Avellino: Chiese e Conventi del Capoluogo dell’Irpinia

Dopo la breve sosta all’Oasi WWF del Lago di Conza, oggi riprende la nostra visita al Capoluogo d’Irpinia, Avellino, dove visiteremo virtualmente alcune Chiese e alcuni Conventi della città.

Avellino è una città ricca di Chiese, sia antiche che moderne. La Chiesa più antica di Avellino è senz’altro la Chiesa di S. Maria, Chiesa Madre, che venne abbattuta per consentire l’edificazione del Duomo, ma di cui rimangono resti al livello della Chiesa dei Sette Dolori (Cripta Duomo), precisamente laddove c’è la Cappella dell’Annunziata. Nelle immediate vicinanze del Duomo, o Cattedrale dell’Assunta, si trovano anche la Chiesa di San Nicola dei Greci, oggi in rovina ma nei secoli passati un edificio religioso a cui gli Avellinesi erano molto attaccati, la Congregazione dell’Annunziata, un piccolo edificio bianco accanto a cui sorse l’ex Ospedale e la vicina Confraternita dell’Immacolata Concezione, sotto cui insiste la Cripta di S. Biagio, nota per il ritrovamento di cadaveri seduti sopra sedili di pietra.

Nel centro storico, il nucleo di Avellino originaria al tempo dei Longobardi, o nelle sue immediate vicinanze, albergano numerosi altri edifici religiosi: la Chiesa di S. Francesco Saverio (nota come S. Rita), la Chiesa di S. Maria del Carmine, che era annessa all’omonimo Convento distrutto dal terremoto del 1980, la Chiesa di S. Maria del Rifugio, in Piazza del Popolo, la Chiesa del Santissimo Sacramento, annessa al Conservatorio delle Oblate, la Chiesa della Santissima Trinità dei Poveri.

chiesa-avellino-irpiniaA ridosso del centro storico, si trovano la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, la Chiesa di S. Antonio Abate e la Chiesa di S. Leonardo. Ai margini delle vecchie mura, dove si trovava Porta Puglia, si trova la Chiesa S. Giovanni Battista, annessa al Monastero S. Maria di Monserrat, e la Chiesa S. Generoso, annessa al Monastero Padri Agostiniani, oggi sede del Comando della Polizia Municipale. Lungo l’asse centrale della città, si trovano la nuova Chiesa del Santissimo Rosario e la Chiesa di S. Ciro Martire, mentre la Chiesa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria si trova in un’area sviluppatasi urbanisticamente qualche decennio fa, denominata Via degli Imbimbo e poi Via S. Francesco. Sulla collina dei Cappuccini si trova la Chiesa di S. Maria delle Grazie, annessa al Convento dei Cappuccini. Le altre chiese sorgono in Rioni popolari: a S. Tommaso si trova la Chiesa di Alfonso Maria Dei Liguori, a Rione Mazzini si trova la Chiesa di Maria Santissima di Montevergine, al Borgo Ferrovia si trova la Chiesa di S. Francesco d’Assisi. Due belle chiese esistenti ai margini dell’attuale Piazza Libertà e mostrate nelle vecchie litografie di Avellino, vennero sciaguratamente abbattute per ampliare il centro cittadino. Erano la bella Chiesa di S. Francesco e la Chiesa del Rosario poi Palazzo del Governo, oggi sede della Prefettura.

Nel punto più elevato della parte antica di Avellino, sulla Collina “La Terra”, in posizione di dominio della piazzetta antistante, si erge il bell’edifico del Duomo di Avellino, noto come Cattedrale dell’Assunta, in quanto dedicata a Santa Maria già prima della costruzione romanica e detta esplicitamente, a partire dei secoli XV-XVI, di “S. Maria Assunta”. La Chiesa principale di Avellino, ha subito diverse vicissitudini. La facciata in stile neoclassico è un rifacimento del XIX secolo. Come diverse parti della struttura, anche il campanile presenta, alla base, elementi molto antichi, essendosi utilizzati reperti romani prelevati da Abellinum. Il nucleo più antico del Duomo va individuato nella Cripta, una cui porzione rappresenta ciò che rimane dell’originaria Chiesa Madre di S. Maria edificata in epoca Longobarda e divenuta Cattedrale a seguito della ricostituzione della Cattedra Vescovile avellinese nel 969, a seguito della richiesta fatta dall’Imperatore germanico Ottone, da cui dipendeva il Principato di Benevento, al Papa Giovanni XIII. Così, il 26 maggio 969, il Papa citato conferì a Landolfo I, Vescovo di Benevento, il titolo di Arcivescovo ed elevò ad Archidiocesi metropolita quella sede ed Avellino fu una delle sue dieci Diocesi suffraganee (dipendenze). Tale Congregazione, nacque inizialmente come Associazione laica, convertita in religiosa al principio del XV secolo, la cui sede venne posta dentro al Duomo.  Al principio del XVII secolo, grazie a buone disponibilità finanziarie derivanti da diversi benefici e concessioni papali, donazioni e lasciti, fu possibile utilizzare il sito di un edificio ormai diruto per realizzare la sede della Congregazione accanto al Palazzo Amoretti. Per la precisione, si tratta del piccolo edificio di colore bianco, preceduto da una cancellata perennemente chiusa, che si trova lungo un lato del Duomo, vicino la sede dell’ex Ospedale, accanto allo spazio oggi occupato dal Teatro “Carlo Gesualdo”. Verso la metà del XVIII secolo, la Congregazione venne impreziosita, adornandola con arredi ed altri beni.

Nel centro di Avellino, fino al tremendo terremoto del 23 novembre 1980, si ergeva al lato dell’attuale Piazza del Popolo il Convento o Monastero del Carmine, che comprendeva anche la Chiesa di S. Maria, detta perciò, del Carmine (o del Carmelo), risalente al XVI-XVII secolo. La Chiesa, funse da cappella gentilizia e pantheon dei Principi Caracciolo, nei secoli XVII e XVII. La lastra di marmo sull’altare maggiore dove si vede il Principe Caracciolo in abiti da guerra.

La Chiesa di Santa Maria del Rifugio, che si trova su di un lato della centrale Piazza del Popolo, nota come Chiesa di S. Anna, fu eretta nel 1712. La nuova Chiesa venne benedetta dal Vescovo Pier Alessandro Procaccini (1704-1722), che le attribuì l’amministrazione delle rendite della Confraternita del Pio Monte dei Morti, fondata nel 1636. A conferma, basta osservare un dipinto di Maria Vergine con le anime purganti, situato sull’altare, ed una pietra su cui è riportato il simbolo del Monte. L’edificio religioso, in tempi, recenti, è rimasto incolume sia dai bombardamenti americani del 14 settembre 1943, che causò centinaia di vittime nei dintorni, sia dal terremoto del 23 novembre 1980.

La Chiesa di S. Maria di Costantinopoli sorse lungo la via Regia delle Puglie, nel tratto denominato anch’esso alla Vergine di Costantinopoli, e dopo l’uccisione del secondo Re d’Italia Umberto I avvenuta a Monza, Corso Umberto I, in una delle aree più popolate ed umili dell’antica Avellino, dove vivevano artigiani, operai e contadini. In origine si trattò di una mera Cappella votiva, su cui sorse la Chiesa, la cui esistenza è documentata sin dal XVI secolo. Presso la Chiesa aveva sede un’Arciconfraternita, che chiese al Re Filippo II la creazione di un Monte di Pietà, che venne istituito nel 1583 e che svolse il suo ufficio fino al 1966. L’attuale aspetto deriva dai lavori effettuati a seguito del tremendo terremoto del 29 novembre 1732. Il mutamento del baricentro cittadino, indusse il Vescovo Felice Leone (1745-1754), nel 1753, a modificare il numero delle Parrocchie, ridotte a tre, una delle quali si ricollegava alla Chiesa in oggetto.

In cima alla Collina dei Cappuccini, seguendo la “Rampa di S. Maria delle Grazie”, quasi alla fine della ripida salita, dove si apre una piazza, si trova la Chiesa di S. Maria delle Grazie, affiancata dal Convento dei Cappuccini. Il primo ad essere edificato, nel 1580, fu il Convento, mentre nel 1584, venne costruita la Chiesa di S. Maria delle Grazie. All’interno, va segnalata la “Deposizione”, realizzata da Silvestro Buono nel 1551. Sulla sinistra, nella parte inferiore, si vede una persona nobile con vestiti del tempo, con molta probabilità il committente dell’opera, uno Spadafora, sui cui terreni vennero eretti Convento e Chiesa. Nel corso del XIX secolo, il Convento divenne un ospizio per anziani, ed a causa degli eventi bellici che portarono al bombardamento di Avellino nel settembre 1943, la struttura fu utilizzata come Ospedale d’emergenza. Alla Madonna delle Grazie è dedicata una festa molto seguita dai fedeli che si tiene il 2 luglio, con celebrazioni religiose, cantanti e fuochi d’artificio.

chiesa-avellinoAd immediato ridosso del centro storico di Avellino si trovava il Convento del Carmine, con annessa l’omonima Chiesa. Il terremoto del 23 novembre 1980 dissestò talmente il Convento, che occorre decretarne l’abbattimento. Il solo pozzo venne salvato. A poche decine di metri dal precedente, si trova il Convento o Conservatorio delle Oblate, con annessa Chiesa del Santissimo Sacramento. Tra Viale Italia e Via De Concilj si trova il Monastero dei Padri Riformati, oggi sede della Scuola Media “Francesco Solimena”. Altri Conventi o Monasteri si trovano nel territorio comunale di Avellino e sono tutti raggiungibili a piedi. Seguendo Corso Umberto I ed andando verso Via Francesco Tedesco si raggiunge il Monastero S. Maria di Monserrat, che ha annessa la Chiesa S. Giovanni Battista. Quasi accanto al precedente, si trova il Monastero dei Padri Agostiniani, oggi sede del Comando della Polizia Municipale, a cui è annessa la Chiesa di S. Generoso. Andando, invece, nella parte alta di Avellino, sopra una collina si raggiunge il Convento Cappuccini, con annessa la Chiesa di S. Maria delle Grazie. Oltrepassando il Ponte della Ferriera, e seguendo la salita quasi fino alla cima, si raggiunge il Convento di S. Alfonso Maria Dei Liguori, nel Rione S. Tommaso. In Piazza del Popolo, dove oggi sorge il moderno Municipio o “Palazzo di Città”, sorgeva un Monastero delle Suore dell’Ordine delle Carmelitane riformate, detto appunto Convento del Carmine, la cui costruzione fu voluta dal feudatario Principe Camillo Caracciolo, che fece intraprendere i lavori nel 1604, affinchè vi venisse impartita un’adeguata educazione alle giovani avellinesi. Terminati i lavori, nel 1620, il Principe Marino II Caracciolo ricevette la Bolla papale di fondazione del Monastero. La struttura presentava un caratteristico Chiostro, che la tradizione vuole sia stato progettato dall’Architetto Cosimo Fanzago, con al centro un artistico pozzo. Un secolo dopo, nel 1732 un forte terremoto danneggiò seriamente la struttura, che venne ricostruita quasi “di sana pianta”. Successivamente, la struttura ospitò un Orfanotrofio maschile. Il terremoto del 23 novembre 1980 sconquassò la vecchia struttura, imponendone l’abbattimento.

Terminiamo qui la nostra breve visita virtuale per le strade di Avellino per ritrovarci giovedì prossimo ancora in giro per la città. Allora appuntamento alla prossima settimana sempre ad Avellino.

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