Avellino, Serie A di “traversa”: da Bertoni a Castaldo

Sembrava di assistere a un film già visto, purtroppo. La mente e i ricordi non possono che riportarti a quel maledetto 15 maggio 1988. Anche quel giorno, in ballo, c’era la Serie A. Tante, troppe le analogie tra quell’Inter-Avellino e questo Bologna-Avellino: la ricerca della vittoria, obbligatoria per sognare la massima serie; l’esodo dei tifosi irpini, sempre encomiabili; l’applauso finale ricevuto sia al Meazza sia al Dall’Ara. I lupi irpini, però, non avevano fatto i conti con la sfortuna e, soprattutto, con quella traversa. Ultima giornata del campionato 1987/88, l’Avellino di Bersellini sale a Milano in cerca dei due punti. La vittoria significa salvezza. A credere nell’impresa anche i tifosi irpini, saliti in massa in Milano: << Voi per l’Uefa, noi per la vita>>.  Una rete di Minaudo, dopo quattro minuti, gela il sangue dei supporters irpini. Ci pensa Gazzaneo, al 33’, a ristabilire la parità. Tutta l’Irpinia ci crede specialmente dopo l’espulsione dell’interista Scifo. Nella ripresa l’Avellino cerca la rete più importante della stagione, ma a complicare i piani ci si mette l’espulsione del greco Anastopoulos: sembra tutto finito. A quattro minuti dalla fine un sussulto. Cross di Colomba, Bertoni in spaccata anticipa Bergomi, ma la sua conclusione termina sulla parte superiore della traversa: addio serie A.

La traversa di Bertoni
La traversa di Bertoni

La disperazione di Bersellini, le lacrime di Colomba negli spogliatoi. Nelle parole dell’allora direttore sportivo Mupo, tutta la delusione di una stagione balorda: <<Retrocediamo in serie B a testa alta>>. A Bologna, invece, l’Avellino non è uscito a testa alta, ma altissima. La squadra di Rastelli, supportata da 2.500 tifosi, ha sfiorato la finale play off.  Oggi come allora, l’urlo in gola si è infranto, ancora una volta, su quella maledetta traversa. Nonostante tutto: <<Grazie Ragazzi>>.

La traversa di Castaldo
La traversa di Castaldo

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