Avellino, Che Bello…è…tornato l’entusiasmo di una volta

Noi gente d’Irpinia siamo un pò sognatori, con la passione per i colori biancoverdi. Abbiamo il lupo nel cuore e viviamo di quelle piccole emozioni che solo solo un campo di calcio può darci e che ci fa battere il cuore a mille. Abituati a ripartire da zero e uscirne più forti di prima. Quattro anni dopo quel fallimento, in città e in provincia si respira un’aria nuova, la gioia di andare allo stadio, di esultare per un gol o per un’azione spettacolare di Zappacosta. Siamo quelli che ci gasiamo quando Fabbro esce palla al piede dall’area, quando Schiavon esplode uno dei suoi tiri dalla distanza. Siamo fatti così, non riusciamo a trattenere la nostra passione e se segna Castaldo, beh siamo capaci di far venire giù lo stadio.

Castaldo-esulta

Siamo quelli che stiam ore per fare il biglietto, che i 90 minuti si passano a cantare a squarciagola. Perché il calcio, quello vero, quello passionale  non muore mai. Al debutto con il Novara e a Latina i lupi guidati da mister Rastelli ci hanno regalato serate colme di emozioni. Di emozioni vere. Non di sussulti legati ad un goal o ad un rigore negato, ma di emozioni e sensazioni che con denaro, risultati e classifiche hanno poco a che vedere. Domenica contro la Ternana saremo di nuovo lì su quegli spalti di quel Partenio-Lombardi che ormai è diventata la nostra seconda casa. Perché il calcio ad Avellino è ancora fatta di gioia, emozione e passione, molto più che business, scandali e polemiche. Proviamo a tenerlo a mente nei momenti più difficili in questo campionato.

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