Avellino-Caserta 62-70: Sidigas imperdonabile

Se vi aspettate le solite “Pillole”, resterete delusi, almeno in parte. Siete ancora in tempo, dunque, per chiudere la pagina e fare altro.

La Scandone ha trovato il modo peggiore per augurare un buon Natale ai tifosi accorsi al PalaDelMauro, nonostante il turno infrasettimanale e l’orario scomodo: perdere il derby con Caserta 62-70. Se il risultato finale – di suo – fa tanta rabbia, il modo in cui è maturata la sconfitta ne fa ancor di più: nel corso del secondo quarto, la Sidigas ha toccato anche il +24 (43-19), prima di tornare negli spogliatoi per l’intervallo lungo sul +21 (44-23). Come prevedibile, la modesta Caserta, a voler esser buoni (non ce ne vogliano i tifosi della Juve), non ha retto l’urto di una Scandone particolarmente ispirata. Ciò che non era prevedibile, però, è stato quanto accaduto nel secondo tempo: break di 18-47 per gli uomini di coach Dell’Agnello. Gioco, partita, incontro. Il derby di Natale va alla Juve Caserta. Nessuno si salva: lo staff tecnico non è stato in grado di mantenere alta la concentrazione della squadra, cavalcando magari cavalli sbagliati per troppo tempo e non riuscendo a trovare in tempo soluzioni al crollo della Sidigas. I giocatori, dal canto loro, sono rientrati svogliati, molli in difesa, senza idee (e conclusioni) in attacco contro la difesa della Pasta Reggia che – solo pochi minuti prima – sembrava un colabrodo.

La Sidigas resta a 10 punti, raggiunta dalla stessa Caserta, a -4 dall’ottavo posto. Le Final Eight sono ormai compromesse, il primo obiettivo stagionale è fallito, ma sembra non essere questo il problema principale: la prestazione della squadra è ben lontana da ciò che si aspettava la società, brava a cambiare in corsa con grandi sforzi economici per garantire competitività al team.

Ciò che è accaduto sul parquet, tuttavia, passa in secondo piano, se si pensa a quanto accaduto sugli spalti dopo la sirena di fine gara. Inutile riaprire l’argomento, che dovrebbe finire al più presto nel dimenticatoio. Il basket, però, è uno sport meraviglioso. Uno sport per famiglie, o per chi cerca – all’interno delle quattro mura del palazzetto – di trovarne una nuova. Il basket è un’arte, pura poesia. Ve lo dice uno che lo ha vissuto da “giocatore”, spettatore, e ora da “giornalista”. Oltraggiarlo in tal modo è vergognoso. Ieri sera non ha perso solo la Scandone, abbiamo perso tutti noi. Intelligenti pauca. Se siete arrivati fin qui, e ancora non avete chiuso la pagina, non mi resta che augurarvi buon Natale. Ci risentiamo il 28 dicembre, il giorno dopo la partita tra Capo d’Orlando e Sidigas Avellino, per recuperare la dignità persa nel derby.

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