Avellino, Tifoso da Solo a Vercelli nella Cuccetta del Treno Notte

Ci sono storie che meritano di essere raccontate. Come quella di Antonello M. (per gli amici “Antonellino”), 30enne di un comune alle porte di Avellino, che ha deciso di seguire la sua squadra a Vercelli con una “compagnia” ed un mezzo di trasporto piuttosto insoliti.

Innanzitutto perché ha scelto di partire da solo, in modo da essere libero ed autonomo su orari, tappe e luoghi da visitare, senza dover sottostare a scelte condivise. Poi, per dare un tocco più retrò alla sua trasferta, all’Alta Velocità ha preferito il treno notte, prenotando una cuccetta sull’Intercity che collega Napoli a Torino (con fermata a Vercelli). Storie da anni ’80, insomma.

Prima, però, ha dovuto raggiungere la stazione Centrale di Piazza Garibaldi. Quindi, per non farsi mancare proprio niente, ha dovuto prendere un pullman dell’Air per raggiungere Napoli da Avellino (dove, com’è noto, non c’è più una stazione ferroviaria aperta e funzionante, come in tutte le città civili dell’Occidente).

50 minuti circa da Napoli ad Avellino, poi altri 40 per attendere il treno ed infine 10 interminabili ore di viaggio, lunghe tutta la notte, e l’arrivo a Vercelli alle 8 del mattino. Un trolley, un ombrello e l’immancabile sciarpa dell’Avellino, legata agli anni d’oro (“questa s’è fatti gli anni belli”, ripete con orgoglio). Colazione in un bar del centro, un tour della città (piccola ma davvero ben curata, gli amministratori avellinesi dovrebbero fare un salto da queste parti) e qualche scatto fotografico nella bellissima Piazza Cavour.

fontefoto: photos.wikimapia.org
Lo Stadio Silvio Piola di Vercelli

Qui puoi andare in giro per le strade del centro con la sciarpa della squadra avversaria e nessuno ha qualcosa da dire. Nè uno sguardo, né una battuta. Quella che dovrebbe essere la normalità in ogni parte d’Italia.

Antonellino ha avuto così la possibilità di scambiare anche quattro chiacchiere con la gente del posto, scherzando sul pronostico della partita del Piola che da lì a poco sarebbe iniziata.

Alla fine la vittoria non è arrivata, i tre punti sarebbero stati il giusto premio per i tanti tifosi biancoverdi che hanno raggiunto Vercelli da ogni parte d’Italia, ma restano queste piccole storie. Storie di cuccette e di treni notte che ci fanno tornare indietro agli anni ’80 e che nessuno racconta. Storie di piccoli eroi che, in un mondo del calcio senza più valori e così legato all’apparenza, meritano di essere raccontate per capire la passione ed il senso d’appartenza fin dove possono arrivare.

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