Avellino 2013-2014: Cosa manca al 3-5-2 di Rastelli?

L’Avellino si appresta ad affrontare il campionato cadetto dopo l’emozionante cavalcata che ha portato gli uomini di Rastelli a vincere, con pieno merito, il girone B di Lega Pro 2012-2013. Come lo scorso anno, l’entusiasmo regna sovrano ed il gruppo  “rischia” di essere, anche in questa occasione, l’arma in più della compagine guidata dal tecnico di Scafati. Obiettivo della dirigenza irpina è, sicuramente, quello di mantenere la categoria conquistata con il sacrificio ma anche grazie alla seria programmazione del duo Taccone-Iacovacci della passata stagione.

L’uscita di scena della Iaco Group, con il consequenziale passaggio della quasi la totalità del pacchetto azionario in capo a Walter Taccone non ha minato la tranquillità né del club né dell’ambiente, più di prima vicino alle sorti di società e squadra. I 1000 stipati in Curva Sud durante la giornata inaugurale del ritiro ed i numerosi supporters pronti a muoversi da ogni parte d’Italia per raggiungere Castel di Sangro ne sono la netta riprova. Dall’altra parte il lavoro oculato e prospettico di Enzo De Vito e Massimiliano Taccone. La scelta di “uomini” prima che calciatori, è questa la chiave del successo di un sodalizio attento sia al bilancio (l’AS Avellino è una delle società più sane dell’intero panorama calcistico italiano) che alle capacità tecnico-tattiche delle pedine da inserire in organico. Il tutto corroborato dalla guida tecnica che per serietà e preparazione non ha nulla da invidiare a nessuno e da un pubblico degno dei migliori palcoscenici della Serie A.

MODULO Ma a poco più di un mese dall’inizio delle ostilità, semaforo verde il 24 agosto, cosa manca ancora a Rastelli per completare il puzzle? Il tecnico di Scafati adotterà, almeno per fase iniziale della prossima stagione, il 3-5-2. Modulo molto dispendioso per gli esterni, che essendo costretti a coprire tutto l’out sia in fase di spinta che di ripiegamento, devono essere dotati atleticamente ed, in special modo, dal punto di vista della resistenza alla velocità. Sulla destra il solo Zappacosta, però, sembra avere le “skills” (corsa e dribbling) adatte per ricoprire il ruolo. Luca Bittante, egregio soprattutto in fase di copertura appare più adatto al 4-4-2, modulo che gli consente di giocare in coppia sul versante destro. Sulla sinistra, l’arrivo di De Vito ha permesso di rimpinguare un settore del campo lasciato vuoto dalle partenze di Pezzella e Bianco. Urge però un rincalzo, per due ordini di motivi: il campionato è lungo ed il rischio di squalifica od infortunio è sempre dietro l’angolo. Il “ragazzotto” proveniente dal Milan e che sogna la serie A con questa maglia, ha però dalla sua la capacità di poter essere utilizzato sia come quinto di centrocampo, nel 3-5-2, che come quarto di difesa nel caso in cui Rastelli dovesse decidere di adottare il modulo gemello, il 4-3-1-2. Attualmente, sembrano questi i due modelli tattici adottabili, vista la penuria di esterni alti ( Pape Dia ed Herrera gli unici in organico).Andrea De Vito Milan

DIFESA Per quanto concerne la il pacchetto arretrato, saranno due gli innesti che verranno operati dal Ds. Uno sicuramente di qualità ed esperienza, l’altro, con ogni probabilità, sarà un giovane di belle speranze che completerà un reparto che già può contare sulle prestazioni di Izzo, Fabbro e Pisacane. La cerniera di centrocampo, dal canto suo, è l’unica zona del campo completa per quantità e qualità. L’approdo in biancoverde di elementi del calibro di Togni e Schiavon fanno della mediana avellinese una delle più attrezzate del circuito, date anche le conferme di pezzi pregiati come Arini, Angiulli, D’angelo e Capitan Millesi.Galabinov

ATTACCO Si giunge così alla prima linea. Tutto dipenderà, in questo caso, dalle partenze. Se dovesse lasciare l”Irpinia il solo De Angelis, sarà solo uno l’innesto che da adesso alla fine del campionato interesserà la batteria degli attaccanti. Sansovini o Pavoletti? Probabile anche una sorpresa, anche se il centravanti dello Spezia rappresenterebbe il “colpaccio” di questa sessione di calciomercato. Non solo per il quantitativo di gol che sarebbe in grado di garantire ma anche per le caratteristiche fisiche. L’arrivo di Galabinov e la stazza dello stesso Castaldo, meglio si sposerebbero con una punta veloce negli spazi. Non è da trascurare, in primis, che l’ex Pescara calcia di sinistro e l’Avellino un mancino in attacco ancora non ce l’ha. Inoltre ha più volte interpretato il ruolo di terzo a destra nel 4-3-3 di Zeman. Ciò consentirebbe all’allenatore di poter optare anche per un modulo che contempli due esterni alti e la boa. Se,invece, a partire dovesse essere anche Biancolino, la casella lasciata vuota potrebbe essere riempita da un giovane proveniente magari da un club di A.

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