Avellino-Bari, crocevia della stagione per i lupi

La partita di sabato è fondamentale per la stagione della squadra biancoverde

Arrivare a questa situazione da cuore in gola non era previsto. Ma parafrasando il mister Novellino: “la paura? Se si è tifosi dell’Avellino, la paura è un sentimento che non esiste”.
E’ chiaro che al 90esimo, se tornando a casa nelle nostre macchine l’Avellino non avrà battuto il Bari, avremo tutti un pochino di timore in fondo al cuore.

Ma battere il Bari, appunto, non è impossibile. Si potrebbe scrivere un libro sui galletti in questa stagione: all’inizio del campionato i biancorossi erano nelle prime posizioni, nei pronostici di tutta Italia visto la rosa che il presidente Giancaspro con i suoi soci esteri aveva dato al capoluogo pugliese.

In realtà però una serie di vicissitudini hanno fatto si che ora, sabato, anche loro si giochino una grande fetta di stagione. Ipotizzare l’undici che affronterà i lupi non è difficile visto le tante defezioni tra squalifiche (quella di Basha) e defezioni (quelle di Brienza e Raicevic su tutte).

Gli uomini di Colantuono si presenteranno con Micai in porta, Sabelli e il fischiatissimo Daprelà inseguito dai lupi per una intera estate, sulle fasce con Moras e Tonucci autentico pericolo pubblico in questa fase in mezzo, Salzano e Greco intermedi di centrocampo con Furlan e Galano esterni alti oppure con Galano trequartista più Macek a centrocampo, le due punte saranno da categoria superiore Floro Flores e Maniero.

L’Avellino dovrà essere aiutato da quasi 8mila persone, dovrà tenere alta l’attenzione in modo da evidenziare gli errori che hanno portato i galletti in questa crisi (non fanno gol da 5 partite un motivo ci sarà), ripartendo benissimo sfruttando però gli inserimenti per vie centrali dove la macchinosa retroguardia barese potrà avere qualche difficoltà.

In questo senso due sono gli uomini che possono essere decisivi: uno è Richard Lasik che da mezzala può mettere in crisi i pugliesi e l’altro è Daniele Verde capace di creare superiorità numerica. E’ chiaro che senza il miglior Berat Djimsiti tutti questi discorsi sono aria fritta: c’è bisogno infatti che il centrale albanese torni ad essere quel muro invalicabile ammirato per tanto tempo all’ombra del Partenio. E’ il crocevia della stagione, il momento è adesso! Avanti Avellino, avanti veri lupi!