L’Avellino della Serie A e “La legge del Partenio”

Ecco spiegato in numeri, quanto il fattore campo abbia pesato nelle tante salvezze ottenute dall'Avellino in Serie A

Una formazione dell'Avellino 1982-83

La leggenda dell‘Avellino in Serie A è legata indissolubilmente alla “Legge del Partenio”. Tante le volte in cui i tifosi più giovani, che non hanno potuto assistere per forza di cose a quegli splendidi anni, hanno sentito questa espressione. Ma in termini di punti, cosa significava concretamente la legge del Partenio? Andiamo quindi a vedere anno per anno il rendimento dell’Avellino in casa.

Già nella prima stagione in A, cioè nel 1978-79, si capisce come il fattore campo pesi per la salvezza dell’Avellino. La squadra biancoverde allenata da Marchesi conquista 18 dei suoi 26 punti in casa, dove perde solamente due volte (Lazio e Perugia). Otto i pareggi, mentre la cinque vittorie, spicca quella contro il Milan campione d’Italia quella stagione, il 21 gennaio 1979, e quella contro l’Inter alla penultima giornata.

Il gol di Romano che stende il Milan il 28 Gennaio 1979
Il gol di Romano che stende il Milan il 28 Gennaio 1979

Nella stagione successiva, l’Avellino al Partenio fa un po’ meno bene, ma soprattutto a causa dello scandalo calcioscommesse, che rovina lo splendido campionato dei lupi fino a febbraio. Nel 1979-80 sono infatti quattro infatti le sconfitte in casa (Torino, Napoli, Fiorentina e Inter), a fronte di cinque vittorie e sei pareggi. Tra le vittime eccellenti al Partenio, c’è comunque la Juventus (1-0 con rigore di De Ponti) e ancora il Milan (1-0 con gol di Cattaneo).

Diversa la musica nella stagione 1980-81, quella della salvezza con il “doppio handicap”. La squadra allenata da Vinicio conquista in casa ben 9 vittorie, 4 pareggi e sole due sconfitte, per un totale di 22 punti. 8 quelli conquistati in trasferta, per un totale di 30, da cui se ne devono sottrarre 5 per la penalizzazione: quindi 25 per la classifica reale. Ad espugnare il Partenio sono ancora Fiorentina e Inter.

Il gol di Juary che consegna la vittoria ai lupi nella sfida del 24-1-1982
Il gol di Juary che consegna la vittoria ai lupi nella sfida del 24-1-1982

Nella stagione 1981-82, l’Avellino si salva con largo anticipo, ma paradossalmente, collezione il record negativo di sconfitte in casa tra gli anni della A: ben sei. Passano infatti al Partenio Juventus, Bologna, Inter, Udinese, Fiorentina e Cagliari. Sei anche le vittorie, tra le altre contro il solito Milan (2-0, Juary e Piga), quella contro la Roma (1-0, Juary), e quella nel derby contro il Napoli (3-0, Giovanelli e doppietta di Juary). Tre invece i pareggi, mentre d’altro canto c’è poca differenza tra punti in casa (15) e in trasferta (12) per un totale di 27, che significa ottavo posto finale.

Nel 1982-83 invece, il Partenio, è un vero e proprio fortino: 8 vittorie, sei pareggi e una sola sconfitta, contro l’Inter, vera e propria bestia nera dell’Avellino. I nerazzurri si impongono all’11esima giornata, con Altobelli che segna la rete decisiva a tempo scaduto. Se in casa l’Avellino conquista ben 22 punti, sono solo 6 quelli in trasferta, frutto di altrettanti pareggi: totale 28 e nono posto in classfica.

Buono il rendimento interno anche nella stagione 1983-84, quando ad Avellino vincono solamente Sampdoria e Juventus. Le vittorie sono sette (tra cui il 4-0 al Milan e il derby contro il Napoli deciso da un gol di Diaz), sei invece i pareggi. Ai 20 punti conquistati in casa si sommano i 6 in trasferta (due vittorie e due pareggi) per un totale di 26, con undicesimo posto finale.

Il Partenio innevato prima di Avellino-Verona del 13-1-1985
Il Partenio innevato prima di Avellino-Verona del 13-1-1985

Molto simile il rendimento della stagione 1984-85, quando l’Avellino in casa conquista sei vittorie, sette pareggi e due sconfitte (contro Torino e Napoli). Tra le vittorie eccellenti, spicca quella contro il Verona che poi vincerà il campionato, mentre in trasferta i biancoverdi di Angelillo ottengono quattro pareggi e una sola vittoria, quella decisiva per la salvezza alla terz’ultima giornata contro la Lazio all’Olimpico. Dei 25 punti totali, ne vengono conquistati quindi 19 in casa e 6 in trasferta, con 13° posto finale

Anche nella stagione 1985-86 il rendimento dell’Avellino in casa e in trasferta non si discosta molto. Al Partenio, sette vittorie, sei pareggi e due sconfitte (Como e Napoli), mentre in trasferta arrivano due vittorie, tre pareggi e dieci sconfitte. Ad Avellino cade la Roma alla sesta giornata (1-0, Diaz) e finalmente l’Inter (1-0, Benedetti). Quindi, 20 punti al Partenio e sette in trasferta, che significa 11° posto finale.

Due le sconfitte interne anche nella stagione 1986-87, quando l’Avellino si classifica ottavo, ma non ha un rendimento eccezionale al Partenio. I lupi vincono infatti solo cinque volte, otto sono i pareggi, mentre le sconfitte arrivano contro Empoli e Inter. Ai 18 punti in casa vanno quindi sommati i 12 in trasferta, per un totale di 30 con ottavo posto finale (record dei lupi in Serie A).

E veniamo quindi all’ultima stagione, quella della retrocessione. Nel 1987-88 l’Avellino perde in casa quattro volte, tutte le volte nel pessimo girone di andata. Vincono al Partenio Roma, Napoli, Sampdoria e Inter; inutili le cinque vittorie (tra cui quella contro la Juventus per 1-0) e i sei pareggi. Pessimo il rendimento esterno, con sette pareggi, otto sconfitte e nessuna vittoria. I 23 punti, 16 in casa e sette in trasferta, decretano quindi il penultimo posto e la retrocessione in Serie B.

Nei dieci anni totali di Serie A, l’Avellino ha disputato in casa 150 partite. Il bilancio totale è di 63 vittorie, 60 pareggi e 27 sconfitte, con 172 reti fatte e 110 subite. Una percentuale di vittorie quindi abbastanza alta (ben il 42% delle partite), che consentì per tanti anni all’Avellino, grazie anche al suo pubblico, di mantenere la massima categoria.