Avellino: Istituto Agrario, Carcere Borbonico e Villa Comunale

Oggi continua la nostra visita al Capoluogo d’Irpinia, Avellino, dove visiteremo virtualmente l’Istituto Agrario, il Carcere Borbonico e la splendida Villa Comunale.

Istituto Agrario avellino (1)Fu l’Irpino Francesco De Sanctis, Ministro della Pubblica Istruzione, a volere la nascita della Regia Scuola di Viticoltura e di Enologia, che venne fondata con Regio Decreto del 27 ottobre 1879 e che ebbe come prima sede l’ex Convento degli Agostiniani Scalzi. L’inaugurazione avvenne il 15 novembre 1880. Il 13 marzo 1884 avvenne l’intitolazione a Francesco De Sanctis. Nel 1892, presso la Scuola si tenne la prima Esposizione internazionale dei filtri. Successivamente, l’Istituto ha svolto l’importante funzione della formazione agraria di tantissimi studenti, non solo provenienti dall’Irpinia, ma anche da altre zone del Sud. Oltre ai fabbricati adibiti a Scuola, con sotterranei, l’Istituto Agrario possiede i terreni circostanti, adibiti a giardino, orti e vigneti, sapientemente coltivati.

carcere borbonico avellinoIl vecchio Carcere, ubicato in Via Costantinopoli, era sporco e malandato, tanto che nel 1822, il Re Ferdinando I permise la realizzazione di una nuova struttura penitenziaria nei pressi della strada principale di Avellino, ora Corso Vittorio Emanuele II, di fronte alla nuova Chiesa del Santissimo Rosario, dove si trova l’entrata (Via Dalmazia). Il progetto fu stilato da Giuliano De Fazio, che ebbe la meglio sul progetto alternativo dell’Ingegnere Luigi Oberty. Il progetto del De Fazio, si rifaceva alle teorie dell’inglese Jeremy Bentham nel suo Panopticon. I lavori iniziati nel 1826, si conclusero poco prima del 1832, quando venne effettuato il trasferimento di una prima schiera di carcerati. La struttura carceraria presenta una forma esagonale, con i bracci che si dipartono dalla medesima rotonda centrale, dalla cui cima si era in grado di sorvegliare tutta la struttura. Il Carcere era separato dalla sede stradale da un muro (alto circa un metro e mezzo), e tra questo e le mura esterne del Carcere si trovava un profondo fossato pieno d’acqua. Pure presenti erano delle torrette cilindriche agli angoli del Carcere. Sia queste ultime, che le mura esterne, che il fossato sono scomparsi, le prime per esigenze di sicurezza, legittime finchè il Carcere fu in esercizio, gli altri due per consentire la realizzazione di un parcheggio sotterraneo mai inaugurato, pare per errori nella progettazione. La struttura comprende altri cinque grandi edifici, con in mezzo una cappella ed un sesto edificio, che guarda verso il Corso, dove erano alloggiati il Direttore e gli uffici. Oggi, l’ex Carcere Borbonico viene raramente utilizzato quale sede di concerti, mostre e convegni.

villa comunale avellinoNella parte alta del Corso Vittorio Emanuele II, la Villa Comunale è quel che rimane del vecchio Orto botanico, istituito dal Consiglio Provinciale del Principato Ultra nel 1819. L’attuale notevole varietà di piante, tra cui spiccano i platani ed i tigli, è frutto del lavoro iniziato nel 1839 relativo ad una sperimentazione voluta dall’Economista Federico Cassitto. La struttura venne inaugurata, però, più di dieci anni dopo, il 31 luglio 1850, in un momento non fortunato, visto che la carenza di fondi che si registrò a seguito dell’Unificazione italiana, impedì che all’Orto Botanico venissero dedicate le cure che meritava. Nel 1916, si ebbe il passaggio amministrativo dalla Provincia al Comune, onde consentirne una pubblica fruizione. Nel 1956, il Ministero della Pubblica Istruzione vincolò con Decreto l’area, in parte impiegata per la realizzazione del Museo Provinciale Irpino e della sovrastante Biblioteca Provinciale.

Interrompiamo qui la nostra breve visita virtuale per la città di Avellino per ritrovarci fra due settimane ancora in giro per il capoluogo d’Irpinia, dopo aver fatto visita al padiglione Irpinia di Vinitaly 2016 svoltosi a Verona da domenica 10 a ieri 13 aprile. Allora appuntamento alla prossima settimana al padiglione Irpinia del Vinitaly 2016 di Verona!

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