Avellino, dopo Pescara promosse anche le “seconde linee”

L’Avellino esce dallo stadio “Adriatico” di Pescara con un prezioso punto, ma soprattutto con la consapevolezza di avere a disposizione un gruppo di veri uomini, capaci di lottare dall’inizio alla fine in una gara molto ostica contro la squadra di Marino, che poteva anche finire con un bottino più ricco per i biancoverdi se non fosse stato per le occasioni sciupate da Bittante prima e Galabinov poi.

Romulo Togni

I Lupi hanno mostrato la giusta cattiveria in campo che ha permesso di portare a casa punti contro una delle squadre più forti della categoria e che certamente ambisce a tornare nella massima serie dopo la brutta retrocessione dello scorso anno: nonostante l’assenza di alcuni uomini chiave chi per infortunio, come l’ex Togni, e chi per scelta tecnica, come Castaldo, la squadra di Rastelli ha mostrato il solito gioco roccioso e soprattutto molto solido.

Si può parlare dunque di giudizi positivi per le cosiddette “seconde linee” che tali non sono in quanto in un campionato così lungo sono tutti indispensabili: utilissimo il lavoro in fase di copertura di Peccarisi che sta mettendo al servizio della squadra la sua esperienza, eccezion fatta per il fallo che fa sì che l’arbitro conceda la punizione per il vantaggio pescarese, ma anche De Vito, che sta tornando ai suoi livelli e che copre sempre molto bene. In avanti nota lieta Galabinov, che sta entrando sempre più in forma, mentre da rivedere Herrera che con questo modulo può soffrire il ruolo da seconda punta e che fino a gennaio certamente si giocherà la permanenza in Irpinia.

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