Avellino Calcio: quando si dice “Mercato di Riparazione”

Non è un caso che venga chiamato “mercato di riparazione”. Il calciomercato di gennaio 2015 per l’Avellino ha confermato ancora una volta il “nomignolo” assegnato alla sessione invernale. Perché si, questo mercato è servito ai due direttori biancoverdi per “riparare” gli errori commessi in estate. Con il senno del poi gli acquisti di Arrighini e Pozzebon, sui quali la piazza ed il presidente Taccone in primis credevano molto, si sono rivelati dei flop, non rispettando le attese. Per entrambi l’avventura in Irpinia è durata pochissimo, il tempo di segnare un gol in campionato ciascuno ed essere rispediti nelle serie minori, seppur in prestito. In queste prime giornate con le loro nuove casacche, Arrighini al Pisa e Pozzebon a L’Aquila, i due sono già andati in rete. Guai a rimpiangerli, però. Sei mesi sono più che sufficienti per valutare se fossero pronti ad un campionato cadetto, e la risposta del campo e del mister è stata un secco no.

Per due scommesse fallite che partono, ne arrivano altre due. Non ci sentiamo di dare quindi un voto al mercato dell’Avellino, visto che anche stavolta dovrà essere valutato a giochi fatti. In Irpinia approdano Benjamin Mokulu Tembe e Marcello Trotta, due calciatori che, a differenza di Arrighini e Pozzebon, vantano già esperienza internazionale ed in campionati ben più all’altezza di una Lega Pro ed una Serie D, dalle quali arrivarono invece gli altri due. Trotta proviene dal calcio inglese, un gioco molto più fisico che tattico, e per le sue caratteristiche da ariete potrà adattarsi alla perfezione con Castaldo e negli schemi di Rastelli, oltre che al calcio della Serie B. Mokulu ha già avuto più spazio rispetto al suo compagno di squadra, anche se c’è tanto da migliorare. L’investimento importante è Trotta, preso a titolo definitivo sborsando una cifra elevata per gli standard dell’Avellino. Dovrà essere lui il bomber tanto mancato ai lupi in questo girone d’andata.

De Vito aveva annunciato al massimo tre acquisti, ma ne sono arrivati ben quattro. Operazioni per puntellare la rosa quelle di Alberto Almici e Alessandro Sbaffo. Il primo è un esterno che potrà far fronte ad eventuali assenze ed infortuni dei titolari, il secondo è il centrocampista “dai piedi buoni” invocato dal mister e dai tifosi. Un acquisto last minute, l’occasione che l’Avellino cercava. A testimonianza dell’egregio lavoro del direttore Enzo De Vito, che dall’apertura ad inizio anno del mercato, fino alle 23.00 del 2 febbraio ha avuto occhi praticamente ovunque. Con uno Sbaffo in più, Rastelli potrà alternare i due moduli che abbiamo visto utilizzare in questi anni in biancoverde, dal 3-5-2 al 4-3-1-2, con il 3-4-1-2 come alternativa principale. Sbaffo è quel trequartista che permetterà al tecnico di provare più soluzioni offensive, abile nell’uno contro uno e nella progressione. Un’operazione che serviva, ancor di più se portata a termine senza svenarsi dal lato economico.

Nessun nome altisonante, soltanto giovani e giocatori in cerca di riscatto, ma soprattutto funzionali al progetto. Il diktat della dirigenza biancoverde continua anche in questa sessione di mercato. Adesso toccherà al campo parlare.

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