Avellino Calcio: Top e Flop del 2015

Come abbiamo già fatto l’anno scorso, è tempo di bilanci per l’anno 2015 vissuto dall’Avellino e da tutti i tifosi biancoverdi. Avellino-Calcio.it ha il piacere di proporvi i top e i flop dell’anno che sta per volgere al termine. Protagonisti di ieri e di oggi, in positivo e in negativo, si alterneranno nella nostra analisi, comprendente la seconda parte della stagione 2014/15 e la prima metà della stagione 2015/16.

I TOP:

Al 5° posto troviamo il direttore Enzo De Vito, per il secondo anno consecutivo inserito nei nostri Top dell’anno. C’è un motivo. Il suo lavoro, insieme a quello di Massimiliano Taccone, è pregevole in sede di mercato. Acquisti azzeccati quest’anno? Samuel Bastien, Davide Biraschi, le riconferme di Marco Chiosa e Marcello Trotta, William Jidayi. Le scoperte di Izzo e Zappacosta sono state ripetute con gli exploit di Ely e Bittante, anche se hanno riscosso meno successo in Serie A. Qualche scelta sbagliata c’è (Schiavon?), o almeno ad inizio stagione Tavano, Nica e Nitriansky hanno suscitato più di una perplessità, ma hanno il tempo di rifarsi e in parte lo hanno già dimostrato. C’è tutto un girone di ritorno da giocare. E il mese di gennaio si aprirà con i botti di mercato…

Al 4° posto della nostra speciale classifica inseriamo la vecchia guardia, formata da Mariano Arini, Angelo D’Angelo e Gigi Castaldo. Sono i tre leader dello spogliatoio biancoverde. Senza nulla togliere agli altri, ma questi tre incarnano alla perfezione lo spirito del lupo in campo, sono l’anima della squadra. Tutti e tre sono campani, non è un caso. Arini è un autentico trascinatore, a centrocampo è un dominatore. D’Angelo con i suoi gol ha risollevato i lupi dal momento di maggiore difficoltà in questa stagione, vero capitano, sette anni in Irpinia e chissà quanti altri. Su Castaldo cosa bisogna aggiungere? Da quando è tornato l’Avellino ha perso una sola partita e ne ha vinte cinque. Tre gol sono suoi. A meno dieci dal record assoluto di Raffaele Biancolino. Siamo certi che lo supererà;

Al 3° posto il sogno playoff vissuto dai lupi a giugno 2015. Tre partite, una più emozionante dell’altra. Tre partite al cardiopalma. Il sogno dell’Avellino di Massimo Rastelli (merito va dato anche e soprattutto a lui e al suo staff) si è infranto solo per colpa di una maledetta traversa. La vittoria a La Spezia con il gol di Comi è una delle partite più emozionanti dell’ultracentenaria storia biancoverde.

Al 2° posto troviamo la tifoseria dell’Avellino. Anche quest’anno si è presa i meriti in tutta Italia, ed è riconosciuta ovunque come una delle migliori nel panorama nazionale. L’ultima prova è stata la trasferta a Cesena, con oltre 1500 tifosi al seguito. Il coro “Vecchio Alleato” è diventato il nuovo tormentone di questa stagione, cantato anche in mezzo alla strada in un normale sabato sera sotto ai Platani dai giovani avellinesi. L’entusiasmo dopo tre anni di Serie B si è riacceso e lo si vive tutti i giorni. Un plauso alla Curva Sud e ai tifosi della città, della provincia, del Nord e dell’Estero, che la seguono ovunque. Senza riposar.

Tifosi Avellinesi a Bologna

Al 1° posto c’è lui, il ritorno del logo dell’U.S. Avellino 1912. Il vecchio alleato citato prima, è tornato sulle maglie a partire da questa stagione. Grazie all’accordo tra Mario Dell’Anno (che ha dimostrato quanto tenga ai colori che rappresentano la città) e Walter Taccone, i tifosi possono finalmente rivivere i vecchi fasti. Addio A.S., addio puntino, alla faccia di chi lo chiamava così. Questa è l’U.S. Avellino 1912, e se qualcuno non lo ha ancora capito è bene che torni sui suoi passi. Allo stadio c’è posto per tutti.

Taccone con il Logo U.S. Avellino

I FLOP:

Al 5° posto delle noti dolenti troviamo Mohamed Soumaré. Dispiace dirlo, ma il calciatore non è pronto per determinati palcoscenici. Prima Rastelli, adesso Tesser. Il talentino belga non trova spazio. A Sturno è stato provato addirittura da mezz’ala per trovare una posizione in campo adeguata. Verrà ceduto in prestito al Melfi, sperando che possa tornare con maggiore esperienza alla base;

Al 4° posto un altro calciatore, Gennaro Tutino. O meglio, il suo fantasma. Hanno chiamato anche Chi l’Ha Visto, ma di lui nessuna traccia. Fuori rosa da inizio stagione, la sua avventura in biancoverde è giunta al capolinea senza scendere mai in campo. Non si può neanche giudicare, un peccato;

Romulo Togni

Al 3° posto Romulo Togni, l’incubo dei tifosi dell’Avellino degli ultimi anni. A differenza di Tutino e anche più di Soumaré, lui le occasioni le ha avute. Ma prestazioni opache lo hanno etichettato come “bidone”. In estate finalmente doveva esserci l’addio definitivo ai lupi, ma sfortuna ha voluto che si infortunasse, in maniera anche molto strana, dopo aver ricevuto dei cori contro di lui che forse potevano essere evitati. Comunque sia, l’unica cosa da evitare adesso è che Togni rimanga ancora in biancoverde. Meglio per tutti;

Al 2° posto la sconfitta contro la Salernitana e più precisamente l’inizio di stagione dei lupi. L’Avellino ha dimostrato sul campo di essere superiore e si è ripreso alla grande. Ma diciamoci la verità, quella partita nessun tifoso vorrebbe perderla. La vendetta potrà arrivare a stretto giro, e finalmente finiranno i commenti, le parole dei sostenitori granata che ripetono da mesi quei due numeri (3-1) che gli avellinesi non vogliono più sentire. Adesso tocca a noi;

Al 1° posto, il flop più grande del 2015 è stato senza dubbio la gestione del settore giovanile biancoverde. Dalla maxi rissa in cui un giovane calciatore ha rischiato la vita, a nomi poco raccomandabili invischiati nell’organigramma della società (adesso sul sito ufficiale usavellino.club non è più disponibile la struttura organizzativa delle giovanili, cambi in vista?), fino ai litigi con il Sindaco di Lacedonia e con la comunità del paese. Se ne è parlato tanto. Troppo. I bravi giocatori sembrano esserci, ma i risultati scarseggiano. Si spera in un’inversione di tendenza. È da lì che bisogna partire per costruire un futuro radioso per l’U.S. Avellino 1912.

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