Avellino, capienza Stadio Partenio Lombardi: il problema è quello di sempre

Nella stagione appena conclusa, l’Avellino ha fatto registrare una media spettatori pari a 5269 unità, superata nel proprio girone di Prima Divisione dal solo Perugia, con 5909 spettatori. Tuttavia, non sono mancate le polemiche legate alla capienza del Partenio-Lombardi, che ha toccato il minimo storico di 4999 unità nel corso dell’anno. Soltanto grazie all’intervento della Società capeggiata da Taccone e Iacovacci è stato possibile, nelle partite clou, permettere l’ingresso a 7500 persone, o addirittura a 10000, come nel caso dell’ultima partita in casa, contro il Pisa.

Adesso che si è in Serie B, la capienza va assolutamente, per regolamento della FIGC, portata a un minimo di 10000 posti.
Sorge, però, una questione. E’ vero che in Italia abbiamo gli impianti più vecchi, con i più “moderni” risalgono ormai all’ultimo Mondiale disputato in Patria nel 1990; è vero che, a oggi, solo la Juventus è riuscita a costruire uno stadio tutto suo, grazie peraltro alla forza economica della Proprietà. Ma è anche vero che le Società che oggi fanno parte della Lega B hanno un’occasione, forse unica, di poter costruire o ammodernare un impianto.

Due settimane fa (16 maggio 2013) è stato lanciato il progetto “B” futura: in pratica, la Lega B affianca le Società nell’iter per la costruzione di nuovi stadi (che devono essere tra 10000 e 20000 posti massimo, in base al bacino d’utenza). E’ stato un progetto talmente interessante da attirare già l’attenzione di undici Società e le relative amministrazioni comunali: Ascoli, Bari, Brescia, Lanciano, La Spezia, Livorno, Modena, Terni, Varese, Verona, Vicenza. Come dichiarato dallo stesso Abodi, Presidente della Lega B, gli stadi “oggi si possono costruire solo con la finanza privata, al pubblico chiediamo solo un accompagnamento amministrativo che non sia d’ostacolo”.

Curva Sud in festa

Dal momento che l’impianto di Via Zoccolari ha almeno 40 anni, è ormai ridotto a uno scheletro, fa acqua dappertutto, ed è stata confermata la chiusura della Curva Nord anche per il prossimo anno (con il triste spettacolo che ne consegue) è lecito domandarsi perché l’Avellino e Avellino non dovrebbero approfittare di questa occasione?

Certo, mai come in questo caso non dipende solo dalla società, ma si spera che, a prescindere dal nome, chi vincerà il ballottaggio ormai prossimo capisca l’opportunità che Avellino ha tra le mani.