Avellino, è crisi? Il Confronto con la Classifica del 2013-2014

È sicuramente un periodo non facile per l’Avellino. L’ultima vittoria dei Lupi risale, ormai, all’8 novembre 2014, con il perentorio 1-2 sul Modena tra le mura del “Braglia”. Nelle successive cinque occasioni, sono arrivati tre pareggi e due sconfitte, contro avversari di media-bassa classifica: risultati che hanno fatto storcere il naso a non pochi, oltre a far aumentare i rimpianti su un ipotetico campionato di vertice della compagine irpina, finora mancato, se non in qualche sporadica occasione. Eppure, è significativo notare come gli uomini di mister Rastelli, scesi sì in ottava posizione, hanno raggiunto, con l’x conseguito a Pescara, quota 26 punti. Soltanto quattro in meno rispetto al totale raggiunto dai biancoverdi nella stagione passata (30), nello stesso, preciso istante del campionato di Serie B 2013/14: vale a dire, a tre giornate dal termine del girone di andata.

Se guardiamo, in effetti, all’inizio di stagione 2014/15, ci accorgiamo che l’andamento dei nostri beniamini non è assolutamente da biasimare, anzi. Nelle prime nove giornate, l’Avellino ha racimolato ben 15 punti, grazie soprattutto al filotto di risultati utili consecutivi, nato all’indomani del k.o. subito a Cittadella (3-1) il 7 settembre e terminato, dopo oltre un mese di sole vittorie e pareggi, con la sconfitta di Bari (4-2) del 19 ottobre. In questo periodo di tempo, sono giunti risultati importantissimi che hanno permesso ai Lupi di confermarsi come mina vagante del torneo cadetto: tra questi, vanno sicuramente annoverati il pari contro il Frosinone (0-0), in un fortino inespugnabile qual è il “Matusa”, e i successi contro Livorno (2-1) e Carpi (1-0). La stessa soglia di punti, dopo i primi nove incontri, fu raggiunta dalla nostra beneamata nell’annata 2013/14: anche in questo caso, furono soltanto due le volte in cui l’Avellino rimase a secco di punti, prima contro il Lanciano (1-0) e, successivamente, contro il Siena (3-0).

Nelle successive nove gare di quest’anno, i Lupi hanno continuato a macinare gioco e risultati – prima del colpaccio a Modena, va ricordato il fondamentale successo interno contro il Catania (1-0) – inanellando un’altra serie di risultati utili, fino, appunto, alla vittoria contro i canarini. Al contrario, il corso seguito dall’Avellino 2013/14 si è rivelato, fino a tre giornate dal termine della prima metà di stagione, più regolare, con quattro vittorie, tre pareggi e due sconfitte (0-2 in casa contro il Palermo e 3-2 a Crotone), fatti registrare dopo la debacle di Siena. Dalla 10^ alla 18^giornata, dunque, i Lupi portarono a casa, nell’anno passato, altri 15 punti, per un totale complessivo di 30 diventato, poi, 37, con le successive vittorie casalinghe contro Modena (2-1) e Padova (2-1) e con il pareggio esterno a Reggio Calabria (1-1).

A questo punto, emerge una considerazione: avere 26 o 30 punti, senza neanche aver terminato il girone d’andata, è un traguardo già di per sé eccellente per una squadra che deve puntare, innanzitutto, alla salvezza come obiettivo minimo. Eppure, quel sottile velo di tristezza per le diverse occasioni sprecate negli ultimi 450 minuti resta. Per quale motivo? Con entrambe le classifiche alla mano, si evince che l’Avellino dell’anno passato, con 30 punti, occupava la quarta posizione, assieme al Lanciano, staccato, in ordine crescente, da Crotone (31), Empoli (33) e Palermo (34). Se i Lupi di Rastelli avessero conseguito, fin qui, lo stesso numero di punti fatti registrare alla 18^giornata della stagione 2013/14, avrebbero addirittura condiviso la seconda piazza col Frosinone che, di punti, ne ha appunto 30, e che, con il leggero calo delle ultime gare, ha permesso, al Carpi capolista di volare, in solitario, a quota 36.

Ci si dovrebbe chiedere, allora, fin quando potrà durare lo sprint degli emiliani guidati da mister Castori e se, con un pizzico di cattiveria e volontà in più, si sarebbe potuti arrivare quantomeno alla stessa soglia raggiunta dodici mesi fa, prima dello storico incontro di Coppa Italia contro la Juventus. Ma, in fondo, è meglio voltare pagina, con la speranza che l’Avellino possa affrontare un girone di ritorno con un piglio del tutto diverso rispetto alla deludente seconda parte della stagione passata, nella quale i biancoverdi produssero soltanto 22 punti. Con la speranza, dunque, che l’Avellino possa ottenere, alla fine della regular season, un punteggio migliore rispetto ai 59 punti del 2013/14. E il tempo per cancellare i recenti stop c’è, eccome. Senza dimenticare, ad ogni modo, che, in altri tempi (e neanche tanto remoti), la salvezza nella cadetteria, qui in Irpinia, era pura utopia.

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