Avellino, la capitale della verde Irpinia

Finalmente dopo 70 numeri della rubrica, l’Irpinauta giunge ad Avellino, il capoluogo irpino, decantato in una famosa canzone del nostro caro Gerardo Carmine Gargiulo, intitolata appunto “Avellino”, che nel ritornello recita Avellino, Avellino sento odor di noccioline, guardo il treno e penso al cielo di Avellino”.

Sull’antica strada denominata “delle Puglie”, adagiata in una conca verdeggiante, che dalla città prende il nome, attraversata da due affluenti del Sabato, i Torrenti Fenestrelle e Rigatore, Avellino, Capitale della “Verde Irpinia”, villaggio prima, borgo poi, paesello successivamente, ed infine, paesone, vede il suo clima profondamente influenzato dalla sottoposizione a nord-ovest al Monte Partenio (1.598 metri di altitudine), su cui si trova il celebre Santuario di Montevergine. Altri confini naturali delimitano la conca Avellinese sono i Monti di Avella (sud-ovest), i Monti Picentini (sud), il Monte Tuoro di Chiusano (est), la Valle del Sabato (ovest). La presenza dei rilievi citati costituisce una barriera per le nubi che incombono sulla cittadina, che finiscono per scaricare grandi quantità d’acqua nella stagione delle piogge, dalla seconda metà di agosto fino all’inizio di aprile.

San ModestinoProfondamente colpito dai ricorrenti terremoti che si sono verificati nei secoli, Avellino ha comunque mantenuto, nella parte più antica, la conformazione medioevale, con case avvinte attorno alla Cattedrale, stradine e scalinate, che conducono al Duomo ed al Castello. Fino all’ultimo terremoto del 23 novembre 1980, anche tanta della restante parte di Avellino si caratterizzava per numerosi edifici risalenti ai secoli precedenti, anche se molti risultavano alquanto malandati. Il sisma citato, oltre a far strage di persone, assestò il “colpo di grazia” a tantissime strutture malconce, che crollarono o divennero completamente inutilizzabili. Ciò spiega la modernità che caratterizza la stragrande maggioranza degli edifici di Avellino.

L'album l'espresso delle 21La crescita della popolazione residente e l’accresciuta ricchezza spiegano l’espansione urbana negli ultimi decenni, avvenuta facendo scempio dell’abbondante verde che circondava la città, in costante riduzione. L’unico vero polmone verde superstite è rappresentato dalla facilmente accessibile Valle del Fenestrelle, in prossimità del centro abitato. Oggi la città è piccola con i problemi che hanno altre città italiane, dall’inquinamento atmosferico all’assenza di grandi parcheggi. Tuttavia Avellino non ha raggiunto i livelli negativi di criminalità di altri centri della Regione e del Paese e presenta ancora buone condizioni di vivibilità.

La prossimità del capoluogo d’Irpinia alla preromana e romana Abellinum (3 chilometri), troverebbe la sua spiegazione nell’invasione dei Longobardi, i quali, per motivi difensivi, preferirono al vecchio sito di Abellinum, indifendibile, in quanto ubicato in piano e facilmente attaccabile, la cima della collina ove insiste la Cattedrale o Duomo, a guardia della quale posero più in basso un Castello, che eressero alla fine del IX secolo.

la ex stazione di AvellinoAvellino sorge a circa 350 metri di altitudine e ospita circa 60.000 abitanti, anche se, tantissimi avellinesi, per sfuggire ai problemi crescenti del capoluogo si sono trasferiti nei limitrofi comuni di Mercogliano, Monteforte, Atripalda, Manocalzati, S. Stefano del Sole, Aiello del Sabato, S. Potito Ultra, Cesinali e via dicendo. In sostanza si è andata creando una nuova realtà pluricomunale, una sorta di mega-Avellino, che oltrepassa i 100.000 abitanti. Il Santo Patrono è S. Modestino, festeggiato giusto domenica scorsa, il 14 febbraio, giorno di San Valentino. Eventi molto seguiti sono la Festa di S. Ciro Martire (31 gennaio), il Palio della Botte (seconda settimana di maggio), la Festa di S. Domenico (24 maggio), la Festa di S. Antonio da Padova (13 giugno), la Festa della Madonna delle Grazie (2 luglio), la Festa di S. Alfonso Maria dei Liguori (1 agosto), la Festa del Santissimo Salvatore (6 agosto), la Festa di S. Pellegrino (25 agosto), il Ferragosto avellinese, accompagnato dalla Fiera delle bancarelle (tutto agosto), la Festa della Madonna (prima domenica di settembre), la Festa di Maria Santissima di Montevergine (seconda domenica di settembre), la Festa di S. Francesco d’Assisi (4 ottobre), la Festa della Madonna del Santissimo Rosario (7 ottobre), la Festa di S. Gerardo (16 ottobre), la Festa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (8 dicembre), la Festa di S. Lucia (13 dicembre).

Fiorentino SulloAvellino è servita dall’Autostrada A16 Napoli-Bari, che tocca Avellino per espressa volontà del ministro dei Lavori Pubblici all’epoca della sua realizzazione, l’irpino Fiorentino Sullo. Altre strade percorribili per raggiungere il Capoluogo dell’Irpinia sono la Superstrada Avellino-Salerno, la Strada Statale 7 per Napoli, la Strada Statale per Salerno, la Strada Statale 88 per Benevento, la Strada Statale 90 per Foggia. Tantissime corriere, sia pubbliche come l’AIR, che private, collegano Avellino con gli altri Comuni dell’Irpinia, gli altri Capoluoghi della Regione, con Roma e alcune città del Centro-Nord oltre che destinazioni estere.

Già si è detto della notevole espansione urbana degli ultimi decenni che ha determinato la nascita di nuovi quartieri o l’espansione di quelli esistenti, come Contrada Baccanico, oggi centralissima, Contrada Archi, Contrada Liguorini, Rione Valle, Rione Parco, Rione Mazzini e Contrada San Tommaso. Essenziale, perciò, sarebbe la tanto auspicata realizzazione del Parco del Torrente Fenestrelle, dove invece si parla tanto della sua urbanizzazione e cementificazione per la realizzazione di una variante stradale, con la conseguente distruzione delle campagne coltivate e conseguente rovina delle colline circostanti. La nascita del citato Parco, invece, oltre a garantire una sia pur limitata ossigenazione al centro urbano, permetterebbe l’effettuazione di piacevoli passeggiate attraversando la residua vegetazione spontanea, potendo raggiungere a piedi, ad esempio, Contrada Bagnoli, Contrada Bosco dei Preti e le zone rurali più elevate rispetto alla città, da cui ammirare il centro urbano.

Con questa breve introduzione alla città, abbiamo iniziato oggi la nostra visita ad Avellino. Nelle prossime settimane parleremo in maniera più approfondita della storia di Avellino, del Castello, delle Chiese, dei Palazzi e degli altri monumenti cittadini. Visiteremo anche la centralissima Piazza della Libertà, il Corso Vittorio Emanuele II, il Viale Italia e altre bellezze di Avellino. Allora appuntamento a giovedì prossimo sempre qui ad Avellino.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI