Avellino-Salernitana, Colomba: “Derby della svolta per entrambe”

Allenatore della Salernitana – dal 1995 al 1997 – poi dell’Avellino – dal 2005 al 2007, dove ha militato anche come giocatore (centrocampista) nei lontani anni ’80 – dal 1983 al 1988, Franco Colomba, ha rilasciato, in quanto ex di entrambe, la sua testimonianza quanto a ricordi e pronostici sul derby di sabato.

“Ad Avellino ho vissuto gli ultimi cinque anni in serie A. Venivo dal Bologna: dopo aver fatto tutta la carriera lì, mi trasferii lì nel post terremoto ed iniziai un percorso importante. Rappresentavamo l’orgoglio dell’Irpinia, una provincia che difendeva l’onore di quella città. Eravamo una squadra battagliera, qualitativa, ho avuto il piacere di giocare con giocatori della caratura di Diaz, Barbadillo, Schachner, Favero, Tagliaferri e Bergossi. Dopo cinque anni retrocedemmo, era la fine di un ciclo: da allora la squadra non è più andata in serie A.

Invece sull’esperienza da allenatore: Sono subentrato nel 2005-06 con la squadra ultima. Facemmo uno splendido girone di ritorno, inanellando un rendimento da playoff. Purtroppo retrocedemmo nello spareggio playout contro l’Albinoleffe: giocammo l’andata a Perugia in quanto il Partenio era squalificato e, nonostante il successo conseguito a Bergamo  nel match di ritorno, andammo in C per differenza reti”.

La sua opinione sui derby è che, seppur siano partite dal fascino particolare, garantiscono sempre tre punti e non di più, come nel lontano 95-96 quando la Salernitana, da lui condotta, perse contro l’Avellino. Di quella partita non conserva un grande ricordo, ma della sua parentesi granata cita con soddisfazione la ripresa nel girone di ritorno dell’epoca, successiva ad uno di andata non proprio felice, e menziona con ammirazione giocatori quali Pirri, Ferrante, Tudisco, Logarzo, Breda e Ricchetti.

“Non mi meraviglio che questi ultimi due abbiano intrapreso la carriera di allenatori dal momento che già sul rettangolo verde palesavano un acume tattico fuori dal comune. Analogo discorso può essere fatto per Iuliano o Grassadonia, perni della difesa, così come non posso non ricordare con simpatia i vari Grimaudo, Facci e Chimenti”.

Il giudizio sulle squadre è negativo “Il cammino finora è inferiore alle attese. L’Avellino ha impostato un campionato di sofferenza, costruendo una squadra basata sui giovani. La Salernitana aveva più ambizioni e in questo momenti non sta raccogliendo quello che sperava. E’ un derby il cui risultato potrebbe garantire una svolta ad entrambe”. Queste le parole dell’allenatore, per ora fermo ai box: “fui contattato per tornare ad allenare la Salernitana prima che Fabiani tornasse a ricoprire la carica di ds”…

Riguardo all’andamento del campionato “Nonostante le neo promosse stiano andando alla grande, c’è spazio per migliorare la classifica: ve lo dice uno che c’è riuscito sia a Salerno che ad Avellino, facendo un grande girone di ritorno”.