Avellino 2016-17, Il Film del campionato: la salvezza più difficile

Un campionato difficile i biancoverdi, che hanno alternato alti e bassi soffrendo fino all'ultimo

Il 18 Maggio, l’Avellino con la vittoria ottenuta soffrendo fino alla fine contro il Latina 2-1, raggiunge l’obiettivo della salvezza, chiudendo in festa, il campionato 2016-17Si chiude un anno calcistico molto difficile per i biancoverdi, che hanno visto alternarsi momenti felici ad altri meno belli, sia dentro che fuori dal campo.

I lupi quest’anno hanno intervallato prestazioni brutte, a volte anche oscene, ad altre veramente brillanti. Fuori dal campo le vicende sul caso calcio-scommesse, hanno condizionato e non poco le performance degli atleti.

Riviviamo velocemente il campionato dei biancoverdi.

Già prima che iniziasse il torneo cadetto, gli addetti ai lavori, erano scettici sulla squadra irpina, con una “rosa” costruita in estate, considerata inesperta, perché costituita da molti giovani alcuni dei quali che non avevano prima di allora, calpestato i campi di Serie B. Nella squadra biancoverde le lacune più grandi emergono a centrocampo, dove mancava un player (problema risolto solo in parte a gennaio, con l’acquisto di Moretti, che non ha fatto sempre bene).

Evidente, anche la mancanza di terzini esperti su entrambe le fasce. A tutto questo si aggiunge un tecnico, Toscano, che con le sue scelte (cambiando modulo di gioco continuamente) confonde sia squadra che l’intero staff.

Giunge così presto la prima brutta figura dei lupi, che il 7 agosto in Coppa Italia si fanno fermare dal Bassano Virtus, club militante in Lega Pro, 2-0 (Rantier, Maistrello). L’allora mister dei lupi, Mimmo Toscano dopo l’umiliante sconfitta al “Rino Mercante”, stravolge a pochi giorni dall’inizio del campionato l’assetto tattico, passando dal 3-4-3 al 3-5-2.

Affidandosi al 3-5-2, Toscano e i suoi il 27 agosto nell’esordio Stagionale impattano tra le mura amiche del “Partenio-Lombardi”, per 1-1, contro il Brescia. Prima di immergersi completamente nel campionato, a fine agosto l’Avellino, a fine sessione di mercato, prende l’attaccante Ardemagni ed il difensore Djimsiti dall’Atalanta, che risulteranno decisivi per la salvezza degli irpini.

Dopo il primo risultato utile però iniziano subito le note dolenti, racimolando appena 2 punti in 5 gare. La prima vittoria per i lupi arriva solo il primo di ottobre, quando al “Partenio-Lombardi”, battono per 3-2 il Pro Vercelli. Da qui l’Avellino alternerà per tutto ottobre, risultati positivi e negativi.

Con una prestazione scandalosa, i calciatori toccano il fondo a Ferrara, quando il 31 ottobre perdono contro la Spal, 3-0. Mister Toscano resterà sulla panchina biancoverde per altre 4 partite, dove racimola altri 4 punticini dati da 1 vittoria ed 1 pareggio molto fortunati e 2 sconfitte.

Per i mancati risultati sperati, la Società irpina decide di sollevare dall’incarico, il tecnico Toscano, affidando la panchina dell’Avellino all’allenatore Walter Novellino.

Mister Novellino si rivelerà in seguito la mossa giusta della dirigenza biancoverde. Da vero irpino, Novellino per risollevare le sorti della squadra della sua Terra, ci metterà il cuore oltre all’ottimo lavoro che svolgerà con i suoi ragazzi, sarà il vero artefice della salvezza dei lupi.

Il trainer di Montemarano lavorerà su due aspetti fondamentali, sul lato psicologico dei suoi atleti, infondendo autostima, grinta e attaccamento alla maglia biancoverde. Adotta uno schema tattico, il 4-4-2, dal gioco semplice ma efficace e congeniale, alle caratteristiche degli atleti che ha disposizione.

L’Avellino di Novellino debutta in casa perdendo contro l’Ascoli, 1-2. Nelle seguenti 2 gare, i lupi porteranno a casa un pareggio contro il Benevento (1-1) e una sconfitta esterna contro il Bari 2-1, raccogliendo così solo un punticino.

Ma i frutti del buon lavoro non tardano ad arrivare, la prima vittoria dell’Avellino targata Novellino, sarà il 24 dicembre in casa, battendo nel derby sentitissimo la Salernitana per 3-2. Dalla vittoria della Vigilia di Natale, inizierà per i lupi un’impressionante rimonta nella classifica del campionato, ottenendo 9 risultati utili consecutivi, dati da 5 vittorie e 4 pareggi.

Ma le insidie per l’Avellino sono dietro l’angolo ed a marzo arriva una vera batosta per i lupi. La giustizia sportiva chiede per il club biancoverde, 7 punti di penalizzazione dovuto al caso calcio-scommesse. Le preoccupazioni extra calcistiche influenzeranno molto sul rendimento della squadra in campo. Inizia cosi un periodo difficile che porterà a bruttissime sconfitte, come quelle contro il Perugia (5-0), Spezia (2-1), Ternana (4-1) e il pareggio in casa contro il Novara (1-1).

Successivamente l’Avellino trova la forza di rialzarsi, grazie anche alla riduzione della pena (i punti di penalizzazione da 7 scendono a 3) dopo il ricorso presentato dal club irpino.
I lupi inanellano una nuova serie di risultati utili consecutivi, totalizzando ben 11 punti in 5 gare. Cullandosi sul buon periodo, i campani commettono il grande errore di sentirsi già “salvi” e con prestazioni deludenti, a parte dalla vittoria del 17 aprile a Pisa, non conosceranno più vittoria fino all’ultima giornata di campionato, contro il Latina.

Nella gara casalinga contro i pontini, l’Avellino con sofferenza riesce ad agguantare la salvezza, chiudendo un campionato non bello. L’indomani della “fine dei giochi” la Corte Federale restituisce agli irpini un ulteriore punto, accogliendo anche il secondo ricorso presentato dal club.

L’Avellino chiude così al 14-esimo posto in graduatoria con 50 punti (insieme al Brescia), con 13 vittorie, 13 pareggi e 16 sconfitte, con 40 reti fatte e 55 goal subiti.