Avellino-Palermo, 1992/93. L’esordio di Fresta

Il 18 ottobre 1992 va in scena la settima giornata del campionato di Serie C1. Una data che sembra non dire niente, ma che invece rappresenta l’inizio dell’avventura di Salvatore Fresta con i colori biancoverdi.

L’Avellino, sceso in terza divisione dopo vent’anni trascorsi tra A e B, dopo un inizio incerto di stagione, due sconfitte nelle prime due gare, è in serie positiva da quattro turni. Dopo i pareggi a reti inviolate contro Potenza e Reggina, sono arrivate due vittorie, entrambe per 1-0, contro Casertana e Ischia. A preoccupare Lombardi, però, è il reparto avanzato: solo tre reti nelle prime sei giornate. Il solo Paradiso non basta, ancora troppo giovane Barbera, così, ad ottobre ecco lo scambio con il Taranto: Fresta in Irpinia mentre Bertuccelli compie il tragitto inverso.

Il 18 ottobre 1992, al Partenio, arriva la corazzata Palermo. I rosanero si trovano in quarta posizione, a sole due lunghezze dalla capolista Acireale. L’Avellino, invece, vuole proseguire il suo momento positivo in campionato. Il primo tempo, però, è tutto di marca siciliano. De Sensi dopo dieci minuti porta in vantaggio il Palermo, l’Avellino accusa il colpo e rischia più volte il colpo del definitivo ko. Dopo un quarto d’ora della ripresa, Lombardi toglie un centrocampista, Catelli, ed inserisce la terza punta, Fresta.

fresta

L’ingresso dell’attaccante romano spacca in due la gara. Il nuovo arrivato, che ha all’attivo un solo allenamento, si batte con grande caparbietà mettendo lo zampino in tutte le principali palle-gol create dall’Avellino. E’ proprio l’ex tarantino, al 78’, a propiziare la rete del pareggio: ottima imbeccata per Paradiso che da pochi passi batte il portiere palermitano.

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Insomma un inizio col botto: << Meglio di così non poteva andare. Vorrei ringraziare compagni ed allenatore. Hanno subito creato le condizioni affinché potessi esprimermi al meglio >> sono le sue prime parole in biancoverde. Anche l’allenatore Lombardi elogia il nuovo acquisto: << Il ragazzo si è subito calato nella mentalità della C1. Non ha la puzza sotto il naso. Divide i meriti, per il pareggio, con Paradiso >>. Nonostante l’enorme sforzo economico (100 milioni d’ingaggio), anche il presidente Tedeschi è soddisfatto: << Credo molto in questo ragazzo. Abbiamo faticato non poco per portarlo ad Avellino. La mossa di gettarlo nella mischia si è rivelata decisiva >>.

Il resto è storia conosciuta. Cinque stagioni in biancoverde; una promozione in B; 123 presenze e 35 reti con il lupo sul petto. Un amore reciproco che nemmeno il tempo ha scalfito. Salvatore Fresta: l’ultima bandiera biancoverde.

Totò Fresta 92-93

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