Avellino Calcio 2014-2015: la Serie A sfuma nei Play Off

L’Avellino ci riprova. Dopo il triste epilogo della stagione 2013/14 (play off sfumati proprio nell’ultima giornata) Rastelli e company tentano nuovamente l’assalto alla roulette promozione. L’Avellino 2014/15 riparte dai riconfermati Arini, Bittante (rinnovo della comproprietà con la Fiorentina), Castaldo, D’Angelo (promosso capitano dopo la partenza di Millesi), Fabbro, Pisacane e Schiavon. Per consolidare la categoria, il duo De Vito-Taccone opta su un mix composto da calciatori giovani, ma di prospettiva (Gomis, Chiosa, Ely, Vergara, Regoli, Soumarè, Comi) cui si aggiungono elementi di esperienza (Frattali, Visconti, Kone e Zito). La notizia che fa più “scalpore” è l’acquisto di un cartellino da un’altra squadra. Dopo cinque anni in sella alla società, il presidente Taccone, infatti, acquista Arrighini dal Pontedera, sintomo di un club in salute. Lasciano definitivamente l’Irpinia due pezzi storici come Millesi e Biancolino, mentre ritornano alle rispettive case madri i vari Seculin, Terracciano, Abero, De Carli, Ciano e il bulgaro Galabinov. Le cessioni più importanti, economicamente parlando, sono quelle di Zappacosta all’Atalanta e di Izzo al Genoa. In leggero aumento il numero di abbonati che, nel giro di un anno, passano da 2.105 a 2.796.

Andata

L’Avellino parte con il piede giusto anche questa nuova stagione, la sedicesima in serie B, battendo all’esordio la neo promossa Pro Vercelli (1-0). Nella 2° giornata arriva il primo stop stagionale contro il Cittadella (1-3), poi la squadra di Rastelli piazza ben sei risultati utili consecutivi (3°-8°). Pari contro lo Spezia (0-0), nella doppia trasferta laziale conquista quattro punti contro Latina (2-1) e Frosinone (0-0), batte il Livorno (2-1), ottenendo nella trasferta di Terni (2-2) un altro punto prezioso. E’ all’8° che l’Avellino consolida il suo buon avvio di stagione ottenendo, contro il Carpi, vittoria (1-0) e primo posto in classifica in coabitazione con il Frosinone (entrambe a quota 15 punti). Nella trasferta di Bari (2-4, 9°) arriva il secondo k.o. stagionale, i pareggi contro Lanciano (1-1) e Perugia (0-0) fanno scivolare, causa una classifica ancora corta, l’Avellino fuori dalla zona play off.  Sono le vittorie contro il Catania (1-0) e in quel di Modena (2-1) a far ripiombare nuovamente i lupi nelle zone alte della classifica, la vittoria in Emilia significa secondo posto a un tiro di schioppo dalle capoliste Carpi e Frosinone. Sul finire del girone d’andata la squadra di Rastelli inizia a perdere qualche colpo, infatti, dalla 14° alla 18° arrivano solo tre punti, che fanno scivolare l’Avellino ai margini della zona play off. Contro il Vicenza arriva il primo stop stagionale al Partenio (0-1 alla 14°), poi doppio 0-0 contro Varese ed Entella, altro stop interno contro il fanalino di coda Crotone (1-2) e pari esterno in quel di Pescara (0-0 alla 18°). Dopo cinque partite senza vittorie, l’Avellino ritrova il sorriso contro il Bologna (1-0), perdendo malamente, però, in quel di Trapani (1-4, in quella che sarà la sconfitta più pesante della stagione). Nonostante un finale d’andata incerto, i lupi, nell’ultima d’andata, battono il Brescia (2-0) e terminano al quinto posto la prima parte del campionato. Alla 21°, la classifica recita: Carpi 43; Frosinone e Bologna 34; Spezia 33; Avellino 32; Livorno 31; Lanciano, Pro Vercelli e Trapani 30.

classifica andata
Classifica Andata

Calciomercato di Gennaio

L’appetito vien mangiando. E’ quello che hanno pensato in società vista anche l’ottima posizione in classifica (promozione diretta a soli due punti). Il presidente Taccone non si nasconde (<< Voglio la serie A>>) e mette mano al portafoglio ingaggiando, dal Fulham, l’attaccante nazionale U21, Trotta. Costo dell’operazione: 700 mila euro. Gli altri acquisti sono i prestiti di Almici (dall’Atalanta) e di Sbaffo (dal Chievo); a dar manforte al reparto avanzato, invece, arriva anche il congolese, naturalizzato belga, Mokulu. Insomma, l’Avellino cala il poker. Poche, e di secondo piano, le cessioni in questa finestra di mercato. Dopo aver riposto fiducia in Arrighini la società decide di mandarlo, in prestito, al Pisa; stessa sorte per l’altro attaccante Pozzebon (L’Aquila). Con loro vanno via anche Petricciuolo, Evangelista e D’Attilio, tutte e tre finiscono all’Aversa.

maglia trotta
Presentazione di Marcello Trotta

Ritorno

Il girone di ritorno si apre con il pari di Vercelli (1-1) ma la sconfitta che fa sollevare malumore è quella interna contro il Cittadella (ultimo in classifica), che espugna il Partenio per 1-2. La débâcle ricompatta la squadra che, dalla 24° alla 27°, anella ben quattro vittorie consecutive (mai successo in serie B): Spezia-Avellino 0-1; Avellino-Latina 1-0; Avellino-Frosinone 3-0; Livorno-Avellino 0-1. Quattro vittorie (tre contro dirette concorrenti) che fanno volare l’Avellino al terzo posto in classifica a soli due punti dal Bologna secondo. La vittoria di Livorno carica la piazza che inizia a credere fortemente alla promozione diretta. Contro la Ternana Castaldo e soci cercano il pokerissimo, ma devono accontentarsi del pari (1-1). Dopo cinque risultati utili (24°-28°), arriva la sconfitta esterna conto la capolista Carpi (0-2) seguita, però, dai tre punti conquistati contro il Bari (1-0). L’Avellino è sempre vivo, alla 30°, la classifica recita: Carpi 59; Bologna 51; Avellino 49; Vicenza 48; Livorno e Frosinone 47; Pescara e Spezia 43. L’Avellino è ancora in piena corsa promozione ma nella fase cruciale del campionato, la squadra di Rastelli, come nella stagione precedente, inizia a perdere colpi. Dalla 31° alla 33° arrivano tre sconfitte consecutive contro Lanciano (0-1), Perugia (1-2) e Catania (0-1), che fanno scivolare la squadra dal terzo al sesto posto. L’Avellino ritorna alla vittoria alla 34° (1-0 contro il Modena), ma dice addio alla promozione diretta quando esce sconfitto, nello scontro diretto, da Vicenza (0-1).I veneti, secondi in classifica, allungano a +6, i biancoverdi ora devono guardarsi bene le spalle con la lotta per i play off sempre più agguerrita. L’Avellino perde punti importanti contro squadre in piena lotta per non retrocedere, impatta (1-1) sia contro il Varese (con un piede in Lega Pro) sia contro l’Entella. Il periodo negativo continua a Crotone, in Calabria arriva un’altra sconfitta (0-2) e play off sempre più in bilico. La squadra è alle corde, sembra di rivivere il finale di campionato della stagione 2013/14. Mancano ancora quattro partite al termine del campionato, ma l’Avellino sembra aver tirato i remi in barca già da tempo. La panchina di Rastelli scricchiola (cinque punti dalla 31° alla 38°), la squadra ha un sussulto e, negli scontri diretti, contro Pescara (3-2) e Bologna (1-1) piazza quattro punti che gli ridanno ossigeno. A 90’ dal termine arriva l’ufficialità della disputa dei play off dopo il pari contro il Trapani (1-1). L’Avellino chiude il campionato con una sconfitta (2-3 a Brescia), che la fa scivolare all’ottavo posto in classifica in coabitazione con il Livorno (ma meglio messo negli scontri diretti). La squadra di Rastelli termina il campionato in ottava posizione: la serie A passa per i play off.

classifica finale
Classifica Finale

Play Off

Il regolamento lascia pochi dubbi per salire in serie A serve un vero e proprio miracolo sportivo. Le reti in trasferta non valgono doppio, quindi, per passare il turno bisogna fare un gol in più dell’avversario. Nel turno preliminare i biancoverdi pescano lo Spezia (arrivato 5°); per andare in semifinale tocca vincere al Picco. L’Avellino ci crede e, dopo aver espugnato La Spezia in campionato, i lupi concedono il bis (2-1 dopo i supplementari) andando a prendersi la semifinale contro il Bologna. Agli emiliani, forti del loro quarto posto, bastano due pareggi per andare in finale. La strada dell’Avellino si complica ulteriormente nella gara d’andata quando il Bologna espugna (0-1) il Partenio. Sembra finita. Per andare in finale serve la partita della vita, i lupi devono vincere con due gol di scarto. Nella partita più bella stagione l’Avellino riesce nell’impresa di espugnare Bologna (3-2), ma non basta. Una traversa colpita da Castaldo, in pieno recupero, strozza l’urlo in gola ai quasi 3.000 supporters irpini arrivati fino in Emilia. La lotta per la serie A termina qui. Grazie ragazzi.

La traversa di Castaldo
La traversa di Castaldo

Coppa Italia

Prima dell’inizio del campionato c’è da giocare la Coppa Italia. Nel secondo turno a eliminazione diretta, l’Avellino batte agevolmente il Venezia (2-0). Una volta ottenuta la qualificazione al terzo turno arriva un’altra vittoria, questa volta di pregevole fattura. I biancoverdi, infatti, espugnano il San Nicola di Bari (2-1) regalandosi un’altra gara dal sapore di A. Dopo la partita contro la Juventus, questa volta l’Avellino becca l’Atalanta. Ancora troppo netto il divario con una squadra di categoria superiore, i lupi soccombono (0-2) e lasciano anzitempo la manifestazione.

La Nota

 In certi versi si è rivisto il campionato 2013/14, ma con epiloghi diversi. L’Avellino si era rivelato la sorpresa del girone d’andata (37 punti nella stagione passata), quest’anno si è riconfermato ottenendo, dopo 21 gare, la bellezza di 32 punti. Nel girone di ritorno sono ritornate le amnesie ma, a differenza del campionato 2013/14, l’epilogo, come detto, è stato diverso. La casualità ha voluto che l’Avellino, in questi due anni di serie B, ha conquistato, entrambe le volte, 59 punti ottenendo lo stesso numero di vittorie (15), pareggi (14) e sconfitte (13). A differenza della scorsa stagione, quest’anno l’Avellino è stato grande con i grandi, ma piccolo con piccole. Contro le quattro retrocesse, infatti, ha collezionato solo 7 punti. Punti che alla fine hanno condizionato non poco la classifica. Un solo calciatore in doppia cifra (Castaldo), con la squadra che ha mandata a segno 13 calciatori. Attacco poco prolifico (solo 42 reti, uno dei peggiori) fa da contraltare a una delle difese meno battute.

L’Allenatore

 Al suo terzo anno in panchina, il secondo in serie B, Rastelli centra l’obiettivo dei play off. Dopo un ottimo girone d’andata (chiuso al quinto posto) nel ritorno sono riapparsi i fantasmi della stagione 2013/14; la squadra, infatti, ha perso per strada punti importanti che per poco non costavano l’accesso alla lotteria promozione. Il 3-5-2 di Rastelli ha avuto consensi solo nella prima parte del campionato (come nella stagione scorsa), una volta in difficoltà il tecnico ha dovuto cambiare modulo passando al 4-3-1-2. Nel biennio, Rastelli ha raggiunto obiettivi importanti: l’aver conquistato due salvezze con largo anticipo ha permesso alla società di programmare il futuro con maggiore tranquillità: una rarità di questi tempi; la valorizzazione di giovani, che hanno fruttato e frutteranno entrate nelle casse irpine (Izzo, Zappacosta, Trotta, Bittante); 118 punti in due anni non sono pochi; il raggiungimento dei play off con la finale sfiorata di un soffio. Resta il rammarico di non aver guadagnato un miglior piazzamento in classifica in prospettiva play off.

massimo-rastelli

 La Squadra

 La società ha cambiato parecchio rispetto alla stagione passata. Ancora una volta si sono alternati tra i pali due elementi: Gomis ha offerto prestazioni super ad altre meno buone, ben più costante il suo secondo (poi titolare nel finale), Frattali. Il pacchetto arretrato ha visto nel trio Pisacane, Ely, Chiosa calciatori di sicura affidabilità. Pisacane è stato uno dei più positivi e continui nell’arco della stagione; Ely, dopo un avvio incerto condito da quattro espulsioni, si è rivelato uno dei migliori centrali della categoria; Chiosa, dopo qualche scettiscismo iniziale, ha offerto valide garanzie. Vergara quando è stato chiamato in causa non ha fatto rimpiangere i titolari, mentre Fabbro, che ha visto notevolmente ridotto il suo minutaggio, non sempre ha ben figurato. Visconti e  Bittante si sono ben alternati sia come difensori sia come esterni di centrocampo. Nel mezzo sono arrivate le note meno liete per Rastelli dove Arini, D’Angelo e soprattutto Schiavon non hanno ripetuto l’ottimo campionato, anche in termini realizzativi, della scorsa stagione. Kone non ha mai dato il salto di qualità alla squadra, nonostante le ottime referenze; Zito, ingaggiato per fare l’esterno, ha espresso il meglio di sé solo da mezzala e solo nella parte finale del campionato. Regoli, prima dell’infortunio, si era ritagliato la sua fetta di spazio. Sbaffo, utilizzato come trequartista, si è rivelato un acquisto azzeccato dopo il cambio modulo.    In attacco Castaldo ha fatto il bello e il cattivo tempo. Con 16 reti (12 solo all’andata) ha risolto parecchi grattacapi; Comi (8 centri tra campionato, coppa e play off) non ha mai trovato una certa continuità, ma si è rivelato un utile alternativa. Ha deluso enormemente Arrighini (un solo centro prima di essere ceduto) poi, a gennaio, l’allargarsi del reparto avanzato con gli acquisti di Trotta (5 reti più 2 nei play off) e Mokulu.

I MIGLIORI: Pisacane e Castaldo

I PEGGIORI: Schiavon e Kone

castaldo

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