Avellino-Crotone, il futuro dei lupi passa di qui

Cari amici,
il mister del Crotone Massimo Drago in vista di questa sfida in casa dell’Avellino ha affermato che non ci sono, a suo avviso, quegli undici punti in classifica di differenza con noi, e sostiene che per organico non sono inferiori a noi. Qualcuno l’ha presa come una grande offesa, invece ci fa un grande complimento e non dice dal suo punto di vista una cosa tanto assurda. Da qualche settimana a questa parte circola un clima intorno alla nostra squadra che rischia di toglierci l’unica vera arma in più che ci colloca nella posizione in cui siamo e in cui puntiamo a rimanere: l’umiltà. Le gente che si lamenta, non si contenta del quarto posto e recrimina ora per l’eliminazione in Coppa Italia, mostra di aver perso il senso delle proporzioni e di aver dimenticato non solo da dove veniamo, ma quanto poco ci vuole per ritornarci.

Massimo Drago Crotone

 

Una settimana di recriminazioni, polemiche e dissertazioni tecniche strampalate come questa è stata la preparazione peggiore per questa gara, che molti sembrano snobbare ed invece io ritengo la gara della vita. Se la vinci sei a un passo dal sogno, anzi ci sei praticamente dentro e hai la salvezza quasi in tasca, sì da poter programmare il potenziamento col massimo dell’entusiasmo, se pareggi si può ben immaginare chi ha già iniziato da 20 giorni la tiritera come si sentirà in diritto di ammorbare ulteriormente l’ambiente. E il mio timore, rispetto al quale faccio tutti i debiti scongiuri, è che in tal caso l’ombrello protettivo di mister Rastelli (che non a caso ignora l’esistenza di Facebook e pensa solo a lavorare con il gruppo) potrebbe non bastare più , cosicché il clima depressogeno che sembra essersi impadronito dell’ambiente (sulla spinta di una esigua minoranza di tifosi, che inviterei a riflettere su quanto male fanno così alla squadra) potrebbe arrivare fin dentro lo spogliatoio, l’arma più grande che abbiamo, insieme all’umiltà di cui parlavo prima, componente essenziale per tenere unito un gruppo e un ambiente.

Dobbiamo ficcarci in testa una cosa: il pallone è una strana disciplina. Se la memoria non mi inganna l’Avellino con Gigi Castaldo ha messo a segno tutte e quattro le massime punizioni che abbiamo visto assegnarci, mentre i nostri avversari ne hanno tirate due fuori, una è stata parata dal nostro grande portiere-ipnotizzatore e solo una è andata a segno. Basterebbe girare la cosa all’inverso ed ecco che con quattro rigori contro tutti a segno e solo uno per noi, tutta la differenza col Crotone svanirebbe. Voi direte che con i se e i ma non si fanno le classifiche, e io vi do ragione visto che Castaldo e Gomis, fra l’altro, sono nostri giocatori pagati anche per segnare, parare e fra sbagliare i rigori. Ma il se, allora, va tolto anche alla prossima partita “Se non vinciamo con l’ultima in classifica…” qualcuno dice, snobbando l’appuntamento.

Sbagliatissimo, anche qui il se non vale niente. Se è vero come dice il tecnico dei calabresi che l’organico del Crotone non è tanto inferiore al nostro, a corto come siamo ora di esterni, con palesi difficoltà nella coppia di attacco titolare, e con il centrocampista più offensivo ancora indisponibile (mi riferisco a Schiavon, che però – grande notizia – è tornato nella lista dei convocati) ci possono salvare solo due cose: la fame di vincere e l’entusiasmo della gente. E ne aggiungo una terza: un pizzico di fortuna che da un mese a questa parte sembra averci voltato le spalle. Sebbene, va detto, le assenze, e numerose, ci siano anche nelle fila del Crotone, va anche detto.

Eros Schiavon

Ce la faremo? Io resto fiducioso ma – ahimè – ancora una volta mi tocca confidare nella serietà di questo allenatore certo come sono che allo spogliatoio tutte le follie che sono state disseminate sui social network in questi giorni sono arrivate ovattate o non sono arrivate affatto. Chi ha letto la scorsa puntata della rubrica prima della partita di coppa con l’Atalanta sa che ormai siamo agli sgoccioli con la Rastrellata, tireremo avanti fino alla pausa natalizia. Costa fatica, infatti, dover ancora difendere un mister dopo tre anni di successi. La maggioranza dei tifosi – è vero – ci arriva da sola, per fortuna, a capire dove staremmo senza questo gruppo di lavoro cui la società ha meritoriamente dato fiducia per un periodo così lungo come non si vedeva da tempo, forse da sempre ad Avellino. Ma per i purtroppo non pochi (e insistenti) che non ci arrivano proprio non sarà certo una rubrica a far loro cambiare idea, e se il mister se ne fa una ragione ce la faremo anche noi. Questa settimana, poi, come si sia potuto trasformare un lusso che ci siamo concessi, il turno di coppa Italia (dove sono arrivate solo le migliori di B), in ulteriore occasione di polemica, proprio non si riesce a capire. Eppure è accaduto anche questo, tanto da giungere demotivati e deconcentrati (come ambiente, non come squadra, per fortuna) a questo appuntamento.

Il parziale riposo concesso nelle ultime due gare agli stanchi Castaldo e Comi (su cui tanto si è polemizzato) ci potrà tornare molto utile oggi, in una gara in cui bisogna assolutamente che le nostre punte tornino al goal. Anche perché il Crotone nelle ultime partite fuori ha sempre segnato, e speriamo non riaccada perché in tal caso i goal segnati dovranno essere almeno due. E l’augurio è che il nostro capocannoniere possa sbloccarsi festeggiando al meglio la sua centesima gara in bianco verde. Grande, il nostro vice capitano. D’altro canto conforta la compattezza mostrata dal nostro pacchetto arretrato che dopo i 4 goal subiti contro il Bari nelle successive sette di campionato di goal ne ha subiti solo altri tre in tutto.

Virtus Entella - Avellino

Ma non è l’unica buona notizia, ce ne sono altre due. Una, l’intesa vicina, e complimenti al nuovo canale “Sport channel” diretto da Marco Ingino che ha scovato la notizia, per il nuovo logo e la denominazione sulle nostre maglie. Anche se a quel che mi risulta ci sarà ancora da attendere perché la cosa vada in porto, per le implicazioni che la cosa comporta sulla stagione in corso, anche a livello di merchandising. Non che la cosa mi scaldi più di tanto, lo confesso, ma se può servire questa operazione a una riconciliazione con i “nostalgici” sarebbe davvero una bella notizia. E l’altra è la riapertura della Curva Nord che si preannuncia con il Bologna sia pure anche solo per ospitare i ragazzi delle scuole. I piccoli sono i grandi assenti del calcio moderno, e vediamo come si è ridotto: se ci vengono gli studenti alla Nord, dunque, è una bella notizia due volte.
Sulla formazione la mia idea è che Rastelli dovendo rinunciare possa andare a tre indietro, e 5 a centro campo con l’inserimento di Petricciuolo esterno “coperto” a destra e Zito esterno più offensivo a sinistra. Quindi GOMIS, PISACANE, ELY, CHIOSA, PETRICCIUOLO, D’ANGELO, KONE, ARINI, ZITO, CASTALDO e COMI.
Alla prossima.