Avellino-Spezia, buona prova dei lupi ma difesa da rivedere

Il pareggio interno a reti bianche contro lo Spezia cancella in buona parte la brutta sconfitta di Cittadella, dove l’Avellino aveva giocato una delle peggiori partite con Rastelli in panchina. Contro i liguri infatti, si è rivista la squadra dell’anno scorso che lotta su ogni pallone; in realtà, fino all’ingenua espulsione di Ely che ha cambiato la partita e costretto i lupi sulla difensiva, l’Avellino aveva creato un paio di buone occasioni da gol, purtroppo non sfruttate da Arrighini.

Dal momento dell’espulsione, lo Spezia ha preso coraggio, nonostante il rigore calciato alto da Ardemagni. L’Avellino in dieci ha sofferto, ma alla fine è stato premiato dalla buona sorte, con ancora Ardemagni che si è clamorosamente mangiato il gol della vottoria. Pareggio che quindi può andare bene all’Avellino, perchè ottenuto in dieci contro una squadra costuita per puntare ai paly-off.

Passando alle note dolenti, ancora una volta Ely non ha brillato e la sua inevitabile squalifica da parte del giudice sportivo costringerà  Rastelli a cambiare l’assetto difensivo in vista del prossimo impegno a Latina sabato prossimo. Considerato l’infortunio di Fabbro, al posto del classe ’93 scuola Milan dovrebbe giocare Vergara, che quindi comporrà il terzetto difensivo con Pisacane e Chiosa. Anche dall’attacco non giungono note positive: ancora una volta l’Avellino si conferma Castaldo-dipendente. Se non segna il numero dieci biancoverde sono guai; Arrighini ha fallito una facile occasione da gol e Soumarè non è riuscito a incidere quando è subentrato.

Buono invece l’inserimento di D’Angelo a centrocampo, che ha dato più compattezza alla squadra; ci si aspetta qualcosa di più da Zito, che dovrebbe far compiere il salto di qualità ai lupi; ancora molto positivo Gomis. Se comunque la squadra biancoverde imparerà a essere più cinica sottoporta e non a commettere più ingenuità individuali, si potrà puntare a un traguardo più prestigioso di una tranquilla salvezza.

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