Avellino, Casillo a Il Mattino: “Una lobby controllava il calcio”

“Una lobby controllava il calcio”. Così l’ex presidente dell’Avellino Pasquale Casillo in una intervista a “ll Mattino”. L’imprenditore napoletano ha parlato dei suoi anni in Irpinia, in particolare della stagione 2003-04, quando gli irpini retrocessero nell’allora Serie C con largo anticipo. Casillo ha riportato alla luce storie già note in qualche modo.

In quella stagione qualcuno ai piani alti del calcio italiano manifestò disappunto per la scelta di affidare la panchina a Zeman e infatti ne vedemmo delle belle”, esordisce l’imprenditore che poi aggiunge: “Qualcosa ci fu annunciata in diretta, via sms, ma non potemmo fare niente”. Ancora: “A fine girone d’andata mi dissero di esonerare Zeman  per salvare la squadra, ma non lo feci e così retrocedemmo”.

Sul calcio ad Avellino oggi: “C’è una lobby di intelligentoni che in base alla loro simpatia e antipatia verso alcune persone gestisce la squadra. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato, oggi sono pochi i tifosi che si lasciano influenzare da certi personaggi, merito anche della società che ha fatto una pulizia generale”. Sulla squadra: “Dopo il brutto si era ripresa, speravo raggiungesse i play-off ma qualcosa, come spesso accade nel calcio, è andato storto”.

Infine su Taccone: “Portare l’Avellino in B e restarci per tre anni è un grande successo, specialmente se negli ultimi anni si è lottato per I play-off. Per completare l’opera Taccone dovrebbe portare i biancoverdi in Serie A”. Poi aggiunge: “Sarebbe una grande perdita l’eventuale partenza di De Vito, come ho letto su qualche giornale, perché è professionista stimato da parecchi club italiani”. Conclude: “La società si tenga stretto De Vito perché è uno che ci tiene a vincere nella propria terra”.

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