Avellino Calcio 2013-2014: dalla Salvezza ai Play Off mancati

All’inferno e ritorno. Messo alle spalle, in modo brillante, il fallimento, l’Avellino dopo quattro lunghissimi anni approda, nuovamente, in Serie B. Il Cammino, però, non è stato affatto facile, la rincorsa alla Serie B, infatti, è partita dalla Serie D, poi il doppio ripescaggio (in Seconda e in Prima Divisione) prima della vittoria del campionato 2012/13 che ha sancito il ritorno in cadetteria di una piazza  appassionata e calorosa come quella biancoverde. All’inizio di questa nuova avventura, la società non stravolge la squadra e punta su acquisti mirati e funzionali al nuovo modulo di Rastelli: il 3-5-2. In Irpinia, così, arrivano: Seculin, Terracciano, Pisacane, Peccarisi, Togni, Schiavon e il bulgaro Galabinov oltre a riconferme importanti come quelle di Izzo, Fabbro, Zappacosta, Bittante, Arini, D’Angelo e Castaldo. Un mix di esperienza e gioventù che darà i suoi frutti. Al di sotto delle aspettative la risposta del pubblico (solo 2105 abbonamenti), anche se i tifosi irpini avranno modo di rifarsi ampiamente nell’arco del campionato con una presenza fissa e costante. Obiettivo principale: la salvezza con licenza di sognare.

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Acquisti-Cessioni

Andata

L’Avellino parte con il piede giusto il suo quindicesimo campionato di Serie B: sette punti  nelle prime tre gare e primo posto in classifica insieme all’Empoli (non accadeva dalla stagione 1990/91). La squadra di Rastelli batte all’esordio, tra le mure amiche, il Novara (2-1), pareggia a Latina (1-1), concedendo il bis al Partenio-Lombardi contro la Ternana (1-0). Dopo tre risultati utili arriva il primo stop stagionale, al Biondi di Lanciano la truppa di Rastelli perde il primato uscendo sconfitta per 1-0. L’Avellino riprende, prontamente, la sua corsa e dopo Lanciano colleziona quattro risultati utili (5°-8°): pareggi contro Varese (1-1) e Pescara (1-1) e vittorie (entrambe in casa) contro Empoli (1-0) e Bari (1-0). Dopo otto giornate la classifica recita: Lanciano 18, Empoli 17, Avellino 15. Alla 9° giornata arriva la seconda sconfitta in campionato: Siena-Avellino 3-0. La pesante sconfitta in terra senese viene subito cancellata da una brillante vittoria, quando, con un secco 4-1, l’Avellino si sbarazza del Carpi ottenendo all’11°, contro il Cittadella, il primo blitz esterno (2-1). Alla 12° ecco arrivare la prima sconfitta stagionale al Partenio (dopo cinque vittorie e un pareggio), un Palermo in ripresa si impone per 2-0, agguantando in classifica proprio la compagine irpina. Come successo dopo ogni sconfitta, anche questa volta l’Avellino si conferma una squadra “tosta” e, dopo Palermo, ottiene due vittorie consecutive. Alla 13° espugna Brescia (2-0), ottenendo i tre punti anche nel derby contro la Juve Stabia (2-1): l’Avellino è, nuovamente, primo in classifica insieme al Palermo e all’Empoli. Nel periodo migliore la squadra di Rastelli inizia a perdere qualche colpo, rimanendo per quattro turni senza vittorie (15°-18°): sconfitta in quel di Crotone (3-2) e pareggi contro Cesena (0-0), Spezia (0-0) e Trapani (1-1). La classifica ride ancora alla truppa di Rastelli, l’Avellino, partito con l’obiettivo di salvarsi, ha sorpreso tutti occupando costantemente le zone alte della classifica. Dopo quattro partite senza vittorie, l’Avellino ritrova il sorriso alla 19° (2-1 al Modena), seguito dal pari esterno contro la Reggina (1-1) e dalla vittoria, nell’ultima di andata, contro il Padova (2-1) che porta a sei (16°-21°) i risultati utili consecutivi (quattro pareggi e due vittorie). Dopo 21 giornate la classifica recita: Palermo 40, Empoli 39, Avellino 37. La formazione di Rastelli chiude l’ottimo girone d’andata al terzo posto, con  il Partenio vero e proprio bunker (8 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta).

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Galabinov

Calciomercato di gennaio

Poche le operazioni fatte registrare nel mercato di gennaio. Vengono ceduti Herrera e Pape Dia, mentre in entrata, il direttore sportivo De Vito, piazza, praticamente, un calciatore per ogni reparto: Decarli in difesa, Pizza e il belga Ladriere a centrocampo e Ciano in attacco.

Camillo Ciano con la maglia dell'Avellino

Ritorno

La pausa del campionato non porta i frutti  sperati, anzi. L’Avellino, sin dalle battute iniziali, perde smalto e lucidità incappando in una serie di risultati negativi. Dalla 22° alla 27°, infatti, Castaldo e soci racimolano solo quattro punti scivolando ai margini della zona play off: sconfitta al Piola di Novara (2-1), doppio 1-1 contro Latina e Varese, pesante ko interno il Lanciano (1-3) e altri due pareggi, sempre per 1-1, contro Varese e Pescara. La partita della svolta arriva alla 28° quando l’Avellino espugna Empoli (1-0), portandosi a due punti proprio dai toscani secondi in classifica. La vittoria riaccende gli animi dei tifosi irpini, per la lotta alla serie A c’è anche l’Avellino. Purtroppo le due sconfitte consecutive contro Bari (1-0) e Siena (0-1 e terzo ko interno) riportano i lupi “sulla terra”: l’Avellino può dire addio alla promozione diretta. Alla 31°, i biancoverdi, portano a casa un punto da Carpi (1-1), ritrovando i tre punti, la giornata seguente, dopo l’1-0 ai danni del Cittadella. Classifica corta nelle prime posizioni, Palermo a parte, ci sono otto squadre nel giro di cinque punti: la lotta per i play off (fino all’ottavo posto) entra sempre di più nel vivo. Il periodo altalenante dell’Avellino continua, infatti, dopo Cittadella, arrivano altre due sconfitte consecutive: Palermo-Avellino 2-0 e Avellino-Brescia 0-1, con conseguente uscita dai play off. Nemmeno il pari (2-2) di Castellammare contro la Juve Stabia (ultima in classifica) serve a molto, l’ottavo posto ora è a -2 (Lanciano 51; Avellino 49). Dopo tre gare senza vittorie, l’Avellino ritrova i tre punti nello scontro diretto contro il Crotone (2-0 alla 36°), uscendo, però, a mani vuote dal Manuzzi di Cesena (2-0). A cinque giornate dal termine, il calendario dà una mano alla squadra di Rastelli che, contro Spezia e Trapani, si gioca le ultime chance promozione. Al Partenio l’Avellino batte lo Spezia (2-0) ma non riesce a dare continuità ai propri risultati impattando, la giornata seguente, contro il Trapani (3-3). La sconfitta di Modena (1-0 alla 40°) sa di resa, per agguantare i play off serve un autentico miracolo.

Zappacosta
Zappacosta

La vittoria, alla penultima giornata, contro la Reggina (3-0) tiene accesa una flebile speranza ma, per agguantare l’ultimo posto utile, l’Avellino deve assolutamente vincere a Padova oltre a sperare in una serie di risultati a proprio a favore. A 90’ dal termine la classifica recita: Palermo 85, Empoli 69, Latina 67, Cesena 65, Modena 63, Crotone 62, Siena e Spezia 61, Bari 60, Lanciano e Avellino 59. L’ultimo impegno stagionale, sulla carta, è del tutto abbordabile, in quel di Padova, però, succede quello che non ti aspetti. I biancoscudati (già retrocessi in Prima Divisione) battono l’Avellino (2-1) estromettendo, così, i biancoverdi dalla corsa ai play off. L’Avellino chiude il campionato all’undicesimo posto in classifica dicendo addio ai sogni di gloria.

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Classifica Finale

Coppa Italia

Significativo il cammino dell’Avellino nella manifestazione tricolore. La truppa di Rastelli, infatti, è riuscita ad arrivare fino agli ottavi di finale (risultato che non arrivava dalla lontana stagione 1993/94) venendo, poi, eliminata solo dalla Juventus. L’esordio è positivo, nel 2° turno di Coppa Italia l’Avellino batte il Monza (1-0), eliminando anche i pari categoria del Cesena (sempre per 1-0) nel 3° turno della manifestazione. Nel 4° turno i biancoverdi incrociano il Frosinone (squadra di Prima Divisione), regalandosi la Juventus dopo la vittoria per 2-1 contro i ciociari. Negli ottavi, l’Avellino si concede il lusso di incrociare i Campioni d’Italia regalandosi una sfida dal sapore di Serie A. Allo Juventus Stadium (dopo tre partite consecutive giocate tra le mure amiche), la squadra di Rastelli soccombe nettamente (3-0) uscendo, però, dalla Coppa Italia a testa alta.

Pisacane
Pisacane

La Nota

Il campionato dell’Avellino può essere, tranquillamente, analizzato in questo dato statistico: 37 punti conquistati nel girone d’andata e solo 22 in quello di ritorno. La partenza sprint aveva fatto ben sperare sia la squadra sia i tifosi, con l’Avellino terzo in classifica al termine del girone di andata. Durante il ritorno, nei momenti topici del campionato, l’Avellino è quasi sempre venuto a mancare perdendo punti importanti contro le dirette concorrenti che poi sono costati l’accesso ai play off. Resta, comunque, il raggiungimento di una brillante salvezza, cosa che non avveniva dalla stagione 1990/91.

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Presenze

L’Allenatore

 Al suo secondo anno in Irpinia da allenatore (dopo  due da calciatore) Rastelli, anche lui esordiente in B, conferma quello di buon fatto la stagione precedente e, dopo una promozione, conquista un’agevole salvezza. Il suo Avellino si trasforma, passando dal 4-4-2, con cui ha vinto un campionato di Prima Divisione, al 3-5-2. Con il “nuovo modulo” l’Avellino si rivela la sorpresa per buona parte della stagione per poi perdere colpi dopo uno scellerato girone di ritorno. Per alcune gare di campionato si è visto anche il 3-4-1-2 salvo, poi, ritornare agli antipodi. Rimane il fatto che, su una rosa che a fine anno conterà 27 elementi utlizzati, solo in 14 supereranno le venti presenze. Troppo pochi per un campionato lungo e logorante come la serie B.

Rastelli
Rastelli

La Squadra

Il cambio tattico ha costretto la società a muoversi diversamente sul mercato, pochi ritocchi con l’ossatura della squadra composta dalla squadra fresca di promozione in B. Tra i pali si sono alternati, con alterne fortune, Seculin e Terracciano. Davanti a loro Rastelli ha quasi sempre schierato Izzo, Fabbro e Pisacane con Peccarisi alternativa di esperienza. Togni doveva essere il classico regista ma il brasiliano, causa anche un infortunio, ha deluso enormemente. Sugli esterni, Rastelli ha trasformato due terzini come Zappacosta (convocato in U21) e Bittante in due ali con compiti sia offensivi che difensivi. Nel mezzo la vera sorpresa è stata Arini (5 reti), uno dei più costanti e positivi della squadra mentre Schiavon si è confermato elemento di categoria. Citazione a parte merita D’Angelo (dalla D alla B con la casacca biancoverde) che non ha accusato lo scotto del salto di categoria, dimostrandosi elemento di sicuro affidamento. Minutaggio inferiore per Millesi e Angiulli. In attacco Castaldo (11 reti) e Galabinov (15 reti) hanno formato una coppia ben affiatata sobbarcandosi, praticamente, tutta la stagione. Soncin e Biancolino, infatti, sono stati usati con il contagocce entrando, spesso e volentieri, a partita in corso mentre Ciano, acquistato a gennaio, rispetto agli ultimi due si è rivelato un’utile alternativa.

I MIGLIORI: Arini e Castaldo

I PEGGIORI: Togni e Soncin

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Castaldo

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