Avellino-Crotone: Pitagorici a lezione dai Lupi

Non solo città dalle origini antichissime, culla della Magna Grecia e patria accademica del filosofo Pitagora. Crotone, da qualche anno, è anche una florida e passionale piazza calcistica, affermatasi in serie cadetta soprattutto nella stagione passata, con un esaltante sesto posto vanificato soltanto dalla sfida persa, al primo turno dei play-off, contro il Bari (0-3). Ora, però, i tempi sono un po’ più duri per gli Squali, reduci dalla pesantissima debacle casalinga contro il Modena di uno scatenato Granoche (1-4) e ancorati in ultima posizione, a quota 14 punti, insieme a Latina e Cittadella.

La sfida contro l’Avellino, pertanto, sarà fondamentale per gli uomini di Massimo Drago, nel tentativo di rendere la scalata verso la salvezza meno ripida. Il Crotone non è assolutamente intenzionato a lasciar vacante il proprio posto in quella Serie B riacciuffata, per la terza volta nella sua storia, nella magica vittoria di sei stagioni fa (2008/09), al “Santa Colomba”, nel ritorno della finale play-off di Lega Pro contro il Benevento, vinto di misura (0-1) grazie a un gol del brasiliano Caetano Calil. In precedenza, i pitagorici avevano già raggiunto la promozione nella seconda serie italiana in altre due occasioni: la prima, nella stagione 1999/00, quando, guidata dall’ex allenatore dei Lupi Antonello Cuccureddu e, in attacco, dal recordman Andrea Deflorio (capocannoniere in quell’annata con 28 reti), la compagine calabrese batté la concorrenza dell’Ancona (poi promosso ai play-off) e ottenne il suo storico accesso alla serie cadetta; la seconda, nella stagione 2003/04, quando la formazione allenata da Gian Piero Gasperini bissò il pareggio ottenuto nell’andata della finale play-off, in casa della Viterbese (0-0), con un secco tre a zero tra le proprie mura.

Dal 1946, il Crotone gioca le proprie partite allo stadio “Ezio Scida”: arena che, in molti di noi, suscita momenti di gloria eterni, come il gol di Salvatore Marra che sancì la promozione dell’Avellino in Serie B nella stagione 2002/03, in una città invasa da tifosi biancoverdi. Tantissimi sono i giocatori che hanno calcato il prato dello “Scida”, molti dei quali hanno, poi, vestito anche la maglia della Nazionale italiana. Basti pensare ai portieri Antonio Mirante (Parma) e Federico Marchetti (Lazio), al difensore centrale Angelo Ogbonna (Juventus), all’incontrista Antonio Nocerino (Torino), fino ad arrivare alle future promesse del calcio nazionale, quali Alessandro Florenzi (Roma) e Federico Bernardeschi (Fiorentina).

Tra gli allenatori legati alla compagine rossoblu, abbiamo menzionato, in precedenza, Gian Piero Gasperini: protagonista, sulla panchina del Genoa, di un fenomenale inizio di campionato, culminato con il raggiungimento temporaneo del terzo posto in Serie A, a pari merito con il Napoli. Ma la lista degli storici mister pitagorici non finisce qui. Significativo, in particolare, è il fatto che ben cinque allenatori passati per la città calabrese si sono seduti anche sulla panchina dell’Avellino: oltre al già citato Cuccureddu, rientrano in questa lista anche Mario Russo, Giuseppe Papadopulo, Gaetano Auteri e Guido Carboni. Ancora, Juan Carlos Morrone, Andrea Agostinelli e Massimo Drago, ora allenatori, arrivarono all’ombra del “Partenio” in veste di calciatori, tra gli anni settanta e gli anni novanta.

L’attuale mister dei pitagorici è, appunto, Massimo Drago: crotonese doc, classe 1971, ex difensore transitato ad Avellino per un breve periodo, nella stagione 1990/91, dal 23 gennaio 2012 alla guida della sua squadra, all’indomani dell’esonero di Leonardo Menichini. È lui, dunque, l’allenatore dei record in Serie B, fatti registrare dagli Squali nella stagione passata, frutto di un calcio spumeggiante e concreto che ha permesso al Crotone di concludere il campionato in zona play-off, a quota 63 punti. Ma, almeno fino a questo momento, i calabresi hanno faticato molto nel ripetere quanto di buono fatto vedere nella passata stagione. Mister Drago, in particolar modo, dovrà cercare di sopperire alle lacune di un reparto difensivo che, nella sfida contro i canarini, ha fatto acqua da tutte le parti. Una missione non facile, visto che l’Avellino, a secco di goal da ben quattro partite, farà di tutto per aggredire il suo avversario e per ritrovare, così, la tanto agognata vittoria.

Nella sfida di domani pomeriggio allo stadio “Partenio-Lombardi”, i Lupi di Rastelli ritroveranno una conoscenza non molto remota. Si tratta di Camillo Ciano, autore di tre reti in diciassette presenze con la maglia biancoverde nella seconda parte della passata stagione. L’attaccante di Marcianise (top scorer dei pitagorici con 7 goal in 14 incontri disputati) proverà, assieme al suo compagno di reparto Ernesto Torregrossa, a sovvertire un pronostico iniziale sfavorevole agli ospiti. Ad ogni modo, l’Avellino è obbligato a non sottovalutare un avversario che, dopo l’ultima disfatta tra le proprie mura, potrebbe approfittare del momento no dei biancoverdi per riprendere fiato. Ne vedremo delle belle. Speriamo, soprattutto, per noi.

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