Avellino, Taccone: “Ci sono quattro-cinque offerte più alte”

Il presidente ha fatto il punto sulla trattativa per una eventuale cessione della società

“Ci sono quattro-cinque offerte più alte”. Così Walter Taccone ai media locali sul possibile ingresso in società di Walter D’Agostino, con la questione che sta diventando ormai un vero e proprio tormentone. Il presidente dell‘Avellino ha spiegato nei dettagli la situazione, che non sembra di facile risoluzione. Ecco le sue parole:

Sull’incontro di venerdì scorso: “Una persona, Di Gennaro (un collaboratore di D’Agostino, ndr), mi ha chiamato per sapere se potevamo fare una chiacchierata informale. A un certo punto un mio collaboratore mi ha detto che c’erano i giornalisti, e quindi mi sono arrabbiato perché questa cosa la sapevamo in tre persone, non c’era bisogno di fare venire i giornalisti. Farò questa operazione solo se la riterrà soddisfacente”.

Su D’Agostino: “Lui per me è il numero uno in questa trattativa, ci ha aiutato tanto in questi anni e per questo ha la mia gratitudine e la mia amicizia”. Quindi precisa: “Però c’è l’aspetto imprenditoriale. Le quote dell’Avellino sono di proprietà della mia holding, che possiede anche altre aziende, non è che posso svenderle a 100.000 euro, altrimenti avrei una minusvalenza di quasi quattro milioni di euro”.

Quindi: “So che i tifosi vogliono che mi faccia da parte per fare entrare D’Agostino, ma devo trovare una soluzione equa, che consenta a un gruppo forte come quello di D’Agostino di entrare nell’Avellino e di salvaguardare il mio interesse economico”.

A che punto è la trattativa? “Ora è a un punto fermo, abbiamo parlato di varie soluzioni, ma sono loro che dovranno scegliere cosa fare. 33% ciascuno? Soluzione meno perseguibile, io passerei dal 80% al 33% e perderei la mia autonomia gestionale e questo per me è importante, non si tratta di scegliere il direttore generale. Penso poi che l’ingegnere D’Agostino voglia avere potere decisionale, ma questo è legittimo”.

Aggiunge: “Come ho detto all’ingegnere D’Agostino, quando si acquista una squadra di calcio c’è un valore intrinseco ed estrinseco. Quando ho preso l’Avellino non c’era niente, ora la squadra è in Serie B da cinque anni come non accedeva dagli anni Settanta e ci sono anche i giocatori di proprietà, che però non compaiono nel bilancio. Non dico questo perché voglio alzare il prezzo, il dottor D’Agostino ora sta facendo le sue valutazioni”.

Svela però che “l’Avellino ha quattro-cinque offerte più alte, scritte. Sono disponibile a vendere l’Avellino, ma non posso certo svenderle. Non posso cedere le mie azioni e vanificare otto anni di sacrifici perché a qualcuno Taccone non sta simpatico. Stiamo parlando di una differenza di due-tre milioni di euro rispetto all’offerta di D’Agostino, ma sono disposto a fare sacrifici per il bene dell’Avellino”.

Quindi spiega la sua preferenza per D’Agostino: “Questa è la mia opzione preferita, perché lui pure non avendo esperienza di Serie B, ha un ottimo rapporto con mio figlio, e gradisce l’allenatore e lo staff tecnico, quindi con lui non cambierebbe nulla sotto la gestione tecnica”

Le altre offerte: “Hanno più soldi e fanno già calcio, ma potrebbero cambiare allenatore  e quindi andare contro la piazza che vuole Novellino. Sarei molto più preoccupato, sarebbe un cambiamento totale per l’Avellino, io resterei con una quota di minoranza, ma la situazione sfuggirebbe di mano non solo a me ma all’intera piazza”.

Prosegue: “C’è una differenza abissale tra le offerte, ma io non sono interessato alla poltrona, ma al bene dell’Avellino. Se dovessi cedere, chiederei di fare il presidente dell’Avellino, credo che me lo sono conquistato di diritto”.

Chiude: “In questa settimana definiamo tutto, mercoledì verrà Novellino. Se vuole una garanzia, io gli risponderò di stare tranquillo, faremo un campionato di buon livello, ripartendo dai 32 punti fatti nel girone di ritornoi buon livelli”.