Avellino Club Roma, partita una nuova avventura per gli irpini nella Capitale

Senza avere la pretesa di gareggiare con i fratelli maggiori di Milano possiamo dire che anche l’Avellino club Roma ha preso il largo. E’ accaduto martedì, in una sera d’inizio estate, in via Imperia – zona Policlinico – nell’omonimo bar gestito da un giovane irpino della capitale (Stefano Pierro) dove ha fatto la sua apparizione anche lo splendido stendardo preparato da Francesco Cirasuolo, con un’efficienza che oserei definire serinese-meneghina. Si procede ora a sirene “spietate” come disse uno, una volta, verso i nuovi obiettivi: le magliette, poi forse anche le sciarpe, ma soprattutto la salita in massa a Castel di Sangro, a far sentire il calore della non lontanissima Capitale ai lupi che partono per la grande avventura.

tifosi avellinesi a roma
Abbiamo superato già i cento aderenti alla pagina di Facebook, contiamo a breve di raggiungere i 50 iscritti. E possiamo dire che, visto lo spirito dispersivo della città e del suo hinterland da cui provengono i tanti aderenti e i tanti che si vanno vivi in queste ore, lavoreremo molto di Internet per andare avanti nelle piccole grandi scelte (magliette verdi o bianche, la scritta così o colà, chi raccoglie i soldi e chi scappa con la cassa e così sì via). Nel frattempo si segnala fra noi accanto al Cirasuolo come uomo macchina (che potremmo paragonare a Storti o Capiraso) il nostro fuoriclasse, l’Angiulli senior della situazione, che io al momento conosco – e mi basta – solo per il suo nome di battaglia su Facebook, Ferdinando Barone Seclution Lordnanduk, “o barone” come nome abbreviato. Sue le due massime da Gesualdese trapiantato a Latina (ho detto Latina) che hanno caratterizzato le prime due riunioni. La prima: “Le moglieri si cangiano ma la squadra no”. E ora ha completato: “La mamma non si pote cangià, anche se tifa per l’Eclanese”. Dal che si evince che l’Avellino è come la mamma, ce n’è una sola. Abbiamo anche provato ad azzardare una valutazione, per lui. Credo che o Barone valga da solo Sorti, Capiraso, la comproprietà di Angiulli senior e il prestito di Gerardo Carmine Gargiulo per un concerto nella Capitale. Per meno, sia chiaro, non si muove da qui

avellino club roma striscioneMa, scherzi a parte, è impressionante l’identità di vedute emersa fra noi, che pure in molti non ci eravamo mai parlati, essendoci conosciuti tramite Fb in larga misura. Identità di vedute circa le innumerevoli diatribe che si dipartono dalla nostra amata città. C’è in noi una distanza totale, siderale, da queste contese, che rafforza la sensazione che questa Avellino targata Rastelli, ossia la forza dei nervi distesi, e del gruppo, cerchi e trovi nuova linfa negli avellinesi in esilio, in tante parti d’Italia e pure all’estero, che attraverso la Rete hanno una possibilità nuova per farsi sentire e contribuire a tenere il giocattolo nei binari della ragionevolezza e della giocosità, per evitare che si rompa di nuovo. In questo senso sarà molto importante che i nostri club (Milano e Roma) possano mettersi in rete. L’assonanza sin dalla denominazione che abbiamo scelto non è casuale.

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