Avellino 2015-16, una Salvezza (non troppo) tranquilla

Nella stagione 2015-16 l’Avellino ha raggiunto nuovamente la salvezza, per la terza volta consecutiva da quando è tornato in Serie B. Un evento a cui i tifosi biancoverdi non erano più abituati, considerato l’altalena degli anni di Pugliese e l’apparizione fugace con la presidenza Sibilia nel 1995-96.

Dunque, partendo da questo presupposto, la stagione dell’Avellino si deve considerare positiva, poiché la salvezza era l’obiettivo minimo e fondamentale. Confrontando però la stagione in corso con le due precedenti in B, c’è stato sicuramente un passo indietro, come spiegano i numeri.

Nel 2013-14 l’Avellino chiude a quota 59 e non entra nei play-off per la clamorosa sconfitta a Padova all’ultima giornata. Essendo però una matricola, quella stagione viene considerata ampiamente positiva. Nel 2014-15 l’Avellino chiude nuovamente a 59 punti, ma si piazza ottavo. Entra quindi nei play-off, e perde la semifinale con il Bologna, con tante recriminazioni.

E veniamo finalmente alla stagione attuale. Alla vigilia, in molti vedono nei play-off un traguardo alla portata della squadra, per continuare i progressi fatti. Le cose però non vanno bene. Da subito la squadra accusa pesanti lacune difensive, cui Tesser, dopo l’inizio disastroso, pone rimedio con un gioco prettamente offensivo. Dopo le 6 vittorie consecutive, i play-off sembravano alla portata, ma un nuovo calo porta la società a esonerare Tesser.

Con Marcolin però le cose vanno di male in peggio, e l’Avellino si avvicina nuovamente al baratro della retrocessione, cui i tifosi non erano più abituati. Il rientro di Tesser mette a posto le cose, con l’Avellino che si salva a tre giornate dalla fine. Il bottino finale è di 49 punti, ben dieci in meno rispetto alle scorse stagioni, con 14esimo posto finale in classifica.

Concludendo, la stagione si può ritenere sufficiente, perché l’Avellino ha avuto due gravi momenti di black-out (le prime 10 giornate di campionato e nella parentesi Marcolin), ma la salvezza è stata comunque raggiunta. Resta però la macchia dell’esonero di Tesser a marzo, ed alcune scelte sbagliate nella campagna acquisti (Tavano su tutti). Ora però non resta che ripartire, sperando di imparare dagli errori di quest’anno, per puntare a traguardi più ambiziosi, che per scaramanzia, non nominiamo.

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