Avellino, con Rastelli sfatati tanti tabù in serie B

L’Avellino dopo aver vinto a Brescia si guarda allo specchio e inizia a sentirsi davvero una realtà importante ed entusiasmante della serie B, ricordando quella squadra dalla maglia verde (unica in Italia) che era simpatica a tutti, un po’ come il Chievo o il Sassuolo di oggi. Ebbene, al di là delle statistiche e dei numeri, possiamo soffermarci su alcuni tabù che la formazione di Massimo Rastelli in appena 13 giornate è riuscita a sfatare.

Innanzitutto partendo dalla media punti nelle prime giornate: i tifosi dell’Avellino di oggi ricorderanno le ultime apparizioni fallimentari con Zeman e Casillo prima e con Pugliese e i suoi vari allenatori chiamati in successione, senza mai dare una identità definitiva alla formazione irpina. Ma passando al lato prettamente calcistico, si può pensare alle ultime due vittorie fuori casa, ossia a Cittadella e Brescia: a Cittadella ci fu nel 2009 una delle più pesanti sconfitte dell’U.S. non tanto per il risultato (4-0) quanto per l’aver subito 4 reti da un unico giocatore, mentre in terra lombarda si è sempre perito sotto i colpi di grandi giocatori e ottimi elementi in forza nelle Rondinelle.

Questo potrebbe regalare ulteriore sicurezza ai Lupi che ora possono diventare il tabù di tante realtà della serie cadetta: sì perché è finito il tempo di considerare l’Avellino come una matricola terribile, considerando un secondo posto che può legittimamente far sognare.

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