Avellino, il Perugia ha passeggiato: mancano carattere e grinta

La trasferta sul campo del Perugia portava con sé l’entusiasmo per la vittoria ritrovata con la Pro Vercelli e un po’ di fiducia contro un avversario che gioca bene, ma non ha raccolto molto finora in stagione. L’Avellino sembrava poter finalmente dimostrare le qualità che a tratti si sono viste anche nelle partite negative e mettere in campo la carica che Toscano ha dato alla squadra in conferenza.

Peccato che in campo non si sia visto nulla di tutto ciò. Bastano pochi minuti per capire che in campo sia scesa una squadra troppo attendista, che concede il fianco ai giocatori di Bucchi, bravi nel premere subito sull’acceleratore. I lupi manovrano troppo lentamente e il gioco è praticamente sempre in mano ai padroni di casa. Potrebbe già bastare questo per rendere il pomeriggio difficile, ma si mettono anche gli errori dei singoli. Anzi del singolo, con il giovane Diallo che invece di migliorare sembra regredire ogni partita che passa. Oggi, speriamo, si sia toccato il fondo, ma intanto il Perugia trova due reti troppo facili con Monaco e Di Carmine. Frattali addirittura evita che il passivo sia peggiore.

Tra il primo ed il secondo gol passano 8 minuti, tempo in cui la reazione dell’Avellino non si vede mai. La squadra viene colta da uno sconforto che si somma alla poca convinzione con cui si era scesi in campo. Troppo poco per impensierire i grifoni umbri. Nella ripresa infatti i biancorossi controllano la partita, l’Avellino con Paghera al posto di uno spento Omeonga prova a velocizzare la manovra, ma non sfonda mai. Camara si incaponisce, Verde non brilla e non ci sono altre armi a disposizione del tecnico del lupi. Il finale vede gli ospiti provare a sbilanciarsi un po’, con il risultato che cambia, ma ancora a favore del Perugia che in contropiede rende più dolce il parziale.

Non c’è neanche da parlare di dominio netto, perché il Perugia ha fatto poco più del minimo indispensabile per passeggiare sull’Avellino. Piuttosto bisogna capire, oltre al reale valore tecnico della squadra, cosa porti ad un atteggiamento tanto rinunciatario. Giocare sempre così in trasferta, sperando che bastino i punti tra le mura amiche, non è una strategia che porta lontano. Al massimo allontana la categoria.

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