Avellino-Benevento, Gill Voria: “Non ci sono favorite”

Oggi pomeriggio, ai microfoni di Radio Punto Nuovo, ha parlato l’ex difensore della scuderia irpina, poi beneventana, Gill Voria. Argomento principale, ovviamente, il derby di domani pomeriggio. Di seguito i botta e risposta.

L’ Avellino punta alla salvezza, il Benevento punta in alto, vista la sua posizione in classifica. Parlando di questi ultimi: “Non ci si aspettava che facessero così bene, si sapeva che si sono attrezzati con giocatori buoni, una buona organizzazione e un allenatore bravo però forse stanno andando oltre le più rosee aspettative e, secondo me, possono sicuramente continuare su questa scia, invece per i biancoverdi è un momento di difficoltà”. 

Il Benevento ci arriva come favorito in questa sfida con l’Avellino ma quanto conta essere favoriti in derby, in partite come queste? “Non credo che nel derby ci siano favorite, sinceramente, sono sempre partite particolari, agonisticamente molto valide, dove vale anche molto l’ambiente esterno. L’Avellino gioca in casa, sicuramente non vorrà perdere un’altra partita tra le mura amiche”.

Quanto all’allenatore del Benevento assente in panchina:“Io penso che Baroni sia uno dei migliori tecnici della categoria e che non stia in panchina per una partita non credo che influisca più di tanto, sicuramente meglio se ci fosse stato, ma non è determinante al 100%”.

Che può dare, cosa sta dando Novellino a questa squadra? “Credo che un po’ di tempo gli serva, lui è un tecnico e la categoria la conosce molto bene, quindi sicuramente saprà dove mettere le mani. Ovviamente l’allenatore non scende in campo e la gran parte del lavoro deve farlo chi, invece, in campo ci scende. Sicuramente si deve assecondare tutto quello che viene propinato dal tecnico e andargli dietro, però penso che, soprattutto in partite come queste, il dato tecnico è importante, ma agonisticamente questi incontri sono molto difficili ed importanti”.

Proprio in riferimento all’affermazione “il tecnico non va in campo”, al calciatore viene chiesto se a quest’Avellino manca qualcosa a livello di rosa, di organico:“Per ora i risultati dicono così, questo è l’unico dato nel calcio che fa riflettere, dai numeri si capisce che probabilmente manca qualcosa, sebbene fossi il primo che, ad inizio stagione, pensava che l’Avellino potesse fare meglio. Ero molto fiducioso anche dopo l’acquisto di Ardemagni; ci ho giocato insieme quando lui era un ventenne appena uscito dal Milan e lo conosco bene, ora non so come sta, però era un giocatore su cui facevo molto affidamento”.

L’Avellino ha bisogno di tornare sul mercato, la Società ha promesso nuovi innesti, ma bisogna girare a più di venti punti altrimenti l’impresa risulta diventare ardua. “A Gennaio bisogna prendere giocatori per migliorare, calciatori che sono al pari livello di quelli che già hai, servono a poco. Ovviamente il campionato di serie B è molto lungo, c’è ancora tanto da giocare, e i lupi si possono tirare fuori. L’apporto del Partenio è determinante, d’altronde, lo è sempre stato”.

Quanto dà il pubblico all’Avellino, specialmente in gare come queste? “Tanto, tantissimo. Chi ha giocato in certe piazze, come me, lo sa. Tutti quelli che ci sono passati da lì, sono consapevoli che a volte può essere un peso, ma la maggior parte delle volte ti coinvolgono e ti fanno rendere anche più di quello che hai. Un discreto giocatore ad Avellino diventa un buon giocatore. Penso che sia fondamentale l’apporto del pubblico”.

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