Avellino, a Taccone squalifica ridotta per settore giovanile

Ridootta la squalifica al Patron, ma non quella alla società

Il presidente biancoverde Walter Taccone ha parzialmente vinto il suo ricorso contro la squalifica, comminata in agosto, per la gestione del settore giovanile dello scorso anno. La pena è stata infatti ridotta, mentre quella per la società è stata confermata.

La corte d’appello ha voluto premiare l’operatività di Walter Taccone, il quale ha dimostrato di voler rimediare al suo errore e mettere in regola il settore giovanile; per tale motivo la sua squalifica è stata ridotta e durerà soltanto sino al 31/12/2016.

Secondo il giudice, se pur tardivamente Taccone ha avuto un ravvedimento “operoso” e per tal motivo la pena inflittagli merita di essere ridotta.
Dunque finalmente una buona notizia per i tifosi biancoverdi. Confermati invece i 10mila euro di multa alla società. Di seguito, vi riportiamo uno stralcio della sentenza

In via preliminare il Collegio procede alla riunione dei due ricorsi per connessione oggettiva.

1 – Il ricorso della U.S. Avellino 1912 s.r.l. è infondato. La non configurabilità di alcuna responsabilità diretta o oggettiva della U.S. Avellino 1912 S.r.l., invocata come motivo di appello, non trova fondamento, attesa la confermata responsabilità sia del suo Presidente, Prof. Walter Taccone, che quella degli altri soggetti coinvolti nel deferimento della Procura Federale e sanzionati dalla decisione del Tribunale Federale Nazionale. Ai sensi dell’art. 4, comma 2, C.G.S.“le società rispondono oggettivamente, ai fini disciplinari, dell’operato dei dirigenti, dei tesserati e dei soggetti di cui all’art. 1-bis, comma 5”; quest’ultimi sono coloro, “soci o non soci, cui è riconducibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società stesse, nonché coloro che svolgono qualsiasi attività all’interno o nell’interesse di una società o comunque rilevante per l’ordinamento federale”. Sia il Sig. Lamberti che il Sig. Di Pietro – cui il TFN ha inflitto distinti periodi di inibizione – rientrano a pieno titolo in quei soggetti che, a norma dell’art. 1-bis, comma 5, richiamato dall’art. 4, comma 2, C.G.S., “svolgono qualsiasi attività all’interno o nell’interesse di una società o comunque rilevante per l’ordinamento federale”. Conseguentemente la decisione del TFN va confermata, anche nella quantificazione della sanzione inflitta di € 10.000,00, che si ritiene congrua in riferimento alla gravità delle violazioni accertate.

2 – Il ricorso del Presidente dell’U.S. Avellino 1912 S.r.l. sig. Walter Taccone è parzialmente fondato nei termini di seguito esplicitati. Il richiamo che la difesa dell’appellante ha fatto ad un orientamento giurisprudenziale che si condivide e dal quale non vi è motivo per discostarsi (delibera Corte di Giustizia Federale assunta nella riunione dell’11.11.2013), che attribuisce validità ed efficacia esimente da responsabilità al Presidente di società sportiva che, all’inizio della stagione agonistica, conferisca ad un tesserato della società stessa delega operativa in particolari attività o settori non è confacente al caso di specie.Infatti, la delega che il Presidente Taccone ha conferito, per la gestione del settore giovanile della U.S. Avellino 1912, al Direttore Sportivo Avv. Enzo De Vito è risultata, alla luce delle testimonianze raccolte in sede di indagine, esclusivamente formale, tanto che unanimi sono state le dichiarazioni raccolte dalla Procura Federale circa il ruolo rivestito di fatto dal Sig. Rosario Lamberti, che si presentava come vero responsabile del settore giovanile, sovrastando le funzioni di coordinatore dello stesso settore che il Sig. Vincenzo Vito ha dichiarato essergli state conferite dalla società. Ne risulta un quadro di assoluta confusione di compiti che ha favorito l’assunzione di funzioni da parte di soggetti che non avrebbero dovuto avere la veste giuridica per ricoprire il delicato ruolo di responsabile del settore giovanile della società. Nel conferire verbalmente (al Sig. Lamberti) e tacitamente assentendo (nei riguardi del Sig. Vito), in violazione dell’art. 10 C.G.S., a due soggetti non tesserati ed estranei all’ordinamento federale (ed in particolare al Lamberti), compiti riferibili alla gestione del settore giovanile della U.S. Avellino 1912 S.r.l., il Presidente Taccone ha di fatto svuotato la funzione della delega conferita ufficialmente al D.S. De Vito riassumendosi la diretta responsabilità giuridica e morale, in qualità di Presidente, della gestione del settore giovanile e di tutte le violazioni delle norme federali imputate 4 ai soggetti da lui incaricati, verbalmente o mostrandosi tacitamente consenziente, degli effetti delle cui azioni deve conseguentemente rispondere. Ritiene, peraltro, il Collegio che il “ravvedimento operoso”, sia pure tardivo, compiuto dal Taccone nell’adottare iniziative idonee a ricondurre il Settore Giovanile della società ai canoni di gestione dettati dalle direttive federali possa condurre ad una rivalutazione del periodo di inibizione a lui comminato che, da mesi 6, viene ridotto al 31.12.2016.

Per questi motivi la C.F.A., riuniti preliminarmente i ricorsi:

– respinge il ricorso come sopra proposto dalla società U.S. Avellino 1912 S.R.L. di Avellino e dispone addebitarsi la tassa reclamo.

– Accoglie parzialmente il ricorso come sopra proposto dal Sig. Taccone Walter e, per l’effetto, riduce la sanzione della inibizione fino al 31.12.2016. Dispone restituirsi la tassa reclamo.

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