Avellino-Brescia, l’ultima Rastrellata

Cari amici,
come i pochi lettori affezionati sapranno, eccoci arrivati all’ultima puntata di questa rubrica. Nata per una scommessa lo scorso anno, per durare un anno – nella convinzione che se durava la rubrica voleva dire che durava l’allenatore e se durava l’allenatore durava l’Avellino in serie B, dopo 5 tentativi a vuoto – non avrei voluto riprenderla quest’anno, ma poi l’ho fatto perché è forte la stima verso il mister e forte è il rischio che ci si dimentichi di quel che ha dato, con il risultato di ripiombare nell’improvvisazione in cui sono affogati tanti nostri tentativi in B.

Poi a un certo punto mi sono reso conto che il gioco non valeva più la candela. Chi non è prevenuto, mi son detto, ha mille motivi per rendersi conto da solo del valore aggiunto portato dalla programmazione della società, valore sconosciuto alla nostra piazza, persino negli anni d’oro. Chi invece è prevenuto non si lascerà certo convincere da una rubrica apertamente a favore del mister, che di questa programmazione è perno imprescindibile a mio avviso. A chiudere la discussione, infine, la sensazione – per fortuna – che il mister stesso sappia cavarsela da solo, e non abbia certo bisogno di una rubrica del genere.

massimo-rastelli

E in un certo qual modo è bene, forse, che questa ultima uscita della “Rastrellata” segua una delle prestazioni meno convincenti della panchina biancoverde. Non ho capito neanch’io – lo confesso, ed è quanto dire – come mai, avendoli a disposizione, contro l’attacco più forte della B, il mister abbia scelto di rinunciare ai due perni centrali di difesa e centrocampo intorno ai quali la squadra ha costruito le sue migliori prestazioni nella fase difensiva, sto parlando di Ely e Kone.

Sulle scelte di Rastelli a Trapani – molto criticate e in effetti poco comprensibili – si possono fare solo delle ipotesi, io ne ho fatte, più o meno legate al turnover, che a mio avviso però non è l’unica ragione e nemmeno la principale. Ma – al di là di tutto – il ragionamento è un altro, mi sono trovato a farlo già in altri casi. Il nostro mister non è un corridore da corse in linea, non va giudicato sulla singola partita, ma sul traguardo finale come un grande corridore a tappe, che in taluni casi può anche concedersi una pausa se finalizzata a tenere botta il giorno dopo, che magari c’è una brutta salita.

Se arriveranno oggi i tre punti col Brescia ancora una volta ci sarà andata di lusso. In ogni caso anche 30 punti alla fine del girone di andata – con un pareggio, oggi – potrebbero essere considerati un buon bottino, specie alla luce dei molteplici e prolungati forfait cui abbiamo dovuto far fronte. È stato notato da molti che in questi ultimi due mesi l’Avellino ha avuto un ruolino di marcia da retrocessione. Ebbene, chiediamoci: un Avellino privo stabilmente dei due laterali migliori, parlo di Bittante e Visconti, e anche di Regoli che è il terzo, che cosa è se non una squadra da retrocessione? O abbiamo forse delle punte formidabili o dei match winner imprevedibili in grado di farci vincere le partite anche senza esercitare una grande pressione sulle fasce? Il mister, a mio avviso, da un mese a questa parte non vede l’ora che finisca quest’anno e questo girone d’andata per fare il punto. Per recuperare i suoi e per porre rimedio ai due problemi che ha. Un difetto di inventiva e di personalità a centrocampo e un attacco troppo Castaldo-dipendente. A quanto so la società è pronta ad accontentarlo. Per il resto i due più grandi acquisti verranno dall’infermeria, i migliori Visconti e Bittante sono fondamentali per questo Avellino, e lo si è visto.

bittante

Insomma, ci sono tutte le premesse per divertirci anche quest’anno e abbiamo la possibilità di andare fino in fondo. Sebbene reputo difficile pensare alla promozione diretta, dovendo far fronte al rafforzamento anche delle altre. Ma non scoraggiamoci, la promozione del 1978 arrivò inaspettata: le armi principali furono l’unità del gruppo e dell’ambiente, e nessuno come questo mister è in grado di garantirla con la sua capacità di stare sul pezzo. Una provinciale senza grandissime risorse come la nostra non ha altre armi, d’altronde, se non fare quadrato, fra giocatori, mister, società e pubblico.

Calciatori Avellino 2015

Ringrazio chi mi ha seguito con passione, con alcuni è nata autentica amicizia e stima. Non inizio a far nomi sennò dimentico qualcuno, cito solo il coautore Antonello Candelmo – come simbolo dell’amicizia, valore fondamentale della Rastrellata –, ringrazio poi Gianluca Capiraso e tutto lo staff di Avellino-calcio che mi ha aiutato nell’editing alle ore più assurde, quando – esauriti gli impegni di lavoro e di famiglia – era consentito divagare.

Ecco l’ultima formazione: GOMIS, PISACANE, ELY, CHIOSA, VISCONTI, D’ANGELO, KONE, SCHIAVON, ZITO, CASTALDO, COMI.
La Rastrellata passa ma l’Avellino resta. Per chi ha gradito… è gradito un segnale sul sito o un’ultima condivisione. Grazie ancora a tutti e forza lupi sempre.