, società che cambia gli obiettivi stagionali e a sorpresa (dopo l’interessamento per Maifredi) ingaggia Vullo.

Il nuovo tecnico, di ritorno in Irpinia dopo sedici anni, non sta nella pelle: “Sono rimasto disorientato quando mi ha chiamato Di Somma, mi ha preso alla sprovvista ed ho subito accettato lasciandomi prendere dall’entusiasmo”. Chi non sta nella pelle, ma per altri motivi, è la tifoseria, che dopo aver contestato la società, comunica il proprio dissenso anche sull’ingaggio di Vullo, reo di aver poco curriculum: “Ci sentiamo umiliati, così finiremo in C2”  è lo sfogo, breve ma conciso della piazza avellinese, che al termine della campagna abbonamenti fa registrare solo 998 tessere staccate. Chiuso nel peggior modo possibile la Coppa Italia di Serie C (due punti in quattro gare), l’Avellino si consola piazzando un’eccellente tris in sede di mercato. Nel maxi scambio con il Messina ecco arrivare Cecere, Marra e Molino più conguaglio (1 milione d’euro), in cambio di Silvestri e Corallo. Causa sciopero salta la prima di campionato, l’Avellino inizia la stagione 2002/03 con la trasferta di Viterbo.

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Giovanni Ignoffo

Andata

L’esordio stagionale termina in parità, nella prima di campionato Pellicori, in pieno recupero, sigla la rete dell’1-1, dopo che lo stesso attaccante aveva fallito, in precedenza, un penalty. Nella prima al Partenio arrivano i primi tre punti (2-1 alla Torres), vittoria conseguita anche in quel di Chieti (sempre per 2-1). A Fermo, invece, arriva il primo stop stagionale, con la squadra di Vullo già a -5 dalla capolista Crotone. L’Avellino si riprende alla grande e dopo Fermo piazza ben sette vittorie consecutive: Paternò (5-0), Giulianova (4-1), Lanciano (2-0 nel recupero della 1° giornata), Vis Pesaro (3-0), Sora (1-0 e primo posto in classifica), Martina (1-0) e Pescara (1-0). La squadra di Vullo sembra aver messo le ali, i lupi si ritrovano con Molino capocannoniere e con la squadra in vetta solitaria, con i punti di distacco dalla seconda (Teramo) che diventano cinque dopo il pari esterno contro la Sambenedettese (1-1 alla 12°). A far ricadere l’Avellino sulla terra ci pensa proprio il Teramo che ,alla 13°, espugna il Partenio (1-2) portandosi (insieme al Pescara) a un tiro di schioppo dalla capolista (ora con soli due punti di vantaggio). L’Avellino accusa il colpo e nel derby contro Benevento arriva la terza sconfitta stagionale, subito riscattata dal secco 3-0 contro L’Aquila. In quel di Taranto arriva un’altra battuta d’arresto, la squadra di Vullo non è più quella di inizio stagione e nell’ultima gara d’andata , con il 2-2 contro il Crotone, i biancoverdi scivolano al secondo posto, lasciando il primato dopo otto giornate consecutive (9°-16°).

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Marco Capparella

Ritorno

Il periodo no lontano dal Partenio tocca l’apice nella prima di ritorno, in quel di Lanciano arriva la terza sconfitta consecutiva in trasferta. L’Avellino (5 punti nelle ultime sette gare) scivola al terzo posto in classifica a -3 dal Martina capolista. E’ la settimana più difficile dell’intera stagione, ad esasperare gli animi ci si mettono anche alcuni episodi extra calcistici come l’aggressione ai calciatori Pellicori e Diè e la  bomba carta fatta esplodere davanti all’abitazione di Pisciotta. Alla 19° sembra tornare il sereno in casa biancoverde, con i tre punti conquistati ai danni della Viterbese (1-0). Molino e company allungano la serie positiva con il pari contro la Torres (0-0) e la doppia vittoria interna consecutiva contro il Chieti (1-0) e la Fermana (2-1 alla 22°). Si chiude anche la sessione di Gennaio del calciomercato, l’Avellino, dopo le partenze di Pellicori e Diè, rinforza ogni settore del campo. In difesa ecco arrivare Voria e De Stefani, De Simone nel reparto nevralgico del campo, ma è in attacco che si registrano i movimenti più importanti con gli arrivi di Biancolino e Capparella che si riveleranno decisivi per il proseguo del campionato. Campionato che vede i biancoverdi cadere inaspettatamente in quel di Paternò, rimanendo, comunque, nella scia del Martina e del Pescara. Alla 24° l’Avellino riprende la sua marcia ottenendo ben tre vittorie consecutive contro Giulianova (1-0), Vis Pesaro (3-0) e Sora (1-0). La vittoria contro i laziali permette alla truppa di Vullo di riportarsi nuovamente, in solitaria, in testa alla classifica, vetta che mancava dalla 16° giornata. Il campionato sta volgendo verso il termine, nelle trasferte clou di Martinafranca e Pescara, la squadra di Vullo si gioca una buona fetta di campionato. L’Avellino esce indenne in quel di Martina (1-1) ottenendo, in quel di Pescara (2-1 alla 28°), la vittoria più importante dell’intera stagione. La serie B è sempre più vicina e sembra materializzarsi alla 29° quando i lupi agguantano l’ennesima vittoria casalinga ai danni della Sambenedettese (1-0). A cinque giornate dal termine sono ben 4 i punti di vantaggio da amministrare, ma ancora una volta è il Teramo (autentica bestia nera), a far cadere le certezze irpine infliggendo un pesante 3-1 alla truppa di Vullo. Alla 31° i biancoverdi fanno loro il derby contro il Benevento (3-1), ma la giornata seguente, il pari in quel di L’Aquila (2-2), costa l’aggancio da parte del Pescara: Avellino ed abruzzesi sono appaiati in testa alla classifica quando mancano 180’ minuti al termine. Non basta battere il Taranto (2-1), la promozione diretta si decide nell’ultima di campionato. All’Ezio Scida di Crotone, con al seguito 10.000 tifosi, una rete di Marra decide il match sancendo la promozione diretta dell’Avellino. I lupi, dopo un digiuno lungo sette anni, ritornano nuovamente in serie B.

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Crotone-Avellino, il gol di Marra

 Supercoppa di serie C

Al termine della stagione, le vincitrici dei due gironi di serie C1, Treviso (A) e Avellino (B) si contendono la manifestazione. Vittoria agevole dei lupi in quel di Treviso (2-0), vittoria che fa presagire la vincita della coppa. In un clima di festa, al Partenio le cose non vanno come dovrebbero andare, il Treviso riscatta la sconfitta interna imponendo all’Avellino lo stesso risultato dell’andata. Ai calci di rigore saranno proprio i veneti ad avere la meglio portandosi a casa vittoria e Supercoppa: sarebbe stata la classica ciliegina sulla torta.

La nota

Escludendo qualche battuta a vuoto (vedi la parte finale del girone d’andata), il cammino della squadra di Vullo è stato pressoché costante, come lo dimostrano i 33 punti dell’andata e i 36 del ritorno. Se in trasferta i risultati non sono sempre stati  soddisfacenti, in casa l’Avellino ha praticamente lasciato le briciole: 15 vittorie in 17 gare. Senza dimenticare il fattore pubblico, ritornato ad affollare le gradinate del Partenio con una media di quasi 8.500 persone a partita. Numeri da B.

L’Allenatore

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Salvatore Vullo

La scelta di puntare inizialmente su un tecnico giovane come Ficcadenti si è  rivelata controproducente. I mugugni della tifoseria hanno poi fatto cambiare idea e ambizioni alla società, che, dopo l’allontanamento di quest’ultimo, si è poi affidata ad una vecchia conoscenza del panorama irpino e cioè Vullo. Il trainer siciliano, fin da subito, ha impostato il 4-4-2 come modulo di gioco, praticando un calcio non spettacolare ma molto pratico. Il miglior attacco è la difesa, probabilmente l’avrà pensata così anche Vullo, che, da buon ex difensore, ha messo i lucchetti davanti alla porta, tanto far risultare la difesa irpina la migliore del torneo, con al passivo solo 25 reti subite. Da notare che su 21 vittorie, 9 sono finite 1-0, d’altronde i campionati si vincono così.

La squadra

La società ha saputo far amalgamare nel modo migliore calciatori dal curriculum “sconosciuto”  (vedi Vastola e Morfù) e quelli in cerca di riscatto (vedi Cecere e Molino). Ne è uscita fuori una squadra che di certo non passerà alla memoria come una delle più spettacolari viste al Partenio, ma questa squadra, nei momenti topici del campionato, ha tirato fuori gli artigli portando a casa una promozione del tutto meritata. Difesa di ferro con Cecere tra i pali (preso dopo l’infortunio di Armellini), Vastola a destra, Puleo e Ignoffo centrali con Di Sauro a sinistra. A centrocampo la conferma è stato Cinelli, ladro di palloni, con Diè al suo fianco. Sull’out destro la vera sorpresa è stato Morfù, instancabile pendolino di fascia con Marra sul versante opposto. In attacco Molino ha sfoderato la migliore stagione della carriera (18 centri) ben coadiuvato dal giovane Pellicori (7 reti). A gennaio, dopo le partenze di Pellicori e Diè, la società ha puntellato la squadra innalzando il tasso tecnico con gli acquisti di Voria, De Simone, Capparella (il migliore dei lupi con una media voto con 6,45) e Biancolino (7 reti), che si sono rivelati fondamentali per la conquista della serie B.

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