Avellino-Bari: la festa di laurea bagnata

Ed eccoci a questa sfida con i poco amati cugini del Bari. Bari, i miei amici lo sanno, doveva essere la mia sede di lavoro, per un’importante quotidiano nazionale, poi il destino mi dirottò in tutt’altra parte d’Italia, a Milano, nel giro di 24 ore. Cose mie, solo per dire che Bari non mi è del tutto estranea, in ogni caso spero che tutto questo clima teso fra tifoserie per antica ruggine e gemellaggi poco rassicuranti resti a livello di sfottò, tipo “galletti allo spiedo” e nulla più, come si conviene a dei tifosi di una squadra che naviga in alta classifica e lì vuole rimanere, per respirare aria pura, in altura, lontano dai bassifondi.

Lo sfottò ci sta, sia chiaro, a me diverte tanto. A Irpinia tv, per chi non ha visto Linea Verde Sport, mi sono lasciato andare anch’io contro i beneventani e con l’aria di chi voleva incoraggiarli li ho invece umiliati ricordando il record che l’Inter infligge sempre al Milan nei derby (vero Vincenzo Angiulli?) e cioè: «Noi mai in B» per dire che è anche il loro record, ma per ragioni inverse. Speriamo che la notizia di questo mio sfottò non sia arrivata al collega del Corriere dello Sport Tullio Calzone, beneventano doc, col quale lavoriamo nello stesso stabile, a Roma, mentre il cugino Innocenzo (vero Antonello Candelmo?) imprendibile attaccante sannita della nostra squadra ai tempi dei tornei dell’amicizia con il grande “Vicienzo”, ci ha fatto l’abitudine a questo tipo di insulto, dopo che aveva provato a sfotterci lui, lo scorso anno, per quella effimera vittoria degli stregoni in casa nostra. Lo voleva pure per il Rione Mazzini, “Scalzone” (Vicienzo lo chiamava così) ed era veramente forte, ma ora si becca i nostri insulti e non replica, visti i modesti risultati agonistici da esibire dei sanniti.

federico e vincenzo angiulli

Ma torniamo al Bari. Ci avviciniamo a questa gara con negli occhi l’immagine bella di 5 giorni fa, un connubio fra pubblico e spirito della squadra che ci fa andare indietro nel tempo con i ricordi, cassando quelli più recenti fatti di delusioni e disfatte che raccontano di un approccio con la cadetteria che è stato sempre difficile, tanto da non riuscire poi mai a mettere le pezze nel prosieguo del campionato. Ma non possiamo restare indifferenti anche alle immagini di questi giorni regalateci dalla tv, per la “vergogna” di Lampedusa, come l’ha definita il Papa, e bene ha fatto la Lega a disporre oggi il minuto di raccoglimento, perché lo sport è anche fraternità, amicizia fra i popoli, e tutta questa gente disperata che muore cercando una fuga verso le nostre terre non può lasciare indifferente gente civile come noi. Gente civile, appunto, pensiamo all’Avellino che ci sta dando soddisfazioni e lasciamo stare il resto.

Il mister ancora una volta ha ragione su tutta la linea. Questa sarà la nostra “tesi di laurea” dopo aver conseguito a pieni voti l'”esame di maturità” contro l’Empoli, come lo ha definito, perché noi non siamo più una sorpresa per nessuno e perché il Bari ha tutte le armi per metterci in difficoltà se solo molliamo di un attimo. Non inganni la sua classifica viziata dalla penalizzazione e non inganni la sconfitta con il Lanciano che – sia chiaro – non ha rubato niente, ma altrettanto si sarebbe potuto dire del Bari a risultato invertito che ci poteva stare viste le occasioni, ma quando un goal arriva alla fine, è chiaro, c’è solo da andare sotto la doccia, sperando nella partita successiva.

tifosi avellino club roma

Appunto. Questa sconfitta non è indicatrice di nulla, visto che il Bari – come era accaduto anche a noi, d’altronde, con gli abruzzesi – ha giocato alla pari con l’attuale capolista, rappresenta però uno stimolo forte, per come è ingiustamente e beffardamente maturata, a venire a giocarsela qui, col coltello fra i denti, alla ricerca del riscatto. Che noi non dovremo concedergli. Ve lo dico chiaramente: a me basta pure un pareggio, 4 punti in due turni casalinghi così duri rappresenterebbero un bottino più che buono, e poi noi di Roma saremo pronti con il club a dar vita a un vero e proprio esodo verso la non lontana Siena: sulla nostra bacheca di Facebook già ci stiamo organizzando, saremo davvero molti, vedrete. Pareggio, però, che potremo conseguire solo se sapremo giocarcela per vincere, senza dare campo all’avversario (molto forte a centrocampo), pari pari come abbiamo fatto con l’Empoli. Sebbene la sconfitta del Varese, oltre che la convinzione di non essere da meno di nessuno, nemmeno della capolista Lanciano, ci dovranno comunque spingere a tentare l’impresa, sostenuti da un pubblico che certo non farà mancare il suo apporto nonostante, il maltempo che ci sarà. Anzi: porta pure bene, abbiamo visto, il tempo da lupi.

E veniamo alla formazione. Nota dolente. Perché con l’Empoli, come non era mai capitato neanche nella nostra precedente rubrica che curavo per Avellinofans, ho sbagliato ben 3 undicesimi, una vergogna. Che è accaduto? È accaduto che non abbiamo pensato che Rastelli (per amore di conservazione, per cocciutaggine si potrebbe anche dire) potesse effettuare quei cambiamenti che invece le caratteristiche dell’avversario e le avverse condizioni ambientali imponevano. Per farla breve non pensavamo che Rastelli potesse indovinare la formazione e così l’abbiamo sbagliata noi e indovinata lui (per fortuna). E non lo dico perché abbiamo vinto, ma l’ho sostenuto appena ho letto le “distinte” delle formazioni in sala stampa ai colleghi Titti Festa e Marco Ingino che mi erano al fianco: «Ha indovinato formazione!», ho detto subito. Detto ciò c’è anche un po’ di pretattica del mister, e stavolta speriamo di non abboccare. Ad esempio a nostro avviso Zappacosta ci sarà, alla fine, mentre un turno di riposo lo pronostichiamo per il fresco sposo Arini (auguri!) che in settimana si è allenato poco, con Massimo che si dovrebbe riprendere il ruolo di centrale. Ma non vi meravigliate se stavolta Soncin dovesse prendere il posto di Castaldo nella ripresa, anche Gigi ha qualche difficoltà fisica, ma speriamo bene
Vediamo comunque se ci azzecchiamo stavolta:
In porta:
TERRACCIANO
In difesa:
IZZO, FABBRO, PISACANE
A centrocampo:
ZAPPACOSTA, D’ANGELO, MASSIMO, SCHIAVON, BITTANTE
Avanti:
CASTALDO, GALABINOV

Sarà questa? Ancora poche ore e lo sapremo. Forza lupi!